Da Deadpool a Civil War: ecco i nostri migliori cinecomic del 2016

La nostra personale Top 7 dei cinefumetti migliori del 2016. Da Captain America: Civil War a Suicide Squad, passando per Batman v Superman...

top ten Da Deadpool a Civil War: ecco i nostri migliori cinecomic del 2016
Articolo a cura di
Fabio Mucci Fabio Mucci è un superappassionato di fumetti (di ogni tipo, ma prevalentemente Marvel) e, di conseguenza, di cinefumetti. Ciò nonostante non disdegna il cinema d'autore. È un patito di GTA e sebbene non sia interessato al calcio, passa le ore a giocare a Fifa. Gestisce una pagina sui cinefumetti su Facebook: visitatela!

Il 2016 si è appena concluso ed è ora di tirare le somme in campo cinefumettistico. Sono stati sei i titoli che, nell'annata appena giunta al termine, hanno invaso il grande schermo: dall'irriverente Deadpool al folle Suicide Squad passando per Captain America: Civil War e la sorpresa tutta nostrana Lo chiamavano Jeeg Robot. Noi di Everyeye, in attesa di scoprire cosa ci riserverà il 2017 che, in termini di cinecomics, promette di fare faville (vi abbiamo già segnalato tutti i titoli in uscita), abbiamo deciso di stilare una classifica dei cinefumetti del 2016, partendo dal peggiore fino ad arrivare al migliore. Ovviamente, si tratta di una classifica personale e invitiamo voi lettori a farci sapere la vostra classifica nei commenti e nel sondaggio che troverete sul nostro sito. Pronti? Si parte!

7. Tartarughe Ninja - Fuori dall'Ombra

Sicuramente il predecessore del 2014 non era uno dei film migliori di quell'anno, ma era simpatico e faceva il suo dovere: intratteneva. Questo sequel, invece, è troppo sgangherato, con uno script orribile e delle interpretazioni agghiaccianti. Sebbene sia più fedele al cartoon che alle famose Tartarughe Ninja del fumetto originale, Tartarughe Ninja - Fuori dall'Ombra è dimenticabilissimo. Se da una parte abbiamo l'introduzione di personaggi iconici come Rocksteady e Bebop che funzionano, dall'altra c'è un Casey Jones davvero orribile, impreziosito dalla performance sottotono di Stephen 'Arrow' Amell. Senza ombra di dubbio, dunque, Tartarughe Ninja - Fuori dall'Ombra è il peggior cinecomic del 2016.

6. X-Men: Apocalisse

X-Men: Apocalisse non è di per sé un film brutto (questa è una premessa obbligatoria). Il problema della pellicola diretta da Bryan Singer è che dopo il precedente X-Men - Giorni di un futuro passato ci si aspettava molto di più, ed invece ci ritroviamo di fronte ad un cinecomic che ha buoni momenti uniti ad alcune scelte e idee piuttosto pessime. Peccato per i personaggi di Apocalisse (lo impersona Oscar Isaac), sfruttato in maniera pessima, e Quicksilver (Evan Peters), che poteva portare una ventata d'aria fresca al franchise ma che, ahimé, è oggetto di 'riciclo' da parte di Bryan Singer con una scena che scimmiotta quella del capitolo precedente ma in maniera più cartoonesca. Sicuramente X-Men: Apocalisse è il primo film sugli X-Men (almeno i più famosi) veramente 'corale', grazie all'assenza di Wolverine (qui protagonista di una sequenza memorabile a metà pellicola), ma che soffre di una grave pecca: il dover mettere al centro dell'attenzione, più per notorietà che ragioni di trama, la Mystica di Jennifer Lawrence. Peccato.

5. Suicide Squad

Sulla carta poteva essere il miglior cinefumetto dell'anno. E invece, complice una sceneggiatura mediocre ed una regia da videoclip, Suicide Squad è una delusione cocente. Il film diretto da David Ayer fatica a decollare, dovendo presentare tutti i personaggi in alcune scene montate davvero malissimo per la prima mezz'ora. Per non parlare poi della trama principale, dove i villain-che-tanto-villain-non-sono devono fronteggiare l'Incantatrice, probabilmente la peggior nemesi dell'anno, interpretata da Cara Delevingne, più intenta a ballare che a spaventare. Dal film si salvano solo Margot Robbie nei panni di Harley Quinn, praticamente perfetta, e in parte Will Smith, che tenta di fare il possibile per salvare una pellicola infarcita di sequenze non-sense e una colonna sonora sparata a mille senza un filo logico. Dulcis in fundo, il Joker di Jared Leto: tagliuzzato in fase di montaggio, questa nuova versione dello storico villain di Batman è pessima sotto ogni punto di vista.

