Avatar, James Cameron ci parla del ritorno in sala in 4K

Il regista e il cast raccontano la loro esperienza e spiegano perché non dovete perdere Avatar al cinema prima del secondo capitolo della saga.

Avatar, James Cameron ci parla del ritorno in sala in 4K
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Manca poco all'arrivo di Avatar: La Via dell'Acqua (il D23 ha svelato un nuovo trailer di Avatar 2) e per l'occasione Avatar torna al cinema rimasterizzato. Il titolo campione di incassi del 2010, re incontrastato del botteghino, si prepara dunque a rimpinguare le casse del box office con una rimasterizzazione in 4K HDR. Per l'occasione abbiamo partecipato ad una roundtable con James Cameron, Sam Worthington, Zoe Saldana, Michelle Rodriguez e Stephen Lang. Il regista e il cast di Avatar hanno ripercorso la loro esperienza nel rivoluzionare la storia del cinema creando l'universo di Pandora. Il 22 settembre i fan di tutto il mondo e tutti coloro che non hanno potuto vivere Avatar in sala durante la sua release iniziale avranno l'occasione di riscoprire la pellicola più ambiziosa di Cameron e viverla nel miglior modo possibile, al cinema.

Avatar come non lo avete mai visto

Passano gli anni e cambiano le generazioni; per James Cameron è fondamentale che tutti abbiano la possibilità di godere del grande schermo per immergersi nel mondo di Pandora: "Sono passati 12 anni dalla release originale e chi meno di 22 o 23 anni è molto improbabile che abbia visto il film al cinema. Che per me è un po' come non aver affatto visto quel film che abbiamo creato per gli schermi giganti in 3D.".

Un'occasione ghiotta per i fan, che potranno contare su una rimasterizzazione con i fiocchi: "Oggi abbiamo rimasterizzato Avatar in 4K HDR con qualche scena a 48fps e visivamente è migliore di quanto non sia mai stato. Ora che una nuova generazione di spettatori sta crescendo, magari apprezza già Avatar in streaming o in Blu-Ray, ma non nel modo in cui noi lo avevamo concepito.". Sul risultato Cameron non ha dubbi: "Ho rivisto il film recentemente, dopo tutto il lavoro di rimasterizzazione, ed è davvero difficile da dire conservando l'umiltà, ma sono davvero impressionato da come Avatar si presenta oggi in sala e non vediamo l'ora di condividerlo con tutti coloro che non hanno avuto l'occasione di sperimentarlo al cinema.".

Un'occasione che riporta alla memoria i giorni della realizzazione della pellicola e la meraviglia di veder nascere l'universo di Avatar un pixel alla volta: "Ricordo il mio primo giorno di riprese, eravamo in studio e dovevo interpretare la Dottoressa Grace con addosso questa tutta da motion capture per ricreare queste creature chiamate Avatar.", ci racconta Sigourney Weaver, "E c'era uno schermo sul quale potevamo vedere una versione grezza di quello che sarebbe stato il risultato nel film.".

"Quindi non vedevo me stessa con quella tuta, ma la versione avatar di Grace alta due metri in questa giungla. Tutto ciò mi regalò un brivido e un senso di sollievo, perché il film avrebbe funzionato. Ma realizzai anche che da quella stanza potevamo creare un mondo tutto nuovo, così fantastico che l'unico modo di vivere Pandora sarebbe stato andare al cinema e vederlo in 3D.".

Un viaggio incredibile

"La prima volta che lessi di montagne fluttuanti e Thanator, mi chiesi come diavolo avremmo fatto a rendere tutto ciò.", incalza Sam Worthington. "E il ricordo migliore che ho di quell'esperienza è l'aspetto ludico di questo mondo che di fatto non esisteva mentre giravamo, ma che grazie a Jim diventava un immenso parco giochi nel quale noi bambini potevamo divertirci, e che sarebbe poi sfociato nel film.".

Zoe Saldana esprime a distanza di anni tutta la gratidudine per aver fatto parte di quell'avventura: "Non posso dimenticare quella chiamata nella quale Jim disse di volermi per il ruolo di Neytiri. Nella mia mente c'era eccitazione, gratitudine, il poter lavorare con il mio idolo, così pensai che dovessi mettermi subito al lavoro, pur non sapendo come tutto ciò sarebbe stato realizzato. E quando giravamo su quel set pieno di props grigi a indicare gli ambienti, inseguiti dalla macchina presa, la mia immaginazione non aveva limiti, come quando ero bambina, rendendomi fierissima di ciò che stavo facendo e del fatto che ero parte di qualcosa di veramente magnifico. Il risultato ha superato tutte le nostre aspettative. È stato un viaggio davvero magico per me.". Anche Michelle Rodriguez elogia l'attitudine di Cameron: "II set, l'attenzione per i dettagli, lavorare con Jim ha aperto i miei orizzonti cambiandomi la prospettiva. La sua resilienza, il voler fare sempre meglio ha reso tutto ciò una fantastica esperienza. E vedere quel risultato a fine giornata, anche se non ancora definitivo, mi ha fatto percepire di essere parte di qualcosa di straordinario mai fatto prima. Ogni volta mi sentivo così e l'esperienza di essere in un film di Cameron era già di per sé fantastica. Non c'era giorno che non fossi impressionata da qualcosa riuscivo ad imparare.".

