Speciale The Interview e il pasticciaccio del Sony Hack

Ovvero di come un film stia per scatenare la Terza Guerra Mondiale e la gente non ne abbia idea

speciale The Interview e il pasticciaccio del Sony Hack
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Articolo realizzato con la collaborazione alle ricerche di Fabio Mucci.

Stava per scatenarsi la Terza Guerra Mondiale. Per colpa di una commedia. E il TG non ve l'ha detto.
Ok, detto così suona un po' catastrofico e “complottaro”, ma la realtà dei fatti non è poi così lontana. Ma andiamo per gradi. Ne abbiamo parlato a lungo negli ultimi tempi in diverse news, seguendo la vicenda e i suoi sviluppi da vicino ed era ora di fare il punto della situazione. Parliamo, naturalmente, di The Interview, il film di Seth Rogen che ha fatto parlare di sé, più che per i suoi meriti artistici, per il caos che ha generato prima ancora di essere distribuito.
Il 24 novembre, difatti, dopo essere stato “scomunicato” dalle autorità nord-coreane all'inizio dell'estate, la Sony Pictures ha subito un attacco informatico da parte di alcuni scafatissimi hacker autodenominatisi Guardians of Peace, che hanno bucato i server della major impossessandosi di migliaia di mail private di e tra dirigenti, produttori, registi e attori, provocando il panico e/o l'imbarazzo tra questi e creando diversi problemi di natura tecnica ma anche monetaria. E tutto questo per mandare un messaggio molto semplice: “The Interview non deve essere rilasciato, poiché offensivo nei confronti del leader della Corea del Nord, Kim Jong-un”. Cos'ha di tanto terribile questo film? Be', Rogen, lo sappiamo, non ha molti peli sulla lingua e dopo la fortunata esperienza di Facciamola finita ha voluto esplorare la satira politica con un film che mette alla berlina un bizzarro dittatore. Prima di lui, Charlie Chaplin e Sasha Baron Cohen, ma il cineasta americano ha voluto andarci giù pesante e raccontare non di un immaginario dittatore “ispirato” a figure reali ma di un personaggio realmente e attualmente esistente, il giovane leader Kim Jong-un, sul quale nel corso degli ultimi anni se ne sono dette sì di tutti i colori ma mai in maniera così esplicita, in un lungometraggio incentrato sull'avventura di un giornalista televisivo e del suo produttore che, con la scusa di realizzare un'intervista, vengono ingaggiati dalla CIA, in realtà, per ucciderlo.

Da morire dal ridere... o forse no.

