Intervista Adi Granov, il papà adottivo di Tony Stark

Movieye intervista Adi Granov, uomo di punta della Marvel per Iron Man

intervista Adi Granov, il papà adottivo di Tony Stark
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Adi Granov, classe 1973, è a tutt'oggi uno degli artisti di punta della Marvel sul mercato internazionale. Di origine bosniaca, nel 2004 Granov viene inserito tra i nuovi autori più promettenti, le cosiddette 'Young Guns', venendo presto investito della responsabilità di rimodernare le fattezze di Iron Man nell'universo classico. La miniserie che realizza con Warren Ellis, Extremis, in breve tempo acquista grande credito presso il pubblico e la critica, tanto che l'artista viene chiamato a collaborare ai film da Jon Favreau in persona, insieme al quale realizzerà in seguito la miniserie Viva Las Vegas. In occasione del Lucca Comics & Games di quest'anno abbiamo avuto l'opportunità esclusiva di poterlo intervistare sul suo lavoro, sui suoi progetti e sull'attuale situazione del mercato sia fumettistico che cinematografico, in riferimento all'ondata di comic-book Marvel che stiamo vivendo in questi anni. Adi Granov, compostissimo ma al contempo simpatico e disponibile, ci ha regalato diverse risposte molto interessanti, che ora condividiamo con voi.

Adi, sei uno dei più influenti artisti di origine non americana che lavorano in Marvel. Hai realizzato molti lavori fantastici nella tua carriera: in particolare, sei conosciuto al pubblico per il tuo straordinario lavoro sul personaggio di Iron Man. Dal tuo punto di vista, quali sono i tuoi lavori migliori, quelli di cui sei più fiero?
Probabilmente alcuni lavori realizzati per i film, perché abbiamo avuto il tempo necessario a sviluppare qualcosa di cui potessimo essere davvero contenti. Nel primo film mi è piaciuto molto com'è venuto fuori Iron Man, e nel secondo film, allo stesso modo, per il risultato finale riguardo a War Machine. Quindi, probabilmente, questo. Certo, anche nei miei lavori per i fumetti ho dei preferiti... credo che il mio preferito in assoluto sia una storia breve degli X-Men. Erano solo otto pagine per Astonishing X-Men, ma ne sono sempre andato piuttosto fiero. (Presupponiamo si riferisca a X-Men Unlimited # 2 del 2004, ndr)

Qual è il tuo personaggio Marvel preferito?
Probabilmente, ma solo perché l'ho amato fin da piccolo, è Silver Surfer. Anche se ultimamente Marvel non fa molte cose con questo personaggio, anche se io l'ho sempre adorato.

E che personaggio vorresti disegnare, ma ancora non hai avuto la possibilità di farlo?
Guarda, credo di aver disegnato più o meno tutto quello che Marvel ha a disposizione! (ride)
Però mi piacerebbe avere l'opportunità, un giorno, di rendere nuovamente strafigo Silver Surfer. Per il resto, davvero, ho disegnato più o meno qualunque personaggio Marvel. Anche Silver Surfer, eh, però solo su qualche copertina.

Quale sono state le influenze sul tuo stile? Quali i tuoi artisti di riferimento?
Quando ero ragazzino e stavo sviluppando il mio stile personale sono stato influenzato dai fumetti europei: francesi, belgi, italiani. Moebius è stata una grande ispirazione. E poi molti poster artist americani... quindi è una combinazione di un sacco di cose, dall'Europa all'America. E poi sono ispirato anche da diversi artisti giapponesi. Semplicemente, mi piace aprirmi a tutte le visioni, a tutto quel che può interessarmi: non voglio limitarmi a un genere... o solo ai comics, o solo ai film, etc.

È un po' la tendenza attuale in molti comics: creare un ricco melting pot inserendo elementi del fumetto europeo e del manga giapponese...
Già. Credo sia merito di internet, grazie al quale il mondo è diventato più piccolo ed è più facile accedere alle informazioni e al materiale. Fino ad ora, molti americani non hanno letto granché dei fumetti europei. Io invece sono stato fortunato a poter leggere i fumetti europei da ragazzino oltre ai comics, mentre molti artisti americani di allora non potevano avere altre ispirazioni. Al giorno d'oggi invece, qualunque cosa stuzzichi il tuo interesse puoi ricercarla su internet e scoprirla, quindi l'accessibilità delle informazioni le ha rese anche molto più appetibili e utilizzabili.

