Seconda giornata del Ca' Foscari Short Film Festival: da Woody Allen al dramma shakespeariano

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Seconda giornata al Ca' Foscari Short Film Festival, il primo festival in Europa concepito organizzato e gestito interamente da un'Università, la Ca'Foscari di Venezia. Prima del resoconto della giornata, il calendario degli eventi di domani.

Il programma di domani venerdì 30 marzo:ore 11.00 - ELLIOTT ERWITT. Fotografie come racconti - Pictures as talesore 14.00 - Workshop VideoTraces Viral Competitionore 16.00 - Concorso Internazionale (Historia muerta, Lucky seven, Be natural, Gulmohar, Quell'estate al mare, Awful wedded wife)ore 18.00 - Concorso Internazionale (Satellite of love, Samudra, Apele tac, Beauty, Ordinary compulsions)ore 20.00 - Echo Park Film Center
Tra i cortometraggi in concorso, ancora una volta, una grande varietà di temi, stili e nazionalità. Lucìa Agosta, regista argentina del corto No estan juntos (No longer together) prodotto dall'Universidad del Cine , era a Venezia, incantata come chiunque visiti la città per la prima volta. Presente alla proiezione, ha potuto rispondere alle domande degli spettatori , raccontando l'avventura della sua prima volta da regista . "Il corto" racconta - "è la storia della separazione di una coppia formata da Tomàs e Sofia. Con la tecnica del "mokumentary", il finto documentario," - aggiunge - attraverso interviste ad amici della coppia, indago le cause della separazione." Autrice anche della sceneggiatura, la regista si è ispirata alla comicità di Woody Allen e infatti il suo corto è una brillante tragicommedia piena di battute che provano a svelare quella strana alchimia che è dietro ad ogni separazione.
Falling Awake di Ryan Demello è un corto indiano proveniente dal Satyajit Ray Film and Television Institute e si colloca nei territori del sogno allucinatorio, angosciante e claustrofobico; sembra quasi di cogliere l'eco dello stile di Haneke e del suo Niente da nascondere. Il protagonista Shaun, infatti, dopo il suicidio del padre vive conflittualmente la convivenza con la madre. Chiuso spesso nella sua stanza a vedere film, un giorno riceve un DVD che mostra qualcuno, in soggettiva, entrare nella sua casa e spiare sia il ragazzo che la madre mentre dormono nelle rispettive stanze. Incubo, allucinazioni, o tragico presagio?
Pavels letzter schuss (Pavel's Last Shot) proviene dalla tedesca Filmakademie Baden-Württemberg e il regista Christoph Heimer racconta di come Hanna non possa accettare la condanna inflitta a Pavel, soprattutto dopo aver saputo di essere incinta; per questo organizza una fuga dal tribunale col suo amato pronta a farsi una nuova vita, ma la resistenza di Pavel porterà a conseguenze tragiche. Il regista dimostra già una grande padronanza del mezzo innestandosi in una tradizione che affonda le radici nei drammi shakespeariani, rivisitando la tragedia con ritmi incalzanti in un montaggio degno di un thriller hollywoodiano, contrapposto alla struggente lentezza del finale che lascia spazio solo alle emozioni.
Anna Marziano è una dei quattro italiani in concorso provenienti da scuole di cinema estere. Il suo De la mutabilité de toute chose et de la possibilité d'en changer certaines è prodotto infatti dalla francese Le Fresnoy, ma la tematica è fortemente nazionale. In forma di documentario infatti la regista raccoglie le testimonianze di alcune persone ai limiti della società in seguito al terremoto dell'Aquila del 2009, alternando a esse immagini poetiche del paesaggio invernale abruzzese. Questa riflessione sulla mutevolezza delle cose inizia e finisce con la lettura di due brani che riconducono ogni cambiamento del singolo come parte del mutamento del tutto, delle persone e dell'universo intero. Dimostra così come la partecipazione alla vita della comunità passi soprattutto attraverso la possibilità di cambiare ciò che invece sembra già scritto.