Il film, naturalmente, è una commedia tutta da ridere... ma non per gli stati maggiore del paese estremo orientale che fa da sfondo alle vicende. Paese con molti punti oscuri e che, di certo, non brilla per libertà di informazione e satira, ed estremamente “pericoloso” da un punto di vista logistico, data la sua posizione nello scacchiere internazionale e geopolitico. Si parla sempre del Medio Oriente e degli interventi USA in loco, ma mai in Nord Corea (sarà forse per la mancanza di risorse minerarie, come suggerisce qualcuno?) eppure il pericolo nucleare appare sempre sottovalutato quando si parla di Kim Jong-un. È pur vero che “can che abbaia non morde” ma, nel momento in cui la faccenda passa dall'essere finanziaria -e ristretta all'ambito cinematografico- all'essere politica, le cose si fanno serie.
Sì, perché all'inizio non è stato altro che una fuga di notizie interessanti solo per gli addetti ai lavori e ai curiosi, qualcosa che ci svela il “dietro le quinte” delle major, delle discussioni segrete che decidono le sorti dei franchise che vanno per la maggiore fra milioni di persone. Niente di scandaloso o riprovevole, non è un nuovo caso Wikileaks. Ma è comunque qualcosa che ha effetto su una macchina economica che sposta centinaia di milioni di dollari al giorno, e quindi ci siamo subito stupiti che neanche i quotidiani economici abbiamo prestato attenzione alle (possibili) ripercussioni sui mercati. Perché, non dimentichiamolo mai, dietro a un film non ci sono solo regista, produttori, sceneggiatori e attori, ma centinaia di figure professionali e, insomma, certe cose possono avere conseguenze serie sul futuro di un progetto multimilionario.
Diventa assurdo, tuttavia, che i media generalisti si siano accorti (o abbiano, quantomeno, attenzionato un minimo) della questione solo un mese dopo l'accaduto, quando è intervenuto Barack Obama in persona a condannare l'attacco hacker. Dato che, a quanto pare, i GoP hanno minacciato anche veri e propri attacchi terroristici nei cinema che avrebbero proiettato il film. Da lì sono arrivate le prime, frammentarie informazioni sul fatto da parte dei media generalisti, che tuttavia hanno dimostrato di non aver afferrato il nocciolo della questione e la gravità, su più fronti, dell'accaduto. Perché nel momento in cui si minacciano attentati sul territorio degli Stati Uniti si passa su un altro piano. E se il Presidente USA in persona si scomoda a lanciare strali verso questi nuovi (cyber)terroristi la cosa può degenerare. Per fortuna non è accaduto. Da Pyongyang sono arrivate solo smentite e rassicurazioni di dissociazione dai GoP, mentre Sony Pictures ha preferito procedere coi piedi di piombo e non rilasciare la pellicola nei cinema, se non in alcune sale indipendenti e in Digital Download (intascando una bella sommetta, dato che la curiosità del pubblico ha spinto il film fino ad essere uno dei più richiesti e scaricati online, anche in maniera legale e a pagamento).
La vicenda è tutt'altro che conclusa, dato che, a tutt'oggi, i Guardians of Peace non hanno ancora un nome e non si sa nemmeno se è stato tutto un complotto... nel complotto. L'FBI, difatti, starebbe indagando su un'altra pista, che vorrebbe a capo dell'incidente un'ex dipendente della Sony Pictures che si sarebbe voluto vendicare, in maniera assai plateale, della major, inscenando il tutto e facendo ricadere la colpa su un capro espiatorio “facile” e credibile. La verità? Speriamo di scoprirla al più presto, e senza che scoppino altri incidenti diplomatici di cui faremmo volentieri a meno. Nel frattempo, però, c'è già chi si starebbe organizzando per distribuire copie bootleg del film in Nord Corea tramite un ingegnoso sistema di palloncini aerostatici... insomma, c'è tanta di quella carne al fuoco da fare un film del film. Vedremo. In un modo o nell'altro, qualcosa di grave è successo. Che sia stata una sconsiderata ripicca (dagli esiti potenzialmente disastrosi) o l'ennesima stoccata di pochi e ottusi belligeranti al diritto di satira (ed è solo di queste ore la scioccante notizia relativa all'attacco armato, nella pacifica Parigi, di un commando alla redazione di Charlie Habdo), come se non ci fossimo per niente affrancati dai tempi oscuri del passato-non-troppo-passato tratteggiati ne Il Grande Dittatore.

I progetti Sony Pictures

Un aspetto curioso della vicenda è che molte e-mail sdoganate avevano anche risvolti comici o buffi. Ma nel momento in cui si è cominciato a parlare di vero e proprio terrorismo ci siamo anche chiesti se il diffondere le notizie e le indiscrezioni trapelate facesse il gioco dei terroristi o meno, e quale fosse l'atteggiamento giusto da prendere. Abbiamo dunque cercato di mantenere un punto di vista obiettivo, pubblicando solo le notizie più interessanti mantenendo il giusto distacco e pensando alla nostra missione informativa.
Nei prossimi paragrafi abbiamo riassunto, per comodità, le indiscrezioni più interessanti che sono venute a galla nell'ultimo mese.
Grazie ai documenti arrivati sul web, abbiamo un quadro generale dei progetti che la Sony ha in cantiere - o, perlomeno, su cui sta o starebbe lavorando. 

  1. Uncharted (adattamento del noto videogame)
  2. Sinister (in teoria lo spin-off sui Sinistri Sei, la cui sceneggiatura dovrebbe essere stata consegnata i primi di dicembre)
  3. Ghostbusters (possibile il posticipo al 2017)
  4. Angry Birds (1° luglio)
  5. M.I.B./Jump Street (il crossover tra Men In Black e Jump Street)
  6. Greyman (adattamento del romanzo di Mark Greaney)
  7. Winters Knight
  8. Fifth wave (adattamento del romanzo di Rick Yancey)
  9. Inferno (sequel de 'Il Codice Da Vinci' e 'Angeli e Demoni')
  10. Billy Lynn (adattamento del romanzo di Ben Fountain)
  11. Baby Driver (di Edgar Wright)
  12. Little Woman (remake)
  13. Un film animato 'comico' su Spider-Man diretto da Chris Miller e Phil Lord
  14. Cleopatra (con Angelina Jolie)
  15. Spider-Man (non è chiaro se un altro reboot o uno spin-off)
  16. Django/Zorro (crossover tra Django Unchained e Zorro)
  17. Bond
  18. Jump Street (in 3D, PG-13)
  19. Monkeys
  20. Girl team up
Tra gli altri progetti senza una data anche 'The Craft', 'Lisa Joy', 'Bloodshot', 'Barbie', 'Orgoglio, pregiudizio e zombie', 'Sausage Party', 'Hotel Transylvania 2', 'I puffi 3', 'Un week-end da bamboccioni 3', un film denominato 'girl#2' (che sia il sequel di Millenium - Uomini che odiano le donne?), i possibili sequel di 'The Equalizer' e 'Salt' e un reboot di Jumanji.

