Venezia 72

Speciale Venezia 72: Baratta, Barbera e Cuaròn

Il Direttore Artistico della Mostra, il Presidente della Biennale e il Presidente della Giuria per i film in concorso dicono la loro sulla schiusura della nuova edizione, ricca e calata nel contemporaneo.

speciale Venezia 72: Baratta, Barbera e Cuaròn
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

"Chi non ha il coraggio di rischiare non raggiunge risultati: siamo molto contenti di questa edizione". Sono parole di Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, in apertura della 72esima Mostra d'Arte cinematografica di Venezia. Baratta si riferisce, naturalmente, ad Alberto Barbera, Direttore Artistico della kermesse, che ringrazia per il coraggio, l'intraprendenza e il senso di responsabilità. Quale sarà il fil rouge di quest'edizione? Secondo Barbera cercarlo potrebbe essere operazione vana, ma sente che ultimamente nel cinema c'è "l'urgenza di parlare di personaggi veri, reali, di storie realmente accadute, calate nel contemporaneo". Certi registi vogliono esprimere le loro opinioni su un mondo diventato così complesso e delicato, incitandoci a ragionarci su, in pratica. Il Presidente della Giuria, Alfonso Cuaròn -molto amato da queste parti dopo il suo exploit con Gravity- è d'accordo e pensa che bisogni liberarsi di aspettative e preconcetti. "La diversità delle opere è fondamentale: dobbiamo guardare a ogni film con innocenza".