Comic-Con 2014

Speciale The Giver: Il mondo di Jonas - SDCC

Quali differenze ci saranno tra il libro e il film? Abbiamo cercato di capirlo al Comic-Con

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In un futuro prossimo, non meglio identificato, esiste una società pacifica ed equilibrata, nella quale non sono presenti le differenze individuali, non esiste la percezione del dolore, non c'è traccia di passione o di ogni tipo di sentimento profondo. Come è possibile? Grazie a una precisa organizzazione degli individui e dei loro compiti. Per esempio, durante la Cerimonia dei Dodici, a ciascun dodicenne viene assegnato il lavoro che svolgerà nella comunità per il resto della sua vita. Nessuno è tenuto a decidere il proprio consorte, la sua casa, la famiglia o, appunto, il lavoro. Solo in questo modo i bisogni di tutti possono essere equamente soddisfatti, grazie all'aiuto del comitato. È in questo mondo che è nato e cresciuto Jonas al quale, durante la cerimonia, viene assegnato il ruolo di custode delle Memorie dell'Umanità. Ma che cosa significa? Tutto quello che sa è che deve ricevere le memorie dal Donatore e che il passaggio gli provoca sulla pelle un terribile e misterioso dolore.
Quello che vi abbiamo appena raccontato è il quadro generale di The Giver, romanzo di fantascienza per ragazzi del 1993, scritto da Lois Lowry. Il plot ci riporta alla mente qualche altra storia ormai già letta e, più curioso, è il modo in cui il primo trailer del film, in uscita nei prossimi mesi, richiami facilmente alla mente i ritmi e l'ansia di Hunger Games. Ma un attimo: la cosa non dovrebbe essere così.
Preoccupati e curiosi abbiamo deciso di sbirciare il panel di The Giver - Il mondo di Jonas al San Diego Comic-Con, per vedere se qualcuno poteva dissipare i nostri dubbi.

Avviso: spoiler a seguire nel secondo paragrafo. I protagonisti del panel hanno parlato di alcuni aspetti anche controversi del libro e di come sono stati proposti nel film. Nel farlo rivelano qualche particolare della storia, siatene consapevoli se non avete ancora letto il libro e siete intenzionati a farlo.

Un libro controverso

Il panel comincia con un video messaggio del regista Philip Noyce, ancora a New York per portare a termine il lavoro di post-produzione del film. Curioso è come nel suo discorso, il regista abbia sottolineato che The Giver sia stato scritto molto prima di Hunger Games e Divergent (quindi le ha viste anche lui le similitudini tra le storie!). Purtroppo, nonostante il libro sia stato appunto pubblicato all'inizio degli anni '90, il suo debutto cinematografico piazzato esattamente nel bel mezzo del periodo di fama del genere distopico, porta The Giver a essere obbligatoriamente paragonato e confrontato alle altre due saghe, successive ma ormai di grande successo. È il regista stesso a presentare il trailer esteso del film: l'ambientazione è esattamente la stessa del precedente e il messaggio centrale rimane invariato. Dal trailer capiamo che The Giver racconta la storia di un ragazzo che cerca di ribellarsi a un governo autoritario ed estremamente tecnologico. Peccato che, per i fan del libro, la storia parli di tutt'altra cosa... e proprio loro sono i primi a notare quali grandi cambiamenti sono stati fatti alla trama per rendere il progetto più vendibile al grande pubblico.
Salgono poi sul palco Lois Lowry, Brenton Thwaites, che interpreta Jonas, il grande Jeff Bridges, che sarà il Donatore, Odeya Rush, che vestirà i panni di Fiona, e Nikki Silver.
L'attenzione si focalizza subito sulla scrittrice e su come, nel corso degli anni, le persone hanno reagito al suo lavoro: "Le più sorprendenti sono quelle che pensano che Jonas e il bambino siano morti alla fine del libro. Il che rende evidente che non hanno letto gli altri libri!". Il film, invece, fin da subito mette in chiaro il contrario. Ha raccontato anche di come, inizialmente, volesse scrivere semplicemente un romanzo d'avventura e invece, alla fine, The Giver è divenuta una storia che fa nascere delle domande: "E per questo che agli insegnanti piace così tanto. Pone delle domande ai loro studenti, li invoglia a pensare". Negli Stati Uniti il libro viene spesso consigliato all'interno delle scuole, il che è in forte disaccordo con la censura a cui è stato sottoposto il film e alla quale la scrittrice si ribella confusa: "Le uniche due scene sulle quali si potrebbe puntare il dito sono quella in cui il padre uccide il neonato e quella in cui Jonas, che nel romanzo ha 12 anni, fa il bagno a una donna anziana". "Lo so che sei dispiaciuta che quella scena sia stata tagliata solo perché volevi interpretare tu la donna", scherza subito Jeff Bridge, che voleva fare un film che i suoi figli, ormai trentenni, potessero vedere, tratto da un libro che è perfetto per i ragazzi, ma nel quale i temi adulti hanno comunque una loro risonanza. "Ho pensato fosse una cosa semplice, ma mi sbagliavo di grosso". Parlano tutti con molta passione del libro, di quello che rappresenta e dei molti significati nascosti e anche di come tutto questo complesso e controverso mucchio di input letterari sia stato condensato e cambiato all'interno del film, così tanto che la scrittrice stessa ha ammesso di aver preso in considerazione l'idea di riscrivere il libro, per tornare indietro ed espandere il ruolo che è stato dato nel film a Meryl Streep.

Il momento dei fan

Nonostante sul palco ci siano anche gli attori, quando la parola viene data al pubblico, tutte le domande sono state automaticamente rivolte a Lowry, l'unica in grado di saziare la curiosità dei fan. Ovviamente tutti vogliono sapere se ci sarà un sequel basato sui libri successivi ma, come sempre in questi casi, tutto dipende dai risultati di The Giver al botteghino e da come reagirà il pubblico. La scrittrice ha poi ammesso di non aver mai pensato al suo universo come distopico mentre scriveva il libro e non si è resa conto della cosa fino a quando non era arrivata quasi a metà! "All'inizio pensavo solo che il mondo di Jonas fosse molto pulito. Poi, man mano che sviluppavo la storia, ho scoperto che era distopico. Ma non stavo pensando a questo genere mentre ci lavoravo".
Dopo aver visto il trailer esteso, tutti quelli che hanno letto il libro hanno notato i cambiamenti apportati al libro e si sono chiesti se, oggi, anche la scrittrice cambierebbe qualcosa di The Giver: "Dopo la fine di ogni libro ci sono cose che avrei voluto fare meglio. Il ruolo che davvero vorrei cambiare è quello del capo dei saggi, è colpa dei cambiamenti fatti nel film. Ma sono d'accordo con molte scelte, come quella di far diventare i protagonisti dei teenager. Non è un problema: Jonas rappresenta comunque le stesse qualità in termini di intelligenza, curiosità e sensibilità". Ha sottolineato come, nella realizzazione del film, non ha imposto nessuna linea guida e si è limitata solo a dare ulteriori dettagli quando le venivano richiesti dal regista. Cose del tipo: "come sarebbe la camera di Jonas?" Noi lo scopriremo l'11 settembre, quando The Giver uscirà nelle sale italiane.

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