Capitolo Spider-Man: l'accordo Marvel/Sony

Gran parte delle indiscrezioni ha riguardato la "questione Spider-Man" e, in particolare, l'ipotetico e tanto vociferato (se ne parla da almeno tre anni) accordo Marvel Studios/Sony, un cui meeting - secondo le indiscrezioni - sarebbe previsto in questi giorni. Tante, forse anche troppe, le informazioni trapelate in rete in questi ultimi due mesi, ma noi tenteremo di riassumerle il più possibile per voi. Iniziamo dal principio. Stando alle mail la situazione attuale vedrebbe il seguente scenario:

  1. La Sony è indecisa se continuare o meno la saga di The Amazing Spider-Man. Come vi abbiamo già detto, lo studio starebbe pensando di reboottare il personaggio dentro i Sinistri Sei.
  2. Andrew Garfield (Peter Parker/Spider-Man) sarebbe già stato licenziato dopo aver criticato pesantemente l'operato della Sony e 'aver innervosito i dirigenti'.
A questo punto subentra il possibile accordo Sony/Marvel Studios, discusso più e più volte nelle mail inviate ad Amy Pascal. Stando a queste informazioni, la Marvel includerebbe il personaggio (con un nuovo attore, quindi reboottato) in Captain America: Civil War, in uscita ad aprile 2016, che la Sony co-finanzierebbe per il 25%. A quel punto, la Casa delle Idee co-finanzierà il 25% del reboot solista di Spider-Man, che nelle intenzioni della Sony vedrebbe Drew Goddard come regista e sceneggiatore (e, possibilmente, i fratelli Russo come produttori). Successivamente, il supereroe apparirà anche in Avengers: Infinity War - Part 1 a maggio 2018 e in un suo sequel stand-alone a luglio 2019. Questo accordo permetterebbe alla Sony di utilizzare ben due personaggi dei Marvel Studios nel reboot di Spidey per "continuare la trama di Civil War e vedere che impatto avrà nella sua vita".Dai documenti sembra che la Sony abbia chiesto l'approvazione del costume, dello script (nel caso di Civil War, solo le parti che includono il personaggio) e del casting; l'attore che verrà scelto per dare il volto al nuovo Peter Parker dovrà firmare un multi-contratto. Avi Arad e Matt Tolmach resteranno in veste di produttori esecutivi.

Capitolo Spider-Man: reboot made in Sony Pictures

Nel caso che l'accordo con la Marvel saltasse (e lo studio archiviasse la saga di The Amazing Spider-Man invece che procedere con il piano iniziale che prevedeva una trilogia, divenuta poi esalogia), la Sony procederebbe con un nuovo reboot dedicato all'Uomo Ragno (possibilmente introdotto prima nei Sinistri Sei). Jeff Robinov suggerisce ad Amy Pascal di non rinarrare le origini e di trattare alcune saghe più 'mature' con Parker adulto, e stila una lista di possibili registi:

  1. Brad Bird
  2. Edgar Wright
  3. David Yates
  4. Damien Chazelle
  5. Glenn Ficarra & John Requa
  6. Phil Lord & Chris Miller
  7. Colin Trevorrow
  8. James Gunn
  9. Chris Buck & Jennifer Lee
  10. Joe Cornish
  11. Don Hall & Chris Williams
  12. Joachim Ronning & Espen Sandberg

I Sinistri Sei (e gli altri spin-off di Spider-Man)