Per Sigourney Weaver, veterana del cinema e grande collaboratrice del regista di Titanic, Avatar è stata una conferma delle capacità del regista e della fiducia in lui riposta: "Nel mio primo giorno di riprese ho interpretato subito l'avatar del mio personaggio, senza averlo mai recitato nella sua versione umana. In quel caso mi sono dovuta affidare completamente a Jim e al fatto che i migliori professionisti del settore stavano incoraggiando ogni dipartimento affinché tutto funzionasse alla perfezione. E anche se non avevo tutte le risposte, la mia sfida quel giorno fu inventare il mio avatar, più alto, libero, non fumatore, un essere in contatto con la natura come Grace non sarebbe mai stata, perché lei è un'umana e quello non è il suo pianeta. Non c'è limite al divertimento che puoi avere in termini di sfida. Il tuo lavoro non è mai finito.".

A riprova del lavoro di Cameron con gli attori, Stephen Lang, che nel ruolo di Quarrich interpretava l'antagonista di Jake Sully e dei Na'vi, ricorda la sua esperienza sul set: "La prima scena che ho girato, dove dico "Non siamo più in Kansas", mi ha dato un paio sicurezze che mi hanno accompagnato per il resto della produzione e sono confluite nel mio personaggio. Jim mi ha incoraggiato ad essere autoritario come pensavo dovessi essere, mi stava dando il permesso di esserlo in quella stanza piena di gente; lui era il boss, ma mi affidava l'autorità del mio ruolo, e lo ringrazio per la fiducia che si è poi estesa al nostro rapporto.".

Un racconto universale

Sull'universalità della sua pellicola Cameron è granitico: "I film sono grandi tanto quanto la gente che li va a vedere. Il bello di questo mondo e degli esseri che lo abitano è che ci porta al di fuori della nostra routine, dei discorsi sulla politica, e ci trasporta in un universo dove c'è conflitto e molto altro, ma rimane un universo di fantasia, di science fiction, con il quale tutti possono relazionarsi e che tutti possono sperimentare in maniera universale abbandonandosi ad un senso di immersione totale in una natura che manca sempre di più nel mondo reale, nella sua complessità e bellezza.".

Michelle Rodriguez incalza, elogiando l'immersività di quell'universo: "La mia scena preferita è la cerimonia tribale all'Albero della Vita, quando cercano di riportare in vita il personaggio di Sigourney. C'è qualcosa di veramente potente in quel momento nel suo essere bellissimo, naturale, ancestrale e spirituale. Mi ha fatto credere di essere lì.". Ma è anche il momento di capire cos'ha rappresentato Avatar per i suoi interpreti ed è Zoe Saldana a aprirsi maggiormente: "Avatar mi ha dato l'opportunità di costruire la mia carriera e di supportare la mia famiglia. Da artista che ama incondizionatamente lo storytelling, ha instillato in me una disciplina nella creazione del personaggio, ma è stata anche la mia vera palestra di recitazione.". Un'occasione più unica che rara per l'interprete di Neytiri: "Lavorare con gente che desiderava genuinamente che riuscissi a svolgere il mio lavoro, non ossessionata dagli errori, ma dalle opportunità che potevano emergere da ogni tentativo è stato illuminante. Lezioni che ho imparato che sto cercando di trasmettere anche ai miei figli.".

L'eredità di Avatar pare non essersi persa negli anni e Sam Worthington è convinto che "Le persone sono ancora emotivamente attaccate ad Avatar perché Jake è alla ricerca di se stesso, deve trovare il proprio posto nell'universo su un altro pianeta, sentirsi accettato e conoscere e accettare un'altra cultura nel mentre. Credo sia più una cosa inconscia che tutti sperimentiamo insieme a questo gruppo di persone mentre guardiamo il film.".

Stephen Lang ha anche il tempo di riflettere sulle peculiarità del suo personaggio, che non condanna in toto: "Sappiamo che Quarrich è il cattivo, ma ciò che era importante per me era trovare le qualità che lo avevano condotto a questa leadership; è un comandante capace e ispira lealtà, il suo coraggio è fuori discussione. Insomma, ci sono un sacco di qualità positive, ma ha anche problemi, ovviamente. E le persone rispondono ai leader, ne abbiamo le prove ogni giorno. Per questo il mio personaggio ha appassionato il pubblico e molti parteggiano per lui.".