Credi che questa influenza esterofila si ritrovi solo nei disegni o anche nella costruzione delle trame?
Credo proprio di sì: penso che un sacco di scrittori Marvel al momento siano di provenienza britannica, per una questione di vedute. Gli inglesi sono favoriti in questo per merito della lingua. C'è parecchio 'crossing over', con tanto materiale americano pubblicato in Europa, e negli ultimi dieci anni ce n'è stato davvero più che mai.

Sei uno degli europei che 'ce l'ha fatta' ed è entrato a lavorare in Marvel. Che consiglio puoi dare ai tanti giovani artisti che sognano di fare altrettanto?
Mah, ti dirò, l'unica cosa a cui la gente è davvero interessata è che il lavoro che gli viene sottoposto sia di qualità. Nessun segreto da rivelare: è solo la qualità a parlare. Se è bello, gli editori se ne accorgono, che sia la DC o la Marvel, o un editore francese o italiano. Se vedono qualcosa di bello e pensano che possa vendere (e di solito se è bello vende) è ok. È davvero l'unico 'segreto'. Certo, le compagnie più grandi, come la Marvel, hanno interesse che la cosa abbia un look in qualche modo commerciale: a volte vengono presentate cose troppo artistiche o stilizzate per il mercato di massa. Sicuramente piace, e interessa anche questo, ma purtroppo il mercato per certi prodotti è limitato. Dunque io son fortunato che il mio stile sia abbastanza 'commerciale' grazie al suo realismo che può essere piazzato su diversi mercati. Quindi, riassumendo: per prima cosa la qualità, e in seconda istanza devi realizzare 'dove' vuoi presenziare con la tua arte, e renderla adatta per quel mercato.

Quando sei stato incaricato di realizzare il restyling dell'armatura di Iron Man per Extremis, e successivamente per i film, eri in qualche modo spaventato da questa responsabilità? Da dove sei partito per portare a buon fine questo progetto?
Iron Man non era ancora così popolare quando ho cominciato a lavorarci sopra. A noi è stata data una chance: l'opportunità di lavoraci sopra per renderlo nuovamente popolare. Quindi non era una responsabilità poi così grossa, poiché non era una serie all'apice della popolarità al momento. Abbiamo avuto fortuna! O meglio, non è stata tanto una questione di fortuna...

Se posso esprimermi in merito, direi piuttosto che avete fatto un lavoro eccellente, altro che fortuna!
Grazie mille. Appunto, più che altro ci siamo focalizzati sul lavoro in sé, senza preoccuparci dell'eventuale responsabilità. Poi sono venuti i film, e hanno richiesto la mia consulenza perché gli studios e il regista Jon Favreau avevano molto apprezzato il mio lavoro, e loro volevano farmi realizzare qualcosa di simile a quanto fatto per la carta stampata, per i loro film. Certo, non era una cosa da prendere alla leggera e ho pensato fosse una responsabilità, ma ho lavorato come mio solito. Solo dopo che è uscito il film mi sono reso conto del successo di questo, e di quanto e come avessimo contribuito a crearlo.

Da dove è venuta l'ispirazione per creare un'armatura funzionale e realistica, al contempo rispettosa della tradizione fumettistica ma col giusto appeal per essere trasposta al cinema? Si sa, i costumi dei supereroi sono sempre belli su carta, ma poi dal vivo necessitano diversi ritocchi per essere credibili...
Avevo un'idea ben precisa in mente fin dall'inizio: che c'era un essere umano all'interno dell'armatura. È in questo che Iron Man è diverso dagli altri supereroi: perché l'armatura non è un costume ma più che altro un'arma, un veicolo volante. Con quest'idea ben chiara in mente, ho cominciato a elaborarla con il designer Phil Saunders, che ha sviluppato i dettagli più tecnici dell'armatura, su come dovesse funzionare realisticamente, e io prendevo questi dettagli e li integravo alla mia visione. Poi lui aggiungeva qualcosa e si andava avanti così. Poi la decisione definitiva spettava al regista. Quando abbiamo visto lui e i produttori felici, lì abbiamo saputo che avevamo quel che cercavamo. Una collaborazione di diverse persone, anche se in sostanza il lavoro è stato realizzato per la maggior parte da me e Phil.