In First Breath after Coma il regista Logavel Balakrishnan, proveniente dal Ngee Ann Polytechnic di Singapore, racconta la difficile strada verso l'accettazione sessuale di Fie, un ragazzo che ama travestirsi sentendo che il suo corpo non rispecchia la sua anima. Respinto da tutti e in primis dalla famiglia, Fie è profondamente solo e viene ulteriormente ferito quando fraintende l'interesse del suo regista teatrale per il suo talento per qualcosa di più. Sarà però proprio grazie all'arte, e al teatro in particolare, che il ragazzo potrà ricominciare a respirare acquistando una maggiore consapevolezza di sé liberandosi dalle "catene" che lo imprigionavano.
Was uns zusteht (What We Deserve) di Thomas A. Szabo', è un altro corto tedesco proveniente dalla Filmakademie Baden-Württemberg. Il corto nasce dall'idea del regista che qualcuno possa essere rapito e usato come potenziale bomba umana dal vero criminale che rimane nell'ombra e può così fuggire indisturbato con i soldi, rendendo colpevole una vittima innocente. Il tutto viene inserito nel contesto del settore finanziario visto come culla di una criminalità sottile e difficilmente attaccabile. L'uomo migliore per compiere un crimine del genere può essere solo un impiegato di una grande banca che ha lavorato duro per decenni solo per rischiare, ora, di essere licenziato a causa della crisi. Questo è l'incubo che si materializza nella vita di Robert, un grigio impiegato bancario la cui routine verrà spezzata quando sarà costretto a introdursi nella banca per la quale lavorava con una bomba.
Susya di Dani Rosemberg & Yoav Gross è un'importante co-produzione israelo-palestinese, un documentario che segue da vicino una famiglia palestinese ritornare al paese natio dopo molto tempo. Tutto è cambiato: la loro casa è diventata parte di un sito archeologico a pagamento, dove loro non sono altro che turisti indesiderati (dalle autorità israeliane). Mentre il vecchio patriarca racconta emozionato la storia di quella che un tempo era la sua terra, una camionetta israeliana appare all'orizzonte per pregarli gentilmente di lasciare il sito. La passiva resistenza dell'uomo esprime un'amarezza che va oltre qualsiasi parola.
Sanzaru di Roy Ng Wee Kiat è un altro dei corti provenienti dal prolifico Ngee Ann Polytechnic di Singapore. Il corto si apre con una citazione di Confucio ("non vedere il male, non sentire il male, non parlare del male") che per il giovane protagonista, cui hanno ucciso il padre e poi violentato la madre, diventa un insegnamento di vita che sarà alla base della sua vendetta. Non tutto è come sembra però e una rivelazione di uno degli uomini coinvolti nell'assassinio cambierà le carte in tavola. Sanzaru è un corto che si fa portatore dell'estetica asiatica della violenza che tanto ha influenzato il cinema negli ultimi anni, non nascondendo i suoi debiti versi registi come Park Chan-wook, ma riarrangiando i suoi stilemi in maniera molto matura.
L'ultimo corto del Concorso internazionale della giornata è il francese Le jour où le fils de Rainer s'est noyé di Aurélien Vernhes-Lermusiaux da Le Fresnoy. Il corto mostra, in un unico piano-sequenza molto drammatico, le scene di dolore conseguenti a quella che s'intuisce esser stata la morte d'un bambino. Chi comunicherà la notizia alla famiglia del piccolo? La scelta di evitare il montaggio dà al corto una dimensione quasi faticosa, che unita alla fotografia cupa trasporta lo spettatore nel mezzo del dramma, trasmettendogli un senso d'ansia e inquietudine che lascia col fiato sospeso fino all'ultima immagine.
