Speciale The day after tomorrow

La profezia Maya non si è avverata, ridiamoci su vedendo qualche film a tema...

speciale The day after tomorrow
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

E così sia. Il fatidico 21/12/2012 è passato, e con esso tutta la tiritera che ha accompagnato il buzz mediatico degli ultimi anni riguardo alla temuta (??) profezia Maya che voleva ieri come data della Fine del Mondo. Com'era lecito aspettarsi, il tutto si è risolto in un nulla di fatto, siamo ancora qua, esattamente come prima, e alle prese con gli ultimi, frettolosi, preparativi per il Natale.
Al di là del catastrofismo cosmico e dell'idiozia generale che gli isterismi di massa portano con se, era tuttavia interessante e quasi catartico il pensiero che l'umanità potesse “tirare le somme”, se non in senso fisico, quantomeno da quello morale. Del resto secondo molte credenze il cosiddetto Armageddon non sarebbe poi così terribile, anzi: dovrebbe portare ad un risveglio delle coscienze e ad una nuova morale e consapevolezza comune. Visto che metà del mondo continua a farsi la guerra mentre l'altra metà si ingozza di dolci, verrebbe da dire che anche queste sono, purtroppo, solo fandonie. Cosa ci rimane, dunque, di tutto l'ambaradan conseguito alla scadenza della fatidica data? A parte libri e riviste sull'argomento (ottimi per il camino, se vi è passato per la testa di comperarli negli anni scorsi) direi che ci sono rimaste tante opere di fiction (molte delle quali in forma di film) che possiamo vedere, col senno di poi, per farci due sane risate, “alla faccia” dei Maya (sì, Cetto La Qualunque utilizzava un'altra formula negli spot elettorali di un paio di mesi fa ma non c'è bisogno di ripetersi!). Alcuni di questi film sono belli, molti sono tremendi, altri ancora, nel bene o nel male, hanno fatto nel loro piccolo la storia. Ne abbiamo scelti dieci, per tutti i gusti e le situazioni, tutti con qualcosa in comune: l'umanità ha le ore contate...

The Day After Tomorrow

Cominciamo proprio con il film che dà il titolo al nostro speciale, realizzato nel 2004 da Roland Emmerich, che di cataclismi e distruzioni non sembra mai sazio (vedrete più avanti). Il regista di origine tedesca ha molto a cuore le tematiche ambientali e le conseguenze dello sfruttamento e manipolazione della natura con conseguenze disastrose: già ne aveva parlato in 1997 - Il principio dell'arca di Noè e nello sfortunato remake statunitense di Godzilla, ma qui le cose acquistano davvero proporzioni bibliche: a causa del surriscaldamento globale, i ghiacci artici si stanno staccando e la loro deriva promette scompensi climatici dall'esito fatale per l'umanità intera. Naturalmente le teorie del paleoclimatologo interpretato da Dennis Qauid non guadagnano la simpatia delle Nazioni Unite, e le conseguenze saranno immancabilmente disastrose: è solo l'inizio di una vera e propria nuova glaciazione, che metterà a dura prova le capacità di sopravvivenza della nostra specie. Notevole successo commerciale al botteghino, ma pessimo risultato presso la critica e la comunità scientifica, che ha bollato il film alla stregua di un filmetto di serie B per le numerose facilonerie di cui è abbondantemente farcito.

Armageddon

Inevitabile inserire nel nostro speciale un film dal titolo simile, perdipiù se si tratta del “capolavoro” di Michael Bay, che di botti, esplosioni e potenziali catastrofi cinematografiche è il guru. Proprio come 65 milioni di anni fa, un gigantesco asteroide si dirige verso la Terra, minacciando l'estinzione di tutte le forme di vita. Un manipolo di improbabili eroi si improvviserà astronauta per scongiurare la catastrofe, giusto in tempo, con mezzi di fortuna. Azione, pathos, tanta ironia ma anche una discreta dose di dramma, lacrimuccie e patriottismo sul finale, con Bay che si conquista il pubblico anche grazie ad un cast all-star memorabile: Bruce Willis, Ben Affleck, Liv Tyler, Billy Bob Thornton, Michael Clarke Duncan e Steve Buscemi sono indimenticabili, così come la colonna sonora, a cui contribuiscono gli Aerosmith con la loro ballata più famosa, I don't want to miss a thing.

La guerra dei mondi

Uno dei possibili scenari della fine del mondo, più volte accarezzato dalla fantascienza, è quello dell'invasione aliena. H.G. Wells ha dato il via ad un vero e proprio filone, dando il “la” ad Orson Welles per il suo leggendario adattamento radiofonico e la successiva versione cinematografica ad opera di Byron Askin. Nel 2005, Steven Spielberg raccoglie la sfida e sforna l'ennesimo film con gli alieni della sua carriera, ma questa volta abbiamo a che fare con degli invasori, non con pacifiche creature incomprese come in passato. Tom Cruise è il protagonista del film, un uomo problematico con un difficile rapporto coi due figli piccoli (una delle quali è una giovanissima Dakota Fanning, qui agli esordi). L'emergenza aliena lo metterà alla prova come uomo e come padre...
Interessante nella forma ma non altrettanto nella sostanza, la prova di Spielberg non è tra le più riuscite, ma è comunque un tassello importante del nostro mosaico.

