Speciale The B-Movieye: tra serpenti e piranha

Serpenti giganti, piranha e zombi!

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Nell'estate del 2011, abbiamo inaugurato questa rubrica riguardante la fitta giungla dei b-movie nel mercato dell'home video digitale italiano con quattro titoli che, prodotti dalla Asylum, specializzata in mostri giganti e scenari apocalittici, hanno avuto diffusione su suolo tricolore grazie a Minerva pictures.
A distanza di diverse puntate, nel corso delle quali c'è stato modo di parlare anche degli esordi di Sylvester Stallone, degli splatter italiani del passato e di lavori minori interpretati da Peter Cushing e Christopher Lee, torniamo proprio a trattare della Asylum e, ovviamente, di Minerva, in quanto il suo ricco catalogo, in continua espansione e al quale si è nel frattempo aggiunto anche l'inedito Possession, diretto dalla coppia Joel-Bergvall-Simon Sandquist e interpretato da Sarah Michelle Gellar, non manca di continuare a stupirci con bizzarrìe assortite provenienti dal magico universo della celluloide meno amata dalla cosiddetta "critica colta".
Ma, tra morti viventi e bestie di notevoli dimensioni, c'è anche il tempo di dare uno sguardo a un thriller a forti tinte drammatiche sfornato direttamente in dvd da One Movie, altra label nostrana di cui, con ogni probabilità, torneremo a occuparci spesso.

Snakes on a train

Fin dal titolo, è chiaro che l'intento sia quello di scimmiottare, con meno soldi a disposizione, l'arcinoto Snakes on a plane interpretato da Samuel L. Jackson, tanto che il titolo di lavorazione di questa produzione Asylum firmata nel 2006 da Peter Mervis era Snakes on a plane 2.
Con una prima parte d'attesa, ma non priva di azione, abbiamo una donna che, colpita da una maledizione Maya che le fa crescere i serpenti all'interno del corpo, sale clandestinamente su un treno, affiancata dal fratello sciamano, per raggiungere Los Angeles, dove pare vi sia qualcuno che potrebbe risolverle il fastidioso problema.
A complicare la situazione, a bordo del convoglio, provvede un gruppetto di malviventi; fino al momento in cui, ovviamente, i "mostriciattoli striscianti" escono allo scoperto per seminare terrore e morte.
E, con un ritmo non proprio incalzante, si procede tra serpi vomitate (!!!) ed effettacci splatter, comprendenti anche un cuore estratto a mani nude; ma l'apice lo si raggiunge nel momento in cui fa la sua apparizione uno dei rettili incredibilmente ingigantitosi.
Insomma, la consueta asylumata che individua negli eccessi di bruttezza i suoi veri motivi di divertimento.

Mega piranha

Rimaniamo nell'ambito degli animali killer, filone preferito dalla Asylum, con quello che, nato, ovviamente, sulla scia di Piranha 3D di Alexandre Aja, si riallaccia, in realtà, anche al lungometraggio originale diretto nel 1978 da Joe Dante.
Ma, se al film di Aja vi si avvicina soprattutto nella sequenza in cui vediamo perire due politici e un manipolo di ragazzotte svestite per mano dei micidiali pesci del titolo, geneticamente modificati, il tenore generale, in questo caso, rimane più dalle parti dell'action-movie di stampo militaresco.
Infatti, con consueta abbondanza di effetti digitali, il regista Eric Forsberg - già responsabile di Alien abduction - sfrutta in particolar modo l'agente speciale Fitch alias Paul Logan, macho man tutto muscoli di turno, per inviarlo in Venezuela contro i megapiranha, piuttosto propensi a sterminare la fauna umana locale.
Nel corso di quasi novanta minuti interamente basati sul movimento e sull'azione che, in mezzo a esplosioni e schizzi di liquido rosso, regalano il vero momento di spasso quando i "mostri acquatici", divenuti grossi come dinosauri, cominciano a balzare da un edificio all'altro.

2012 Zombie apocalypse

Sempre in casa Asylum, passiamo dal bestiame inferocito agli zombi in compagnia di Ving Rhames, già frequentatore del filone grazie a L'alba dei morti viventi di Zack Snyder e Day of the dead di Steve Miner.
Diretto dal Nick Lyon autore del quarto Species, il Marsellus Wallace di Pulp fiction affianca un ristrettissimo manipolo di sopravvissuti in un mondo che, colpito da una misteriosa epidemia, ha visto trasformare quasi tutti i suoi abitanti in spaventosi esseri affamati di carne umana.
Mentre scopriamo che anche gli animali non sono più gli stessi di prima, sulle strade desolate abbiamo in scena sia i classici infetti lenti e dinoccolati che quelli veloci e scattanti, tipici dell'horror d'inizio terzo millennio.
Con immancabile tripudio di effetti digitali ben sfruttati, tra mutilazioni, decapitazioni e spargimenti di emoglobina, man mano che il buon ritmo narrativo conduce alla conclusione di uno zombie-movie senza infamia e senza lode che, in fin dei conti, ha ben poco da invidiare a produzioni più grosse rientranti nello stesso genere.

Forbidden attraction

Come già annunciato in apertura, ci spostiamo da Minerva pictures al catalogo One Movie con questa vicenda ad alta tensione che parte da una coppia trasferitasi in una piccola e appartata casa di campagna per poter far fronte alla malattia della moglie (la Tracy Coogan di Zombie honeymoon).
Una vicenda firmata dall'esordiente Michael Escobedo che, senza perdere tempo, provvede immediatamente a stimolare la curiosità dello spettatore ponendo in scena un misterioso individuo intento dapprima a molestare in casa la donna, poi ad abusare di una giovane ragazza che viene salvata dall'uomo.
Senza svelare altro della trama, si procede all'insegna di una malsana atmosfera che, non priva di un certo senso di claustrofobia conferito dal fatto che i circa 116 minuti di visione si svolgano prevalentemente all'interno dell'abitazione, privilegia il progressivo sviluppo del rapporto tra la giovane, che scopriamo chiamarsi Alice, e il suo salvatore, il quale si trova a dover riscoprire la propria umanità e scegliere tra la sua nuova sexy coinquilina e il deterioramento della moglie.
Con il James Russo di Trauma nei panni di uno sceriffo e la tensione destinata a salire molto lentamente, fino all'inaspettato epilogo.