L'esperienza unica della sala

Avatar ha rappresentato una rivoluzione senza la quale forse non esisterebbero i blockbuster di oggi, ma per James Cameron c'è un fattore chiave che ha cambiato tutto: "Avatar non è stato il primo film ad utilizzare tecnologie ed effetti avanzati. È forse il 3D ad avere influenzato i titoli a venire. Avatar ha vinto l'Oscar per la miglior fotografia e nessun film girato in digitale l'aveva mai fatto prima. Nel giro di pochi anni l'Academy ha preso in seria considerazione questo fattore e alcuni dei vincitori successivi hanno portato a casa la statuetta per opere girate in digitale in 3D.".

E se tutti pensavamo che la stereoscopia fosse una moda passeggera, è il regista stesso a spiegarci la logica dietro al 3D: "Il 3D non è finito, è solo stato accettato tra le scelte che lo spettatore ha a disposizione in sala. È un po' la stessa cosa che è successa con l'avvento del colore; molte persone all'epoca andavano al cinema perché il film era a colori. Bene, dopo Avatar molti andavano in sala per il 3D. Nessuno lo fa più oggi perché il 3D è diventato una delle opzioni con cui possiamo girare e vedere un lungometraggio, proprio come il colore. L'impatto sul lungo termine? Immagino lo vedremo con l'uscita di Avatar 2.". Zoe Saldana ricorda ancora il primo approccio con il final cut: "La prima volta che vidi Avatar al cinema fu come vivere un'esperienza extracorporea, totalmente immersiva, diversa da qualsiasi altra. Ero grata di avervi preso parte e di vederla crescere in maniera esponenziale anche negli incassi.". Mentre Sigourney Weaver ha elogiato il 3D allo stato dell'arte ideato da Cameron: "Da spettatrice, il 3D mi diede un'esperienza materica che ti faceva sentire nella stanza con Jake o nella foresta con Neytiri. Ha completamente annullato la barriera dello schermo tra me e il mondo di Avatar. Le decisioni che venivano prese avevano maggiore peso perché le vivevo insieme ai personaggi.".

Stephen Lang nel buio della sala ha vissuto esattamente l'esperienza che si aspettava: "Mi identificai subito nella sceneggiatura che avevo letto e fu straordinario. Perché lo script era così dettagliato da essere romanzesco e quello era il film che avevo sempre avuto nella testa.". Michelle Rodriguez è rimasta letteralmente senza parole di fronte al risultato finale: "Per me fu sconcertante riuscire a quantificare l'inquantificabile; cose come l'amore, la natura, la bellezza. Ripensai a tutta l'attenzione di Jim per i dettagli e dissi "Ce l'hai fatta Jim, mic drop!"".

Gli effetti digitali hanno mantenuto le interpretazioni originali senza stravolgerle e di questo Sam Worthington è molto grato, perché sul grande schermo l'effetto è sorprendente: "Jim mi aveva promesso che anche se fossi stato grande, grosso e blu, sarei rimasto me stesso, che i dettagli della mia performance sarebbero emersi tutti. E così è stato.". Stephen Lang si dice "fiero di aver fatto parte di un team così talentuoso e creativo, capace di restare unito con quello spirito di squadra. E sono molto fiero della mia performance.".

Una grande famiglia

La realizzazione di Avatar è durata anni, tra innovazioni, difficoltà e grandi soddisfazioni. Michelle Rodriguez crede che "nessuno abbia mai dedicato il tempo, le energie, la cura di Jim nello storytelling, nel mostrare l'amore e il rispetto per la vita. E sono fiera di essere parte di tutto questo. È come se fossi nel deserto e qualcuno ti offrisse dell'acqua.". Per Sigourney Weaver il personaggio di Grace potrebbe anche essere d'ispirazione: "Jim è uno scienziato e la scienza è il primo amore nella sua arte; ce n'è moltissima in Avatar, nelle montagne fluttuanti ad esempio. Sono stata fiera di interpretare Grace nel film, una scienziata alla quale Jim ha dato un mondo e un pubblico. Come sono fiera di dare alla gente nuovi modi di pensare alle cose, ispirando al tempo stesso nuove ragazze a diventare scienziate.".

Zoe Saldana è "orgogliosa di aver fatto parte di un gruppo di persone con le quali ho tanto in comune, che cercano di appartenere a qualcosa, superando ogni sfida con tutte le forze, con una curiosità infinita. E la persona più curiosa di tutte è ovviamente Jim che ti contagia condividendo idee e stimolandoti. Poter tornare a farne parte è un regalo e una benedizione che non tutti riescono ad ottenere. Un'esperienza che ti fa crescere come artista e come persona.".

Chiude James Cameron, che stila così un bilancio di quella fantastica esperienza: "Guardandomi indietro con la prospettiva di oggi, sono ancora più fiero del mio team e della meraviglia creata da artisti e designer che hanno costruito quel mondo in ogni minimo dettaglio. Ma c'è anche la bellezza umana creata dal cast che è qui con noi oggi. Voglio solo continuare questa grandissima esperienza con la mia grande famiglia.". E siamo sicuri che sarà così per Avatar 2 e per gli altri sequel.

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