Tre anni senza Robin Williams: il ricordo attraverso tre grandi film

L'11 agosto 2014 l'attore, premio Oscar per Will Hunting - Genio Ribelle, si tolse la vita: oggi lo ricordiamo con tre dei suoi film più significativi.

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Un'eternità. Oggi ricordiamo per la terza volta la tragica scomparsa di uno degli attori più amati e apprezzati di Hollywood, uno dei pochissimi a racchiudere in un consenso unanime ogni tipologia di target cinefilo, dall'ultimo degli appassionati fino agli addetti ai lavori più raffinati. Tre anni senza Robin Williams. E se da un lato davvero paiono un'eternità, dall'altro è un po' come se Robin non se ne sia mai andato dai nostri schermi e dai nostri cuori, qualsiasi sia il film per il quale abbiamo imparato ad amarlo, ogni volta facendoci ridere o commuovere. O entrambe le cose. Un attore poliedrico, tormentato e dalla vita costellata da picchi altissimi e cadute rovinose, ma sempre in grado di difendere quella percezione che il pubblico ha sempre avuto di lui. Quella sensazione d'incontrare qualcuno di famiglia o un amico di lunga data ogni volta che capitava (e capita ancora oggi) di vedere il suo volto sul grande schermo. Pochi attori come Robin Williams hanno saputo far sognare il pubblico di ogni età, con una risata o con un pianto. O con un sorriso amaro.

"L'attimo fuggente" (Peter Weir, 1989)

Partendo dal presupposto che è impossibile comprendere in un terzetto tutti i più bei film girati nella sua ricca carriera, abbiamo scelto tre pellicole che si sono rivelate tre opere indimenticabili anche grazie alla performance di un talento raro come Robin Williams.
Se Good Morning, Vietnam due anni prima aveva consolidato le sue grandi doti d'improvvisatore, esaltate nei suoi spettacoli di stand-up comedy tra i locali di San Francisco e Los Angeles, Robin Williams conferma nel cult di Peter Weir il suo trasversale talento, spesso criticamente riconosciuto solo dal lato comico e quasi mai esaltato dal punto di vista drammatico.
L'attimo fuggente è un romanzo di formazione di rara bellezza, un'ode alla libertà e alla passione, attraverso la poesia e gli insegnamenti di John Keating, interpretato meravigliosamente da Williams, che riesce a misurare con grande bravura le sue esuberanze, rendendole funzionali a una narrazione emozionante. Ad accompagnare il racconto le splendide melodie di Maurice Jarre e un gruppo di giovani attori perfettamente in parte, alcuni futuri volti noti come Ethan Hawke e Robert Sean Leonard.

"La leggenda del re pescatore" (Terry Gilliam, 1991)

Due anni dopo Williams partecipa ad una fiaba moderna diretta perfettamente da Terry Gilliam, che si avvale per la prima volta di un efficace script di Richard LaGravenese, ambientata in una New York che mescola i sobborghi poveri e inserti medievali, tra cavalieri e frecce di gomma.
In questo film dove il dramma e la commedia s'alternano con mirabile equilibrio, Robin Williams interpreta Parry, un eccentrico clochard che irrompe nella storia di Jack (Jeff Bridges), un dj in rovina dopo aver inconsapevolmente incitato uno squilibrato a commettere una strage. Jack aiuterà Parry a conquistare Lydia (Amanda Plummer) e a trovare il Santo Graal di Manhattan.
Un film affascinante e irresistibile, nel quale Robin Williams dimostra di saper declinare la sua verve umoristica anche all'interno di un registro d'insieme più malinconico, toccando quelle corde emotive che riprenderà poi anche in molti altri suoi film degli anni '90, da Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre, Hook - Capitan Uncino a Jumanji.

"Insomnia" (Christopher Nolan, 2002)

Forse l'ultimo film di spessore girato da Robin Williams sulla scia del successo del decennio precedente, grazie ad una lunga serie di film capaci di entrare nell'immaginario popolare di adulti e bambini, alternati a qualche partecipazione a opere più impegnate (Hamlet di Kenneth Branagh e Harry a pezzi di Woody Allen).
Il nuovo millennio per Williams si apre nel 2002, anno in cui partecipa a film come One Hour Photo, Eliminate Smoochy e al remake di un noto film norvegese di Erik Skjoldbjaerg, diretto per l'occasione da un giovane regista in rampa di lancio, Christopher Nolan. Insomnia è un classico thriller psicologico, molto efficace nonostante un soggetto di partenza già definito e dal quale Nolan è costretto a muoversi senza poter sviluppare tutto il suo talento visionario.
Una fotografia cupa e austera firmata Wally Pfister e un cast di grande livello fanno il resto. Da brividi alcuni faccia a faccia tra Al Pacino, che interpreta il detective Will Dormer, spedito in Alaska da Los Angeles per indagare sulla morte di un ragazzino, e Robin Williams, nelle insolite e melliflue vesti di un uomo frustrato e instabile, Walter Finch.
Una performance drammatica notevole che ribadisce un'altra volta le molteplici qualità interpretative di un attore completo come Robin Williams anche in film meno scanzonati e che spesso, all'interno della sua filmografia, passano in secondo piano.