Top 5 Cinepanettoni

Tanti volti comici della risata tricolore, sentimenti quando necessari e volgarità non sempre fastidiose per stilare una classifica dei cinque migliori cinepanettoni visti dal 1983 ad oggi.

speciale Top 5 Cinepanettoni
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È inutile che si tenti di evitare l'argomento, perché, se vivete in un paese solare come l'Italia, dove la risata e la commedia rappresentano ingredienti di sicuro successo soprattutto quando si parla di cinema, teatro e libri, quando arriva Dicembre non si può fare a meno di tirare in ballo il caro vecchio cinepanettone, ovvero il film comico di Natale.
Il film comico amato da una grossa fetta del pubblico quanto odiato da una altrettanto grossa fetta della critica, ma che, ci crediate o no, ha avuto anche modo di dare i suoi buoni frutti amalgamando a dovere volti noti dello spettacolo leggero, bellezze mozzafiato, hit musicali e, spesso, tutt'altro che eleganti battute.
Quindi, perché non stilare una classifica dei cinque migliori cinepanettoni?
Prima di passare all'elenco, però, precisiamo che abbiamo deciso di prendere in considerazione soltanto quelli sfornati da Filmauro - autentica iniziatrice della categoria - e strettamente legati al filone vacanziero, in quanto, altrimenti, sarebbero rientrati nel mucchio sia i vari film interpretati da Leonardo Pieraccioni, Adriano Celentano, Aldo, Giovanni e Giacomo e tutti gli altri colleghi, sia lavori come Paparazzi (1998), Yuppies 2 (2006) e S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa (1994), distribuiti anch'essi in pieno periodo natalizio e sempre prodotti da Aurelio De Laurentiis.

5• Vacanze di Natale a Cortina (2011)


Il mattatore della risata sotto l'albero Christian De Sica veste i panni di un affermato avvocato romano che, prima di partire per le vacanze, decide di non tradire mai più con le proprie segretarie la moglie Sabrina Ferilli, la quale, a sua volta, si spaccia invece per fedifraga.
Dario Bandiera seduce la bella Olga Kent senza immaginare che sia la moglie del grande fornitore di gas russo con cui l'ingegnere Ivano Marescotti, al quale fa da autista, deve chiudere un importante accordo.
I due edicolanti di Bergamo Ricky Memphis e Valeria Graci, invece, sono in contrasto con Katia Follesa, sorella di lei, da quando il marito Giuseppe Giacobazzi ha cominciato a fare il fanatico e a sentirsi superiore per aver vinto 250000 euro al gioco televisivo dei pacchi. Con Carlo ed Enrico Vanzina coinvolti in fase di sceneggiatura accanto al qui regista Neri Parenti, De Laurentiis torna nella Perla delle Dolomiti per la terza volta producendo un campionario di gag basate su equivoci e doppi sensi che, una volta tanto evitando sostanze fisiologiche sparse ed esagerate volgarità, strappano non poche risate.
E, in mezzo a una divertentissima conversazione telefonica portata avanti da De Sica, Bandiera che non manca di rendersi protagonista di imprese fantozziane e Memphis e la Graci destinati a finire a cena con la cricca del principe Emanuele Filiberto e ad incontrare altri vip, incarnando il tipico incontro-scontro tra diverse classi sociali tanto amato dai figli di Steno, il tutto viene amalgamato con notevole senso del ritmo e della comicità.

4• Natale sul Nilo (2002)


Massimo Boldi è un vedovo generale dei carabinieri che, con il maresciallo Biagio Izzo al seguito, cerca di ostacolare la figlia Lucrezia Piaggio nella realizzazione del suo sogno di diventare una star della tv.
I Fichi d'India si trovano ad avere a che fare con l'anello della fortuna e quello della sfiga; mentre Enzo Salvi (con il nome Oscar Tufello!) incarna un coattissimo agente delle Letterine e l'immancabile Christian De Sica è un fedifrago avvocato divorzista che finisce per interessarsi a quella che, a sua insaputa, è la ragazza del figlio.
Con lo scatenato tormentone Asereje delle Las Ketchups a fare da perfetta colonna sonora, la vacanza sul Nilo di casa Filmauro gode di un travolgente ritmo comico-narrativo tale da far dimenticare le volgarità assortite - tra peti e pesantezze verbali - e da permetterle di rivelarsi tra le migliori della trentennale epopea cinematografica natalizia. Merito anche di diverse situazioni da antologia come quella in cui De Sica canta Mi manchi per non far scoprire alla moglie il suo nuovo tradimento o l'altra, agrodolce, che vede Boldi ripensare a quando sognava da giovane di suonare la batteria in una band formata da amici (i Pooh!).
Dirige Neri Parenti, che firma anche lo script insieme a Fausto Brizzi, Marco Martani, Lorenzo De Luca e Andrea Margiotta.

