Speciale TOP 10 Pixar Animation Studios

La Pixar ci fa sognare, divertire e commuovere da ormai vent'anni: in occasione dell'uscita del bellissimo Inside Out tiriamo le somme e vi proponiamo la nostra classifica dei suoi film più belli.

speciale TOP 10 Pixar Animation Studios
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Nelle sale italiane dallo scorso 16 settembre, Inside Out è un film che è riuscito nella significativa impresa di riportare la Pixar agli splendori di un tempo, quando non si limitava a farci divertire con pellicole sgargianti e un po' troppo commerciali come accaduto negli ultimi anni ma, sopratutto, ci meravigliava e ci commuoveva con pochi, ben assestati tocchi di genio immaginifico. Guardando Inside Out, soprattutto l'eccellente incipit e il magistrale epilogo, non si può fare a meno che rendere merito a Pete Docter e alla sua squadra per mostrato, nel linguaggio dei cartoni animati, una piccola summa di alcuni dei più importanti sentimenti che un essere umano possa provare. In particolare, il film "riconcilia" con una parte di noi che, naturalmente, molti tendono a reprimere non capendone l'importanza. Non diremo di più per non rovinare la sorpresa a chi ancora non ha avuto modo di andare al cinema, ma il nostro consiglio è sicuramente quello di recuperare Inside Out al più presto. Forse, però, non è tutto oro quello che luccica? C'è da notare come esista anche una parte di pubblico e critica che sta sollevando dubbi su alcuni punti della pellicola, come la scelta delle emozioni utilizzate come personaggi o l'effettiva originalità della stessa, che deriva dal corto (disneyano) Reason & Emotion del 1943 ma che in molti sostengono anche si ispiri -pesantemente- alla sitcom degli anni '90 Ma che ti passa per la testa? (Herman's Head), per certi versi molto simile, data la presenza di quattro "omini" nel cervello del protagonista Herman, ognuno in rappresentanza di un'emozione. I grandi film fanno sempre parlare di sé e ci sono tornate in mente le tantissime discussioni, negli anni passati, sempre a proposito dei film Pixar. Ognuno ha il suo preferito, mentre magari non trova così eccezionale un altro che la maggior parte delle persone invece adora. Meglio WALL•E o Alla ricerca di Nemo? Up o Monsters & co.? Quale Toy Story è il più bello? Noi ci abbiamo ragionato un po' su ed è venuta fuori questa classifica (che lascia fuori quattro film sicuramente molto divertenti ma, a parer nostro, inferiori rispetto agli altri: i due Cars, A bug's life e Monster University). Classifica con cui voi lettori, naturalmente, potete dissentire: fate sentire la vostra voce nel sondaggio!

Ribelle - The Brave

Ovvero: il film Pixar che sembra un Classico Disney. L'importanza di John Lasseter, non solo per la Pixar ma anche per la Disney, diventa palese negli anni 10 di questo nuovo secolo, quando il confine tra le pellicole delle due case diventa labile (e difatti gli spin-off di Cars, Planes, sono usciti come film Disney) e Lasseter riporta in auge i film della Casa del Topo, "parcheggiando" quelli Pixar nel limbo dell' "onestamente commerciale" da Cars 2 in poi. Brave è una fiaba dalla stupenda ambientazione, con protagonista una vera e propria moderna Principessa disneyana (tanto da entrarne nel pantheon ufficiale di lì a poco) che scopre a sue spese il prezzo della libertà e l'importanza dei doveri e della famiglia. Niente di troppo originale e manca di quel caratteristico "tocco" Pixar che tanto amiamo, ma sempre un bel film.

Ratatouille

Premio Oscar 2008, è nonostante tutto uno dei film Pixar meno citati, e ingiustamente, oseremmo dire. L'idea è abbastanza originale e fonte di buffe trovate, e la storia del simpatico topolino dal talento culinario porta avanti tanti messaggi positivi e interessanti per gli spettatori di tutte le età, spingendo ognuno verso le proprie attitudini, per quanto lontane dall'omologazione della società moderna ci spinga. È, soprattutto, un film che parla dell'importanza della fiducia in se stessi, che ci può portare al top ma non deve mai trasformarsi in arroganza e supponenza.

Gli incredibili

Altro film che giova del grande talento del regista Brad Bird è Gli Incredibili, storia di una "normale" famiglia di supereroi che nel 2004 ha infiammato le sale cinematografiche mondiali. La storia, per certi versi, ricorda quella dell'osannata graphic novel di Alan Moore, Watchmen, ma chiaramente in una chiave accessibile al grande pubblico e ai ragazzi. In un mondo che ha messo al bando i supereroi, Bob Parr, ex celebre eroe, torna in azione sotto mentite spoglie, per poi dover affrontare la vendetta di un suo ex fan, divenuto nel frattempo un geniale supercattivo (che, tra parentesi, è forse il migliore tra quelli Pixar e tra i migliori dell'universo disneyano). Un film che parla di famiglia e della responsabilità delle proprie azioni (e relative conseguenze) restando sempre divertentissimo.

Monsters & Co.

