Intervista 10 Regole per fare innamorare - Conferenza stampa

Movieye incontra Guglielmo Scilla e il cast del film di Cristiano Bortone

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Con oltre 50 video caricati su YouTube, più di 230000 iscritti e circa 45000000 di visualizzazioni, il giovane Guglielmo Scilla, meglio conosciuto dagli internauti sotto lo pseudonimo WILLWOOSH, non ha certo bisogno di presentazioni.
Enrica Pintore, invece, classificatasi tra le finaliste di Miss Italia nel 2003, abbiamo avuto modo di vederla in diverse fiction televisive, da Don Matteo 7 a I Cesaroni.
Affiancati da Vincenzo Salemme, sono loro i protagonisti di 10 regole per fare innamorare, commedia romantica che, prodotta da KeyFilms in collaborazione con Dania Film e Surf Film, vede al timone di regia il Cristiano Bortone responsabile nel 2006 del drammatico di Rosso come il cielo, qui anche autore della sceneggiatura insieme allo specialista in sentimenti su celluloide Fausto Brizzi.
In occasione dell'uscita della pellicola nei cinema, Bortone ha incontrato la stampa a Roma insieme al cast, comprendente anche il Giulio Berruti de La figlia di Elisa-Ritorno a Rivombrosa, Fatima Trotta, conduttrice della trasmissione televisiva Made in Sud, il Pietro Masotti di 20 sigarette, il comico di Zelig Giorgio Verduci, il Piero Cardano de La prima linea e Mara Dall'Armellina, ovvero Miss Cinema 2011.

Chi ha inventato queste dieci regole?

Cristiano Bortone: Molti di voi pensano che i film nascano da chissà quali ragionamenti, spesso, invece, essi prendono forma un po' per caso. Io sono molto amico di Fausto Brizzi e ci vediamo spesso in occasioni extraprofessionali, quindi abbiamo deciso di scrivere un lungometraggio come questo perché siamo rimasti colpiti da quei manuali sull'amore riguardanti il come far innamorare, il come farsi lasciare e così via. Poi, in tempi di cupezza come quelli che stiamo vivendo, ci piaceva l'idea di fare un prodotto leggero sull'amore.

Guglielmo Scilla come è stato scelto per interpretare il protagonista?

Cristiano Bortone: E' stato un percorso un po' complicato, perché non si trovano attori ventenni con determinate caratteristiche e i primi provini sono stati disastrosi. Fino al momento in cui qualcuno mi ha suggerito il nome di Guglielmo. Inizialmente ero un po' perplesso, perché non capivo cosa c'entrasse un personaggio così particolare con il ruolo di Marco, poi volevo che recitasse in un certo modo.; ma, quando si è presentato al colloquio con una delle sue magliette strane e la borsa di Topolino, ho capito che poteva succedere qualcosa di particolare. Era semplicemente fantastico.

Guglielmo Scilla: In realtà il ragazzo sensibile e buono che cercavano per il film altro non doveva essere che uno sfigato, quindi io andavo benissimo e il fatto che al provino mi sono emozionato e ho dimenticato le battute mi ha fatto apparire ancora più adatto al ruolo (ride).

Parliamo un po' di questo particolare padre interpretato da Vincenzo Salemme...


Vincenzo Salemme: A me è piaciuta proprio la contraddizione del mio personaggio tra l'essere piacione e il ritrovare i valori perduti. Io non ho figli, ma sono sempre più convinto che la maggior parte dei problemi di oggi derivino dai rapporti tra i padri e i figli.

Ancora una volta Guglielmo esce dalla scatola protettiva del web per finire sul grande schermo. Si tratta forse di un nuovo inizio?

Guglielmo Scilla:
La scatola del web non ti protegge affatto, perché ognuno può dire la sua e ho avuto una marea di insulti, ma anche frasi come "Sono in ospedale e tu mi fai ridere". In ogni caso, non vedo questo del cinema come un nuovo inizio.

Cosa lega il libro al film?

Guglielmo Scilla:
In realtà, il libro è nato dopo il film e l'ho scritto insieme alla mia amica Alessia Pelonzi, perché occorreva un punto di vista femminile. E‘ un'idea personale e, rispetto al film, è meno romantico e più cattivo.

Cosa pensa Vincenzo Salemme di questo enorme successo ottenibile tramite i social network?

Vincenzo Salemme: Guglielmo nel film è mio figlio, mentre sul web è un personaggio completamente diverso. Magari fosse capitato a me di avere a disposizione i mezzi di internet quando ero giovane, che mi toccava prendere il pullman per andare a recitare in teatri dove mi vedevano trenta persone (ride). Sono contento che i ragazzi oggi vivano in tempi così veloci.

Gli altri cosa possono raccontarci di questa esperienza?


Giulio Berruti: Io mi sono trovato malissimo (ride). No, ovviamente scherzo, ci siamo divertiti moltissimo, Guglielmo è un grande professionista, peccato che, tutti quanti, siamo stati poco insieme.

Enrica Pintore: Cristiano è stato buonissimo sul set, se non ci fosse stato lui non so come avrei fatto ad affrontare questa prova. Per quanto riguarda i ragazzi, con Guglielmo non potevamo guardarci in faccia perché scoppiavo a ridere, Giulio, invece, non si capiva se era veramente altezzoso... alla fine si è rivelato un bambinone anche lui (ride).

Pietro Masotti:
Il personaggio che interpreto era già nelle mie corde, quindi bisognava solo tirarlo fuori.

Piero Cardano: Anche io con Guglielmo Non riuscivo a rimanere serio, Vincenzo, invece, era veramente fantastico, ti regalava le battute.

Mara Dall'Armellina: Anche io ho riso molto, ma per l'ansia, perché era la mia prima esperienza cinematografica. Volevo ringraziare Cristiano e tutta l'organizzazione di Miss Italia.

Fatima Trotta: Anche per me si trattava della prima esperienza cinematografica, non so per quale motivo Cristiano abbia scelto me, ma ho ascoltato i suoi consigli per affrontare questo personaggio pieno di sfaccettature. Mi sono divertita molto e voglio ricordare il giorno in cui Giulio, durante una pausa pranzo, è venuto da me per chiedermi come fare la scena di sesso insieme e se ero pratica. Stavo entrando nel panico (ride).

Giorgio Verduci:
Io provengo dalla televisione e dal teatro, quindi anche per me si è trattato della prima esperienza al cinema. Nelle scene di sesso con Giulio mi sono trovato benissimo, perché eravamo esperti tutti e due (ride).

Cristiano Bortone: Io volevo concludere ricordando che abbiamo tagliato molte scene che saranno presenti nel dvd e ringraziando la Lucky red, perché il fatto che una casa di produzione specializzata in cinema d'autore abbia scommesso su un film così diverso è interessante e da non sottovalutare.

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