3• Vacanze di Natale 2000 (1999)

Nel cast ci sono anche Carmen Electra e una Micaela Ramazzotti degli esordi, ma, come di consueto, gli interpreti principali sono Christian De Sica e Massimo Boldi: il primo avvocato romano che cerca di organizzare con la moglie Monica Scattini una festa di Capodanno nella nuova ma non del tutto ristrutturata casa a Cortina d'Ampezzo, il secondo suo consuocero con famiglia al seguito.
E sono un Nino D'Angelo vincitore del superenalotto accompagnato da numerosa parentela e un Enzo Salvi al suo esordio sul grande schermo e che non manca di cimentarsi in esilaranti duetti con un Cipollino in vena di romanesco a completare il ritorno di Carlo Vanzina - affiancato in fase di sceneggiatura dal fratello Enrico - a Cortina, ventisei anni dopo il suo capolavoro Vacanze di Natale (1983).
Ritorno a Cortina che, nostalgicamente aperto (come il capostipite) da titoli di testa accompagnati dalla mitica Moonlight shadow (versione cover, però), non manca neppure di parentesi romantica tipica degli artefici di Sapore di mare (1983), in quanto abbiamo i due squattrinati commessi Andrea Lupo e Giammarco Rocco Di Torrepadula che si spacciano per miliardari e si innamorano l'uno di Irene Ferri, l'altro della vera Megan Gale, approdata sulla neve per girare uno spot.
Con risate e sentimenti alternati a dovere e corredati di facile morale, indispensabile per concretizzare una fiaba su pellicola da gustare sotto l'albero addobbato.

2• Merry Christmas (2001)

Christian De Sica è un capitano dell'aeronautica che, come il Chow Yun-Fat di The diary of a big man (1988), si trova ad amare contemporaneamente due mogli: Emanuela Folliero e Paula Vázquez, senza che l'una sappia dell'esistenza dell'altra.
Massimo Boldi è un industriale milanese in viaggio in compagnia dell'odiato, futuro genero romano Enzo Salvi (stavolta si chiama Cesare Mandrione!).
I Fichi d'India, infine, sono i proprietari di una ditta di pompe funebri incaricati di consegnare le ceneri di un defunto alla sua ricca vedova. È a loro che spetta in maniera evidente il lato della pellicola riservato agli spettatori più piccoli, mentre uno sprecato Biagio Izzo nel ruolo di un portiere d'albergo gay completa il quadro di volti comici ad Amsterdam, dove si passa da avventure in sexy locali notturni a dolorosi pearcing là dove non batte il sole.
Non privo di immancabili volgarità e diretto da Neri Parenti su sceneggiatura di Fausto Brizzi, Marco Martani e Lorenzo De Luca, non è un film eccelso, ma abbondantemente divertente e, soprattutto, quello che ha tracciato le coordinate su cui si sono poi basati tutti i successivi cinepanettoni.

1• Vacanze di Natale (1983)

Sulle note della splendida Moonlight shadow dell'accoppiata Mike Oldfield-Maggie Reilley, Carlo Vanzina e il fratello co-sceneggiatore Enrico raccontano l'Italia socialista sotto l'albero di Natale di Cortina d'Ampezzo tenendo bene a mente il Vacanze d'inverno (1959) di Camillo Mastrocinque.
L'Italia del pianista sciupafemmine Jerry Calà, con battuta sempre pronta come anche il mitico "cummenda" Guido Nicheli, in vacanza insieme alla moglie Stefania Sandrelli e spinto a tradirla, inconsapevole di subire da lei lo stesso trattamento.
Ma, soprattutto, l'Italia della famiglia romana costituita dai figli Christian De Sica, Roberta Lerici e Marco Urbinati, oltre che dal papà Riccardo Garrone e dalla mamma fastidiosamente snob Rossella Como, pronta a guardare con disprezzo quella dei macellai di viale Marconi Mario Brega, Rossana Di Lorenzo, Franca Scagnetti e Claudio Amendola, che finisce per innamorarsi dell'inglesina Karina Huff.
Ed è una ricchissima colonna sonora di successi dei primi anni Ottanta - da Teorema di Marco Ferradini a I like Chopin di Gazebo - ad impreziosire l'equivalente sulla neve dell'intramontabile classico vanziniano della commedia tricolore Sapore di mare (1983); tanto che, sebbene sia stato realizzato all'inizio del decennio reaganiano, conferisce paradossalmente oggi l'impressione essere un nostalgico elaborato concepito dopo la sua conclusione. Con un cast in grandissima forma e memorabili battute, ma anche un fondamentale retrogusto amaro-sentimentale perfettamente alternato alle risate.