Cosa ne pensi di quest'opportunità cross-mediatica attuale di far unire personaggi di diverse serie in diversi progetti, collegando magari fumetti, videogiochi, serie animate, e film insieme? Possibilità, limiti?
Penso sia una buona cosa perché in questo modo i personaggi possono essere conosciuti da molte più persone. I comics, in passato, hanno sofferto per lungo tempo a causa di una certa 'chiusura' perché vivevano solo in un -relativamente- piccolo mondo a sé stante, mentre ora avere i personaggi in storie diverse, in film, in videogiochi etc. da' la possibilità di farli conoscere a milioni di altre persone, non solo migliaia come una volta. Dunque è una cosa buona, perché rende le persone più interessate all'argomento. Se a uno è piaciuto il film di Iron Man, probabilmente si avvicinerà al fumetto. Coi numeri che fa il cinema, se anche solo il 2% degli spettatori del film poi si appassiona anche al fumetto, è un ottimo risultato! Limiti? Se una cosa è fatta bene, non dovrebbe mostrare il fianco a dei limiti. I limiti subentrano quando realizzi un film o un videogioco senza avere in mente il proposito di farne un buon prodotto. Nell'industria dei fumetti, se qualcosa non è fatto come si deve, ha vita breve, è un processo velocissimo. Nell'industria del cinema spesso fanno un primo film che va bene, un secondo che lo segue ma un terzo che delude, è facile sbagliare ed è problematico perché la cosa involve tantissimi soldi nella produzione.

Le aspettative sono traditrici, a volte...
Esattamente.

Quale supereroe vorresti vedere al cinema in futuro?
(ride) Penso li abbiano già fatti tutti! Sul serio, più o meno i più famosi li han fatti tutti, non riesco a pensarne uno.

Eppure ci sono rumor su diversi personaggi. Il più quotato, al momento, è Dr. Strange...
Mmh, sì, è vero. Ma non l'ho mai letto in realtà, non so molto su di lui. Certo, se ne faranno un bel film, lo vedrò sicuramente. Alla fine ne han fatti così tanti, dagli X-Men ai Vendicatori... certo, io tornerei sull'idea di Silver Surfer. Mi piacerebbe che Silver Surfer avesse un ruolo più importante sulla scena, anche se a quanto pare nessuno è interessato a dargli questo ruolo.

E a proposito dei tuoi impegni futuri? Ti piacerebbe essere chiamato a collaborare per i prossimi film degli Avengers e/o dei singoli supereroi che li compongono?
Già fatto entrambi. Ho lavorato agli Avengers, l'anno scorso, per sette mesi, in maniera simile a come ho lavorato ai film precedenti di Iron Man, lavorando al character design e alla concept illustration. Ma uscirà solo l'anno prossimo. Sono cose che si fanno in pre-produzione rispetto al film, c'ho lavorato sopra in questo periodo dell'anno scorso. E ora sono davvero curioso di sapere cosa ne uscirà fuori, poiché lavorandoci sopra con così largo anticipo non vedi niente del prodotto finito... Ad Iron Man lavorai nel 2006 ma il film uscì nel 2008, e stessa cosa per Iron Man 2, per il quale passarono due anni dal mio apporto lavorativo all'effettiva uscita della pellicola. E così è stato anche coi Vendicatori. La pre-produzione di Iron Man 3 è già partita. Io adoro esser parte della produzione di un film, anche se non è il mio obiettivo principale. Mi piace farlo ed è divertentissimo, anche se mi focalizzo principalmente sul mio lavoro.

Ma hai dato anche suggerimenti per la trama e la sceneggiatura o ti sei limitato ai design?
Dipende. Spesso quando lavoro io non c'è nemmeno uno script definito, semplicemente registi e produttori chiedono a noi conceptual artist di tirar fuori qualche idea interessante a cui rifarsi. Io non lavoro nei loro studios, lavoro a casa mia, facendo una sorta di consulenza... ma più che altro sono le mie illustrazioni che parlano, raccontando cosa sarebbe interessante vedere. A volte, queste ispirazioni finiscono nel film. Ad esempio, quando ancora del primo film non c'era una sceneggiatura vera a propria, feci un'illustrazione con Iron Man che volava insieme a due aerei, ispirandomi ad una conversazione col regista. Quella scena, poi, fu replicata nel film. Alle volte però è il contrario. Hanno un'idea di sceneggiatura e mi chiedono come potrebbe apparire sullo schermo.

Si ringraziano Mr. Adi Granov, Disney, Marvel e Panini per la preziosa collaborazione.

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