Cominciamo a 'fare sul serio' e a parlare di sentimenti: Monsters & Co., che vede tra i suoi registi proprio il Pete Docter di Inside Out, vive di colori sgargianti, delle assurde dinamiche del buffo mondo "al contrario" in cui abitano i mostri protagonisti ma soprattutto della tenerezza dell'infanzia, con le sue paure ataviche e l'altrettanto intramontabile bisogno di tenerezza. La storia di Sullivan e Mike, 'mostri' dal cuore d'oro alle prese con con una 'terribile' e dolcissima bambina umana, scalda i cuori del pubblico e lo fa definitivamente sciogliere in una delle inquadrature finali più belle della storia del cinema.

Alla ricerca di Nemo

Eccoci a un altro regista fuoriclasse, Andrew Stanton, che dopo l'esperienza di A bug's life fa il grande salto di qualità con uno dei film preferiti da molti: Alla ricerca di Nemo, che non solo narra le disavventure di un figlio (pesciolino) che vuole superare le sue limitazioni ma, soprattutto, di un padre che mostra tutto il suo amore partendo per un incredibile viaggio alla sua ricerca, riuscendo, nel frattempo, a superare anch'egli i suoi handicap. Incontrando, sul suo cammino, alcuni indimenticabili personaggi.

Toy Story 2

La tripletta Toy Story apre con il secondo episodio: uno dei quei rari casi di sequel non inferiori all'originale. L'incredibile squadra di giocattoli animati, oramai ben affiatata, si imbarca in una nuova avventura, ancora più ricca di trovate divertenti, "camei" giocattolosi e l'immancabile spolverata di sentimento.

Toy Story - Il mondo dei giocattoli

Tra i titoli più importanti non solo della Pixar ma di tutta la cinematografia animata mondiale, Toy Story, nel 1995, inaugura il "genere" dei film in CG con una qualità tecnica allora impensabile, e tutt'oggi, a distanza di vent'anni, assai gradevole. Ma quello che conquista, nel film, non è certo il comparto tecnico, quanto l'inventiva che c'è dietro ai personaggi e alle storie, divenute leggendarie per almeno un paio di generazioni di bambini.

Toy Story 3 - La grande fuga

È davvero difficile mettere in scala i tre Toy Story ma crediamo di fare una buona cosa mettendo al primo posto il terzo capitolo (cosa più unica che rara: di solito è sempre il peggiore della trilogia, nelle saghe cinematografiche). E ciò, naturalmente, non solo in virtù al record di incassi per il genere (battuto in seguito solo da Frozen - Il Regno di Ghiaccio) ma anche per la maestria di Pixar (e, in particolare, di John Lasseter e Lee Unkrich) nel riuscire a proporre non solo qualche variazione sul tema, ma a sfruttare un setting già ben strutturato per raccontare qualcosa di completamente nuovo e che ci riguarda tutti: il passaggio all'età adulta e l'"abbandono" al mondo dei giocattoli da parte del protagonista Andy. Un viaggio diremmo catartico, che tanti spettatori hanno affrontato insieme al protagonista, visti i quindici anni di distanza dal capostipite, tempo in cui i piccoli spettatori sono diventati grandi a sua volta.

Up

Ancora Pete Docter, ancora un film che ha fatto commuovere (se non piangere) buona parte dei suoi spettatori. Un film coraggioso, che parte in maniera lenta e (quasi?) drammatica, presentando presto una delle scene più belle e strazianti del cinema d'animazione di tutti i tempi, per poi darsi all'avventura proponendo come protagonisti dei personaggi decisamente insoliti... l'anziano Carl in primis. Proponendo una fortissima riflessione sul tempo che passa, sull'attaccamento al passato che distrugge il futuro e sul lascito che le generazioni più anziane possono tramandare a quelle più giovani, Up è un capolavoro di quelli unici.

WALL•E

Dobbiamo ammettere che ci vuole una certa dose di coraggio ad affermare in maniera più o meno "oggettiva" qual è il miglior lungometraggio Pixar di sempre. Noi, senza presunzione, ci sentiamo di far pendere l'ago della bilancia verso l'adorabile robottino di Andrew Stanton, protagonista di un film del 2008 che sembra uscito ieri: WALL•E. Un film di fantascienza "vera", non un banale action futuribile per ragazzini, che appassiona e riempie il cuore con una vicenda con protagonisti due personaggi semi-muti: il robot 'puliziotto' veicola sentimenti e sense of wonder in ogni singola inquadratura e risulta, seppur fatto di metallo, plastica e circuiti "in pixel", più vero e umano di tanti attori reali. Ecologia, antropologia, solitudine, amore, dovere... fin troppi gli spunti sparsi nel corso della pellicola, tutti debitamente sfruttati. Menzione d'onore, infine, allo splendido comparto tecnico e alla finezza degli inserti in live action (la videocassetta di Hello, Dolly! è una tra le trovate più belle viste in un film Disney-Pixar), per un film che meriterebbe di essere conservato e preservato con cura per i posteri, proprio come fa WALL•E con le vestigia della civiltà umana che trova tra i rifiuti.