4. Batman v Superman: Dawn of Justice

Batman v Superman: Dawn of Justice è stato il cinecomic più controverso dell'anno, l'unico che è riuscito a dividere nettamente il pubblico tra chi lo definisce un 'capolavoro' e chi 'una schifezza'. In realtà, il crossover dell'Uomo d'Acciao e del pipistrello di Gotham si trova nel "mezzo" delle due definizioni, vittima di una regia (quella di Zack Snyder) più impegnata a livello visivo - spettacolare, da questo punto di vista - che a concentrarsi sulla trama e sulle caratterizzazioni dei personaggi. La sceneggiatura, purtroppo, non rende giustizia al film, con dialoghi che si alternano tra il brillante ed il banale, e sequenze che su carta potevano funzionare ma su schermo diventano ridicole (Martha, anyone?), mentre il montaggio fa il resto. Alla fine della fiera si salvano soltanto il Batman di Ben Affleck ed, in parte, la Wonder Woman di Gal Gadot che, sebbene presente solo-in-due-scene-due, riesce a rubare la scena tutti gli altri.

3. Doctor Strange

Visivamente spettacolare, Doctor Strange è una delle sorprese dell'anno. Questo grazie anche all'interpretazione di Benedict Cumberbatch nei panni del protagonista e del cast di contorno, che fa un ottimo lavoro. La pellicola si prende il suo tempo per raccontare le origini dello Stregone Supremo Stephen Strange, sulle note dell'ottimo score di Michael Giacchino, facendo un po' di fatica a decollare inizialmente e, risultando, a tratti, un po' noiosetto e lungo, sebbene la breve durata contraddistingua la pellicola diretta da Scott Derrickson. Come spesso accade in questi cinecomic Marvel, il villain del film, interpretato da Mads Mikkelsen, risulta sprecato. Sicuramente un cinecomic vecchio stile, che riporta alla memoria il primo Iron Man, regalando dei momenti davvero interessanti, in primis la battaglia finale che strizza l'occhio addirittura ad un cult della comicità come Ricomincio da capo, con Cumberbatch impegnato a fare il verso a Bill Murray.

2. Deadpool

Deadpool è il vincitore morale del 2016 (lui, che della moralità se ne infischia). Realizzato dopo dieci anni di sviluppo, il cinecomic ha portato non solo una ventata d'aria fresca ad un genere in voga da vent'anni, ma è riuscito anche a dare di nuovo credito alla Fox, spesso bersagliata dai fan della Marvel. Ryan Reynolds fa un lavoro esemplare nei panni del mercenario chiacchierone e la sceneggiatura regala dei momenti divertentissimi e godibilissimi da tutto il pubblico. Le uniche pecche sono il budget irrisorio, che ha costretto i filmaker a tagliare qua e là parti di script e ad ambientare la pellicola quasi interamente sul ponte - vero e proprio 'protagonista' di tutto il marketing che ha preceduto l'uscita - e, di conseguenza, la trama troppo sempliciotta. Attesa spasmodica per il suo sequel, a cui si deve concedere un budget di gran lunga superiore al predecessore, che permetta magari di coinvolgere qualche X-Men!

1. Captain America: Civil War

Anche se non è all'altezza di Captain America: The Winter Soldier (che era un po' più equilibrato e aveva uno script migliore), Captain America: Civil War si conferma il miglior cinefumetto dell'anno. Nonostante la regia, almeno all'inizio, presenti qualche piccola pecca, Civil War riesce a dare il giusto spazio a tutti i personaggi, pur ricordandosi che si tratta di un film su Captain America e, di conseguenza, il protagonista assoluto rimane Steve Rogers (soprattutto le scelte che fa). Rispetto ad altre pellicole del genere, il film dei fratelli Anthoni e Joe Russo rende interessanti anche i personaggi "minori" (Ant-Man e Spider-Man, che appaiono molto più brevemente rispetto ad altri, hanno i momenti più memorabili del film!). Insomma, coloro che siederanno dietro la macchina da presa (anche) di Avengers: Infinity War conoscono i personaggi e cercano di rendergli giustizia, in tutti i modi possibili. L'unico difetto è il finale: anche se non è risolutivo, è troppo affrettato e poco coraggioso.