Melancholia

Nel 2011 Lars Von Trier dice la sua sull'argomento, ma con modalità molto diverse da quelle dei colleghi appena menzionati: Melancholia è un film ostico, come da tradizione del regista, denso di momenti introspettivi da valutare e scandagliare. La Terra sta per scontrarsi con il pianeta Melancholia, e la catastrofe è inevitabile. La vicenda ruota attorno a due sorelle, Justine e Claire (interpretate rispettivamente da Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg), affette ognuna da disturbi psichici di varia natura, e a come affronteranno il momento finale. Il giudizio della critica è stato variegato, ma in sostanza positivo, fermo restando che, ad ogni modo, non si tratta certamente di un pop-corn movie.

Independence Day

Torniamo alle invasioni aliene, torniamo ad un film di Emmerich: quell'Independence Day che ha segnato il primo grande successo di Will Smith al cinema. Qui gli alieni sono cattivi-cattivi, senza scrupoli ma in sostanza anche impalpabili, dato Emmerich preferisce dare tutto il lustro possibile ai “buoni” in un film dal patriottismo così accentuato da servire a monito per tutte le operazioni future che hanno fatto leva sui valori americani. Il successo fu stratosferico: il cast se la cavava con gli onesti Will Smith, Jeff Goldblum e Bill Pullman, così che la gran parte del budget (86 milioni di dollari, cifra al giorno d'oggi ridicola per un blockbuster di quest'impatto) andò in buoni (per l'epoca) effetti speciali e il successo arrivò travolgente, con più di 800 milioni di dollari racimolati al botteghino. Certo, il film è piuttosto superficiale, come si conviene ad un divertissement patriottico, ma ha permesso ad Hemmerich di conseguire grande credito (in gran parte poi sprecato) presso Hollywood.

4:44 Last Day on Earth

Abel Ferrara parte da una posizione simile a quella di Von Trier cogliendo l'occasione di narrare il particolare in occasione dello straordinario: mancano poche ore alla fine del mondo (è una questione ambientale: Al Gore aveva ragione!) e tutto il mondo ha oramai perso la speranza, affrettandosi a passare le sue ultime ore nel modo che preferisce. Cisco (Willem Dafoe) e Skye sono due artisti e amanti con qualche anno di differenza ma molto affini e legati: intorno a loro vedono l'umanità spegnersi in modo più o meno tragico, e le loro ultime 24 ore saranno, probabilmente, le più significative della loro vita.

Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion

Sull'epopea fantascientifica di Hideaki Anno si sono scritti fiumi di parole, spesso a sproposito: tra chi lo inneggia a Maestro e chi a truffatore hanno trovato posto le più svariate interpretazioni di quella che è comunque stata, in assoluto, la serie animata giapponese più innovativa degli anni '90. I suoi echi sopravvivono ancora oggi, anche grazie al “reboot” dei nuovi film. Ma tanto scalpore destarono, all'epoca, i primi tre film, Death, Rebirth e infine The End of, che lasciava lo spettatore in compagnia dei desolati (desolanti?) Shinji e Asuka, novelli Adamo ed Eva dopo la dissoluzione dell'umanità per come la conosciamo. Curiosi di vedere come ribalterà le carte in tavola Anno con i nuovi film.

Legion

Che apocalisse è senza Arcangeli e Demoni? Se poi il confine tra i due ruoli diviene labile, allora sono botte da orbi! O almeno è quello che deve pensare Scott Stewart, regista di questo bizzarro miscuglio di generi nel quale l'umanità viene spazzata via dagli Angeli del Signore, comandati da Gabriel, mentre a ergersi paladino dell'umanità sarà nientemeno che Michael (ovvero Paul Bettany, come al solito sprecatissimo). Il loro scontro ricorda più quello tra Devil Jin e Devil Kazuya che le Sacre Scritture, ma se cercavate il top del trash sull'argomento è il titolo che fa al caso vostro!

X/1999

Torniamo in Giappone per questo piccolo capolavoro tecnico di Rintarō, che prende le mosse dal manga forse più bello delle Clamp, purtroppo ad oggi incompiuto: X, conosciuto anche come X/1999. I Draghi del Cielo e quelli della Terra, corrispettivi dei Sette Sigilli e dei Sette Messaggeri Celesti, si confronteranno nella battaglia finale per la distruzione o la salvaguardia del mondo, come è scritto da tempi immemori. Tokyo è l'emblema della decadenza, ma anche della rinascita: il giovane Kamui si ritroverà al centro di questa lotta fratricida, e dovrà compiere una scelta dolorosa... La storia, in questa versione cinematografica, è decisamente frettolosa, dato che è stata stesa in fretta e furia quando ancora il manga non aveva presentato nemmeno tutti i Draghi, ma le Clamp potranno rifarsi in seguito con la splendida serie animata. Mentre il film di Rintarō è un gioiello per animazioni, character design, fondali e musiche.

2012

Non potevamo che chiudere con 2012, altro film di Ronald Emmerich, ultimo (almeno per ora) dei suoi film catastrofici, uscito nel 2009 sulla scia dei primi rigurgiti sensazionalistici della profezia Maya. Ecco un'altra catastrofe ambientale planetaria da scongiurare per l'umanità, e in pratica Emmerich gira una versione alternativa di The Day After Tomorrow senza glaciazione, con i medesimi risultati: straordinario successo di incassi, poveri rating da parte dei critici. Gustosi, ad ogni modo, i retroscena “politici” che hanno alimentato il dibattito sul film. Ad ogni modo, sono passati quattro anni da allora, l'Apocalisse non si è palesata e il film ha, per così dire, passato la data di scadenza. Possiamo farci quattro risate. Alla faccia dei Maya, come dicevamo prima.

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