Speciale Tutto il meglio del cinema indie 2014 [2]

Il 2014 ormai ce lo siamo lasciato alle spalle, ma non dobbiamo dimenticarci delle piccole, grandi perle che hanno caratterizzato l'anno scorso.

speciale Tutto il meglio del cinema indie 2014 [2]
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Con il 2014 ormai alle spalle, torniamo a parlare del grande cinema indipendente americano, che anche quest’anno ci ha regalato alcune splendide novità e tante piccole perle da tenere d’occhio. Nel precedente articolo (che trovate a questo link) abbiamo analizzato alcuni fra i principali prodotti del cinema indie made in USA usciti in America negli scorsi mesi, come i già premiatissimi Birdman e Boyhood, in prima fila per la prossima edizione dei Golden Globe, ma anche commedie molto apprezzate dalla critica e ricompensate con un responso decisamente positivo da parte del pubblico americano (St. Vincent, The Skeleton Twins etc.). Ora, concludiamo il nostro speciale con un’altra carrellata attraverso altre otto pellicole applauditissime negli Stati Uniti, alcune delle quali arriveranno prossimamente anche nelle nostre sale: dal dramma al thriller, passando pure per generi quali il noir e l’horror, a dimostrazione che non sempre sono necessari budget faraonici per realizzare grandi film...

Fra cronaca, scandali e attualità: Lo sciacallo e Citizenfour

Partiamo dall’unica pellicola uscita finora anche nelle sale italiane, subito dopo la sua presentazione al Festival Internazionale del Film di Roma: Lo sciacallo - Nightcrawler, debutto alla regia di Dan Gilroy con un thriller tesissimo ed incalzante, che ha entusiasmato la critica ed è valso al suo protagonista, un sorprendente Jake Gyllenhaal, qui nella più intensa performance della sua carriera, la nomination al Golden Globe come miglior attore. Magro e scavato come mai prima d’ora, Gyllenhaal presta il volto a Lou Bloom, un operatore dilettante che, in una Los Angeles notturna e dai tratti semi-infernali, si aggira come un vampiro, armato di videocamera, in cerca di incidenti e crimini da riprendere in diretta, per poi rivendere i filmati a peso d’oro alla cinica Nina Romina (Rene Russo), direttrice di un notiziario televisivo. Una spietata satira sulla spettacolarizzazione della cronaca e sul sensazionalismo dei media, fra le autentiche rivelazioni del 2014.
Sempre al mondo dei mass-media fa riferimento Citizenfour, l’acclamato documentario di Laura Poitras dedicato ad una delle figure più controverse della stretta attualità: Edward Snowden, il giovane tecnico informatico della CIA che, nel giugno 2013, ha trasmesso informazioni riservatissime riguardanti la National Security Agency, facendo luce sulle modalità in base alle quali venivano effettuate le intercettazioni telefoniche e le raccolte di dati personali di singoli cittadini da parte della NSA. Snowden, al centro di uno scandalo di portata internazionale, l’anno scorso ha incontrato a Hong Kong Laura Poitras, raccontandole faccia a faccia le ragioni del proprio operato: una clamorosa testimonianza che assume un respiro pari a quello di un sensazionale thriller politico.

Drammi da Oscar: Foxcatcher e Selma

Bennett Miller, regista di due film apprezzatissimi (Truman Capote e L’arte di vincere), è tornato a raccogliere lodi con il suo terzo lungometraggio: Foxcatcher - Una storia americana, premiato per la miglior regia al Festival di Cannes 2014 e candidato a tre Golden Globe, incluso quello come miglior film drammatico. Basato su una reale vicenda di cronaca, Foxcatcher, in uscita in Italia il 5 marzo, vede un prodigoso ed irriconoscibile Steve Carell nel ruolo di John Eleuthère du Pont, milionario e filantropo affetto da una grave forma di paranoia che, negli Anni ’80, prese sotto la propria ala i fratelli Mark e Dave Schultz, una coppia di promettenti wrestler, interpretati rispettivamente da Channing Tatum e Mark Ruffalo, diventando il loro sponsor: questo sodalizio, tuttavia, sarebbe sfociato in una tenebrosa ossessione, fino ad arrivare ad un tragico esito...
Nutre ambizioni da Oscar, in virtù degli elogi della critica americana e delle quattro nomination ai Golden Globe (tra cui miglior film e miglior regia), anche Selma - La strada della libertà (in Italia dal 12 febbraio), dramma storico diretto da Ava DuVernay e basato su un episodio cruciale nella lotta per i diritti civili degli afroamericani negli Stati Uniti: le marce dalla città di Selma, in Alabama, fino alla città di Montgomery, che videro in prima fila il trascinante e carismatico leader Martin Luther King, il quale in questo film ha il volto di David Oyelowo, probabile candidato all’Oscar come miglior attore. Nell’ampio cast di Selma figurano pure Tim Roth, Oprah Winfrey, Cuba Gooding Jr e, nella parte del Presidente Lyndon Johnson, il bravissimo Tom Wilkinson.