Tra i progetti che sono (o erano?) in cantiere alla Sony, troviamo anche lo spin-off di Spider-Man sui Sinistri Sei. Dalle mail capiamo che la sceneggiatura e il progetto sono cambiati nel corso del mese e, soprattutto, dopo il successo appena discreto (almeno rispetto alle potenzialità del franchise) di The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro.Infatti, inizialmente, si parla di un vero e proprio spin-off dedicato solo al team di villain, descritto da Drew Goddard come una pellicola simile a "Quella sporca dozzina, I magnifici sette e I cannoni di Navarone". Poco o niente si sa su questa versione, tranne che "L'Uomo Sabbia, sul finale, sarebbe diventato una sorta di Godzilla a Londra". Successivamente, però, la Sony pensa di reboottare Spider-Man e, anziché realizzare un nuovo film su di lui, pensa di farlo all'interno de I Sinistri Sei. A questo punto, si inizia a parlare anche dell'apparizione di Venom nel film in quanto "il suo annunciato spin-off è stato cancellato".Il progetto va avanti e, nonostante la confusione generale, si fanno i primi potenziali nomi per il cast, rivelandoci - più o meno - i personaggi che saranno inclusi nella pellicola: il Dottor Octopus (definito "meno noioso"; si fanno i nomi di Sean Penn e Woody Harrelson), il già citato Uomo Sabbia (personaggio "comico", per cui si fanno i nomi di Danny McBride, Jonah Hill, Chris O'Dowd, Michael Pena, Joel Edgerton, Jason Clarke e Sharlto Copley, mentre Goddard punta su Tom Hardy), Avvoltoio (Colin Firth in lizza), Scorpia (si fanno i nomi di Emily Blunt, Ruth Wilson, Rose Byrne, Emilia Clarke ed Elizabeth Olsen) e, come dicevamo, Venom (si fa il nome di Channing Tatum).Per quanto riguarda lo spin-off femminile, Avi Arad suggerisce di includere una Venom donna, ovvero l'alter ego Ann Weiying, mentre si prende in considerazione l'idea di affidare la parte di Carnage ad Emma Stone (Gwen Stacy), come accaduto nei fumetti Ultimate perché "sarebbe davvero fico, intenso e sexy da vedere". Michael De Luca, inoltre, suggerisce di collegare tutti gli spin-off in una sorta di film corale alla 'The Avengers'.

Ghostbusters 3

Tra le cose più interessanti trapelate in rete ci sono, ovviamente, le discussioni riguardanti Ghostbusters 3. Sappiamo che sarà Paul Feig a dirigerlo con un cast tutto al femminile, ma dalle mail leggiamo che la Sony si è trovata piuttosto vicina a procedere con un terzo capitolo firmato da Ivan Reitman. In uno scambio di messaggi tra Reitman e la Pascal, scopriamo che il 'Ghostbusters 3' mai realizzato, avrebbe visto il ritorno di 'Ray Stanz' (Dan Aykroyd), 'Egon Spengler' (Harold Ramis) e 'Winston Zeddemore' (Ernie Hudson), pronti a passare il testimone ad una nuova generazione di acchiappafantasmi: il figlio di Peter Venkman (Bill Murray), Chris (in lizza c'erano Jesse Eisenberg, Adam Pally e Charlie Day), la 'spalla comica' Dean (Zack Galifianakis), Jeremy (Jonah Hill) e la dottoressa Anna (Anne Hathaway o Brie Larson). Contro di loro Gniewko (o Eniewko), per cui si sono fatti i nomi di Sacha Baron Cohen e Will Ferrell.Per quanto riguarda il progetto firmato da Feig, invece, abbiamo scoperto che sarà ambientato in un mondo dove "gli esseri umani non sanno nulla sui fantasmi, in quanto questi ancora non si sono palesati. Tutto cambia quando il villain (Feig vorrebbe Peter Dinklage nel ruolo) si tramuta in un fantasma dopo un'esecuzione sulla sedia elettrica e una tempesta elettrica sovralimentata. Questo gli dà l'abilità di radunare una vera e propria armata di fantasmi, alcuni dei quali 'noti cattivi storici'. Questo porta quattro donne a trovare un modo per salvare New York City e il mondo; queste nuove Ghostbusters lavorano per il governo degli Stati Uniti d'America ma, visto che i fantasmi 'ufficialmente non esistono', il governo smentirà puntualmente il suo coinvolgimento, arrivando a dire cose terribili su di loro alle conferenze stampa per poi chiedere scusa 'dietro le quinte'."

I progetti trapelati relativi ad altri studios

Questo attacco non ha danneggiato solo la Sony Pictures ma, indirettamente, anche altri studios. Vediamo le principali notizie:

  1. LUCASFILM/DISNEY: nelle mail è stato rivelato che uno degli spin-off in preparazione vedrà come protagonista Boba Fett, mentre gli episodi 8 e 9 saranno incentrati sulle storyline di Luke e Leia.
  2. MARVEL STUDIOS: i fratelli Joe e Anthony Russo confermano alla Pascal di essere registi di Avengers: Infinity War.
  3. WARNER BROS.: Jeff Nichols (Mud, Take Shelter) sarebbe alla guida dell'adattamento cinematografico della DC Comics relativo ad Aquaman.
  4. FOX: Michael De Luca conferma che il piano della Fox è quello di unire i Fantastici 4 e gli X-Men in un crossover cinematografico previsto tra un paio di anni, sviluppato attualmente da Simon Kinberg.

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