Speciale Tim Burton Director's collection Parte 1

Gli inizi dell'autore di Frankenweenie, in alta definizione

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A partire dal 17 Gennaio 2013 lo avremo nuovamente nelle sale cinematografiche italiane con Frankenweenie, lungometraggio d'animazione che, realizzato in stop motion e in 3D, è, in realtà, l'evoluzione di un suo short risalente al 1984 e riguardante l'esperimento proto-Frankenstein attuato da un ragazzino per riportare in vita il proprio amato cane defunto.
Nato a Burbank, in California, il 25 Agosto del 1958, Tim Burton (all'anagrafe Timothy William Burton) rimane senza alcun dubbio uno dei più influenti e visionari esponenti della Settima arte, dagli esordi lavorativi presso la Disney, nei primi anni Ottanta, a Dark shadows, tramite il quale ha omaggiato il personaggio di Barnabas Collins, protagonista dell'omonima serie televisiva creata dal genio del piccolo schermo Dan Curtis tra gli anni Sessanta e Settanta.
Una filmografia che gli ha consentito anche di ricevere nel 2007 il Leone d'oro alla carriera presso la Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e che, proprio a pochi mesi di distanza dall'uscita in home video della appena citata bizzarrìa vampiresca interpretata da Johnny Depp, Warner sembra essere intenzionata a celebrare con lo splendido cofanetto Tim Burton-Director's collection, costituito da tredici blu-ray e un dvd racchiudenti tutti i suoi titoli del periodo 1985-2010. Oltre a un booklet interno riportante trame, locandine e caratteristiche tecniche di ogni disco.

Pee-wee’s Big adventure (1985)

La bicicletta di Pee-wee Herman alias Paul Reubens è scomparsa e il suo proprietario è disposto a fare di tutto per riaverla.
Con questa esile idea di partenza, il primo lungometraggio burtoniano trasferisce sul grande schermo il popolare protagonista della trasmissione televisiva The Pee-wee Herman Show, coinvolgendolo in un movimentatissimo viaggio destinato a tirare in ballo, tra gli altri, una banda di motociclisti, cowboy e una camionista fantasma.
Un bizzarro personaggio che - sorta di incrocio tra il precedente Buster Keaton e il successivo Mr. Bean - vediamo perfino ballare sulle note di Tequila e finire negli studios della Warner Bros.
Mentre, tra brevi animazioni e addirittura un'escursione sul set di un film di Godzilla, ci si dirige verso un epilogo a suo modo geniale che, in maniera evidente, sbeffeggia il modo in cui Hollywood cambia del tutto fatti reali quando si trova a raccontarli su celluloide.
Con una sezione extra che, al di là di quattro scene inedite e del commento audio di Burton e Reubens, include bozzetti di produzione e storyboard... oltre alla possibilità di visionare la pellicola soltanto accompagnata dalla colonna sonora e dal commento del musicista Danny Elfman.

Beetlejuice-Spiritello porcello (1988)

Rispettivamente con i volti di Alec Baldwin e Geena Davis, Adam e Barbara Maitland sono una coppia di fantasmi yuppie che, nel momento in cui vedono la loro pittoresca casa del New England invasa da newyorkesi alla moda, decidono di spaventarli ricorrendo all'aiuto del bio-esorcista Beetlejuice.
Ed è un tanto mostruoso quanto scatenato Michael Keaton a concedere anima e corpo a quest'ultimo, nel corso di circa novantadue minuti di visione che, vincitori del premio Oscar per il miglior trucco, includono nel cast anche una darkissima Winona Ryder degli esordi.
Del resto, pur trattandosi di una commedia, la tematica horror e l'abbondanza di effetti speciali testimoniano il modo in cui Burton comincia ad introdurre quei cupi elementi in seguito divenuti quasi una presenza fissa del suo cinema.
Qui al servizio di un'operazione sicuramente accattivante più per la notevole cura estetica (occhio alle scenografie) che per lo svolgimento dell'insieme; ulteriormente impreziosito da Banana boat song di Harry Belafonte, la quale va a commentare una delle sequenze maggiormente ricordate.
Ne è stata tratta anche una serie televisiva a cartoni animati, della quale troviamo tre episodi nella sezione del disco riservata ai contenuti speciali; insieme al trailer e alla sola traccia audio relativa alla colonna sonora.