I corti in concorso saranno valutati da una giuria internazionale composta da Pappi Corsicato, Irene Bignardi e Rachid Mohamed Benhadj, i quali oggi hanno goduto di un piccolo speciale a loro dedicato. Nell'ambito del programma speciale Jury members as filmmakers infatti è stato proiettato La stirpe di lana l'episodio amazzonico firmato da Pappi Corsicato del film collettivo I vesuviani (1997), sorta di manifesto della "scuola napoletana di cinema". E' un esplicito omaggio ai bike e gang movie anni cinquanta e al "Russ Meyer touch". Di Benhadj è stato invece presentato il backstage del suo lungometraggio "Mirka" (2000), nel quale l'ingresso di un bambino sul set diventa pretesto per capire cosa avviene in fase di produzione e come lavorano le maestranze coinvolte nella realizzazione di un film.
Un altro atteso programma speciale era quello dedicato a La "Lunga marcia" dei marchi cinesi, una rassegna di 35 spot del 2008, anno fondamentale per la Cina poiché grazie alle Olimpiadi i riflettori del mondo si sono concentrati su di essa. Il focus internazionale, curato da Giovanna Puppin, è riuscito nell'impresa di svelare un poco agli spettatori parte del "mistero cinese", offrendo un ritratto a tutto tondo della Cina contemporanea colto da un punto di vista originale e privilegiato. Tra marchi nazionali che hanno visto nelle Olimpiadi l'occasione per cercare una ribalta mondiale e altri che invece ne hanno approfittato per rinforzare l'orgoglio nazionale, tra spot divertenti e altri a tematica sociale, tra pubblicità che propongono un improbabile European lifestyle "made in China" e le differenze con quelle di prodotti giapponesi o Occidentali (tra le quali curiosamente manca il Made in Italy), il pubblico ha assistito a una variegatissima gamma di spot che hanno permesso di conoscere gran parte degli aspetti della vita - commerciale - del popolo cinese.
La seconda giornata si è conclusa con due speciali curati da Carlo Montanaro, grande studioso di cinema al quale si deve il merito di aver riportato alla luce moltissimi lavori da lungo tempo dimenticati. Il primo speciale, in collaborazione con l'AIRSC (Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema) è Agli albori dell'animazione italiana ed ha fatto scoprire al curioso pubblico dell'Auditorium quattro corti d'animazione degli anni 40 e 50 di difficile reperimento. La storia dell'animazione italiana è sicuramente una delle pagine meno conosciute e studiate del cinema nostrano e questo speciale rende finalmente giustizia a un artigianato che, con pochissimi mezzi, riusciva a produrre storie di qualità; basti ricordare che tra questi pionieri vi era anche il veneziano Romano Scarpa, di cui il Festival proietta La piccola fiammiferaia, il quale diventerà poi maestro indiscusso della Disney italiana. Le altre gemme recuperate che Ca' Foscari ha proposto al suo pubblico sono Anacleto e la faina di Roberto Sgrilli, Il paese dei ranocchi di Antonio Rubino e L'ultimo sciuscià di Gibba. La ciliegina sulla torta è stata la proiezione di La storia di Lulù, film di Arrigo Frusta del 1909-10 contenente una sequenza in "passo uno" con oggetti tridimensionali (due paia di scarpe), in quella che è a tutt'oggi la prima sequenza animata che la storia del cinema italiano abbia conservato.
Il secondo programma speciale curato da Carlo Montanaro è stato l'Omaggio a Francesco Pasinetti. E' continuato così anche quest'anno il tributo al regista veneziano, famoso soprattutto per il suo lavoro di teorico e per essere stato il primo studente a laurearsi con una tesi sul cinema in Italia, ma il cui lavoro da regista rimane tutt'ora poco esplorato. Grazie agli sforzi di Montanaro, il Festival prova a sopperire a questa lacuna proponendo in anteprima quattro suoi cortometraggi documentari nei quali affronta con approccio innovativo quattro tematiche differenti: il documentario "didattico" Sulle orme di Giacomo Leopardi, il documentario "sociale" Nasce una famiglia, il documentario "industriale" Piave Boite Vajont e il documentario sull'arte I pittori impressionisti.