Warm Bodies, Gravity, La città verrà distrutta all'alba: film in tv

Cosa propone la serata di oggi, venerdì 10 febbraio? La prima tv Warm Bodies, Gravity e La città verrà distrutta all'alba.

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Continua la proposta di prime tv messe in campo da MEDIASET per contrastare la kermesse sanremese e stasera, venerdì 10 febbraio, è il turno di Warm Bodies, commedia romantica adolescenziale in salsa zombie: inizio previsto alle 21.10 su ITALIA1. Già passata sulle reti free ma non per questo meno meritevole di (re)visione è invece Gravity (21.10, CANALE5), virtuosa opera tensivo-drammatica ambientata nello spazio, diretta da Alfonso Cuaron e interpretata da un'intensa Sandra Bullock, aggiudicatasi ben sette statuette (inclusa quella per la miglior regia) agli Oscar 2014. Gli amanti dell'horror avranno invece pane per i loro denti in seconda serata, con La città verrà distrutta all'alba, remake del cult di George A. Romero, in onda alle 23.10 sempre su ITALIA1.

Warm Bodies

Lui, lei e un'epidemia che trasforma gli esseri umani in morti viventi. Il ragazzo già diventato zombie e la figlia di un generale dell'esercito a capo della resistenza atta ad affrontare gli infetti si innamorano incredibilmente in Warm Bodies, titolo che nella sua genesi narrativa strizza in origine più che l'occhio ai fan della saga di Twilight. Fortunatamente la narrazione è qui più frizzante e orientata sui toni della commedia romantica e il particolare genere ibrido regala inaspettate sorprese nel cento minuti di visione, complice anche l'efficace make-up e una regia che cita piacevolmente i classici del genere. Non tutto è ovviamente coeso in quest'atipica mescolanza di influenze, ma l'operazione è più simpatica del previsto e, per una volta tanto, ha un finale che non lascia spazio aperto a sequel di sorta. Jonathan Levine, già autore di un piccolo cult quale Fa' la cosa sbagliata (2008), adatta con grazia l'omonimo romanzo di Isaac Marion, trovando ulteriori sfumature nelle efficaci performance dei protagonisti Nicholas Hoult e Teresa Palmer, dando vita ad un film innocuo ma gradevole, almeno per il pubblico di riferimento.

La città verrà distrutta all'alba

Ogden Marsh, una piccola e tranquilla cittadina dell'Iowa, è luogo di un'epidemia che, diffusa da una tossina penetrata nelle tubature dell'acqua potabile, trasforma gli abitanti in individui pazzi e furiosi. Lo sceriffo locale, dopo aver assistito ai primi casi di contagio, indaga sull'accaduto ma quando scopre la verità è troppo tardi e il destino della comunità pare ormai segnato, con i militari che circondano l'intera zona per cercare di contenere la pericolosa pandemia. C'era bisogno di un remake del classico di Romero datato 1973? La risposta più logica è no, ma a conti fatti questa nuova versione di .La città verrà distrutta all'alba si rivela un prodotto più che godibile, capace di sfruttare al meglio il non esorbitante budget con improvvise accelerazioni di genere che rendono la visione gustosa quanto basta per gli appassionati. Non è un caso che lo stesso Romero, anche produttore esecutivo di questo rifacimento, abbia approvato la messa in scena dell'onesto mestierante Breck Eisner. Un epidemic-movie più ludico e meno politico, dotato di una certa carica tensiva e con un cast "in palla", che svolge il suo compito con sorprendente scorrevolezza.

Gravity

Mentre stanno lavorando alla manutenzione di una stazione orbitante spaziale, gli astronauti Ryan Stone e Matt Kowalski rimangono vittima di una tempesta di detriti, scatenata dall'esplosione di un satellite russo. Costretti a vagare per lo spazio alla ricerca di salvezza, la loro unica speranza è quella di raggiungere la stazione spaziale cinese prima che l'ossigeno a loro disposizione finisca. Se ne I figli degli uomini (2006) Cuaron aveva preso in esame il destino di tutta l'umanità, con Gravity il talentuoso regista messicano prende a cuore il destino di una sola persona, anche in questo caso una donna (figura centrale anche nel succitato film) che si trova suo malgrado a combattere da sola per la propria sopravvivenza nell'immensità dello spazio. Un'opera magnetica, che punta senza dubbio sulla realistica spettacolarizzazione degli effetti speciali in computer grafica che toccano vette di innato lirismo, ma che sarebbe stata impossibile senza la totale e sorprendente immedesimazione nel personaggio della sua protagonista, una straordinaria Sandra Bullock in una di quelle interpretazioni che segnano tutta una carriera. Un viaggio magico che riesce a conciliare nel migliore dei modi il cinema più genuinamente commerciale con uno sguardo d'autore intenso e lucido, e che cattura sia per la bellezza delle immagini che per la potenza emotiva che lo pervade maestosamente dall'inizio alla fine.

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