Horror e noir: A Girl Walks Home Alone at Night e Vizio di forma

Nel cinema indie, ovviamente, c’è ampio spazio pure per il cosiddetto “cinema di genere”, ed ecco pertanto due esempi di perle horror e noir che in queste settimane hanno riscosso l’attenzione della critica d’oltreoceano. Scritto e diretto da Ana Lily Amirpour, iraniana naturalizzata americana, A Girl Walks Home Alone at Night è un folgorante esordio basato sull’omonimo cortometraggio della stessa regista: un’affascinante rivisitazione, realizzata in un suggestivo bianco e nero, del filone dei vampire-movie, ambientata in una fittizia città iraniana, Bad City, in cui si aggira un solitario vampiro. Una delle più gradite sorprese dell’anno, per un’opera che utilizza i codici del cinema dell’orrore rielaborandoli in maniera originalissima e di grande impatto.
Si richiama invece al genere neo-noir degli Anni ’70, da Chinatown di Roman Polanski a Il lungo addio di Robert Altman, il nuovo film di uno dei maggiori cineasti dei nostri tempi, Paul Thomas Anderson: Vizio di forma, trasposizione dell’omonimo romanzo del maestro del postmodernismo Thomas Pynchon, ambientato appunto nella decadente Los Angeles dei Seventies. Joaquin Phoenix, candidato al Golden Globe come miglior attore di commedia, è il protagonista di questa detective-story ironica ed imprevedibile, nei panni del bizzarro investigatore Larry Doc Sportello; al suo fianco, un cast di indubbio prestigio che include nomi quali Reese Witherspoon, Josh Brolin, Owen Wilson, Benicio del Toro, Martin Short ed Eric Roberts. Vizio di forma, che ha esordito pochi giorni fa negli Stati Uniti, arriverà in Italia il 26 febbraio.

Grandi prove d’attrice: A Most Violent Year e Still Alice

Concludiamo questa panoramica con altri due titoli molto applauditi dalla critica e che dovrebbero portare le rispettive interpreti in prima fila nella corsa all’Oscar. Sceneggiato e diretto da J.C. Chandor (l’autore di Margin Call) ed eletto miglior film dell’anno ai National Board of Review Award, A Most Violent Year vede in lizza per il Golden Globe come miglior attrice supporter una magnetica Jessica Chastain, dalla lunga capigliatura bionda, nella parte di Anna, moglie autoritaria e determinata di Abel Morales (Oscar Isaac), un immigrato in cerca di fortuna nella New York del 1981, il quale finirà invischiato nel sottobosco criminale della Grande Mela. Un dramma teso e coinvolgente, ispirato ai celebri gangster-movie degli Anni ’70 e ’80, dominato da una formidabile coppia d’attori.
È invece l’indiscussa favorita per il Golden Globe e per l’Oscar come miglior attrice una delle assolute primedonne del cinema americano: la meravigliosa Julianne Moore, che nel commovente Still Alice, presentato all’ultima edizione del Festival di Roma, ci ha lasciato incantati grazie alla sua gigantesca performance nel ruolo di Alice Howland, docente di linguistica e madre di famiglia che, alla soglia dei cinquant’anni, si trova a dover fronteggiare la sfida più dura, ovvero la lotta contro una rarissima forma precoce del morbo di Alzheimer. La Moore, affiancata da Alec Baldwin nella parte di suo marito John e da Kristen Stewart in quella della figlia Lydia, offre una delle sue prove più impressionanti nel film diretto da Richard Glatzer e Wash Westmoreland e basato sul romanzo di Lisa Genova, immergendosi totalmente nel proprio personaggio e regalando un’interpretazione che dovrebbe valerle finalmente l’ambita statuetta dell’Academy.