Batman (1989)

Michael Keaton è Bruce Wayne, il miliardario di Gotham City che, in realtà, protegge il posto dal crimine travestendosi da Batman; mentre Jack Nicholson è Jack Napier, malavitoso che assume l'identità del malvagio Joker dopo essere caduto in una vasca di acido chimico.
Ed è da considerare un vero scandalo il fatto che il caro vecchio Jack Torrance di Shining non abbia ottenuto una candidatura all'Oscar per quella che, senza alcun dubbio, rimane una delle sue migliori performance; qui al servizio del lungometraggio che, grazie anche alle splendide ed innovative musiche del solito Elfman, in seguito imitate non poco, ha provveduto a rinnovare il sottogenere dei cinecomic.
Impossibile, infatti, non notare il modo in cui Batman, forte, oltretutto, di un'atmosfera non distante da quelle che caratterizzano il cinema horror (dal quale recupera Michael Gough per porlo nei panni del maggiordomo Alfred), abbia fornito le basi per tutte le successive trasposizione cinematografiche da fumetto e non solo (si pensi a Darkman di Sam Raimi, ispirato a più personaggi delle vignette disegnate e della letteratura).
E la ricca sezione extra del blu-ray, a partire dal commento audio del regista e dallo storyboard animato di una sequenza con Robin mai girata, non può fare a meno di rappresentare il giusto strumento per permettere allo spettatore di comprendere il potenziale di un'opera di tale portata. Tra dietro le quinte diviso in sei parti, Shadows of the bat: La saga di Batman, con uno sguardo dalla produzione al montaggio, trailer, tre videoclip delle canzoni di Prince incluse nella colonna sonora, una distinzione tra buoni e cattivi e gli speciali Sul set con Bob Kane e La storia di Batman.

Edward mani di forbice (1990)

Caratterizzato da taglienti forbici al posto delle mani, in quanto lasciato solo e incompleto dal suo creatore, improvvisamente deceduto, Edward alias Johnny Depp vive in un lugubre castello dove viene scoperto da una rappresentante di prodotti cosmetici con le fattezze di Diane Wiest.
Con il mitico Vincent Price che, a tre anni dalla sua morte, ci regala la sua ultima, memorabile interpretazione per il grande schermo nei panni dello scienziato, parte da qui la più convincente variante cinematografica del mito de La bella e la bestia; allo stesso tempo allegoria su celluloide relativa all'artista non compreso, ovvero lo stesso Burton.
Perché Edward, ospitato in casa dalla donna e destinato a innamorarsi della figlia di lei, Kim, con il volto di Winona Ryder, sfrutta le sue lame sia per improvvisarsi parrucchiere che per dare un tocco nuovo ai giardini della cittadina.
Fino alla splendida sequenza in cui, scolpendo un angelo in una zolla di ghiaccio, genera i fiocchi di neve che vanno a cadere su una danzante Kim, accompagnata dalla meravigliosa colonna sonora di Elfman.
Sequenza che, da sola, vale tutta la bellezza sprigionata dalla più alta vetta artistica raggiunta dal cineasta; impreziosita ulteriormente dalla migliore prova deppiana e dinanzi alla quale risulta decisamente impossibile non lasciarsi prendere dalla commozione.
Vergognosamente candidato all'Oscar soltanto per il trucco e caratterizzato da una sezione extra costituita da due trailer, una featurette di quattro minuti e commento audio di regista e musicista.

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