Speciale The B-Movieye - La sexy Sylvia Kristel, i mostri e il giovane Dalla

Creature mostruose, sangue e lezioni maliziose!

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Nell'ultima puntata di questa rubrica dedicata ai b-movie disponibili nel mercato dell'home video digitale avevamo avuto modo di tornare a parlare di Roger Corman, ovvero il maestro assoluto del basso costo cinematografico, autore, tra gli altri, de La tomba di Ligeia (1964) e Frankenstein oltre le frontiere del tempo (1990).
L'occasione ci è stata offerta grazie all'uscita in dvd di Sepolto vivo (1962), interpretato da Ray Milland, e de Il barone rosso (1971), con protagonista John Phillip Law, stampati dalla stessa Pulp Video che, del regista, ha anche provveduto a riscoprire in blu-ray La città dei mostri (1963), rientrante nella filmografia del mitico Vincent Price.
Ma Pulp, il cui già ricchissimo catalogo continua ad espandersi mese dopo mese, ci costringe ancora una volta sia a rioccuparci di un'opera cormaniana, in quanto provvede a diffondere su disco Il mostro del pianeta perduto (1955), che a dare uno sguardo ad altre sue novità appartenenti alla serie b su celluloide.
Come pure Sinister Film e CineKult, le quali, insieme a Pulp sotto il marchio CGHV, recuperano dal dimenticatoio l'una Il mostro della via Morgue (1954) e l'altra Il prato macchiato di rosso (1972).

Galaxy horror

Trailer originale e filmografie per gli extra di questo interessante titolo recuperato dal dimenticatoio sempre da Pulp Video.
Diretto nel 1969 da Gerry Levy, parte dal momento in cui il generale Armstrong alias George Sanders rimane attonito dinanzi alla inspiegabile sparizione di tre paracadutisti lanciatisi per sperimentare un nuovo tipo di paracadute.
Seguono le indagini portate avanti da Bob Megan, il quale, interpretato da Patrick Allen, inizia dal laboratorio in cui sono custoditi i paracadute degli scomparsi e finisce per trovarsi di fronte a una verità sconcertante.

Il mostro del pianeta perduto

Tutto comincia da un disastro nucleare in seguito al quale un gruppo di sopravvissuti trova rifugio presso una casetta al riparo di montagne che, apparentemente, fanno da scudo alle radiazioni atomiche.
Ma, se da un lato, tra loro, cominciano le immancabili incomprensioni atte a far aumentare la tensione, dall'altro non tarda a farsi viva una mostruosa creatura prodotta dalla contaminazione radioattiva.
Creatura che, come c'era da aspettarsi, non può fare a meno di risultare decisamente risibile agli occhi dello smaliziato spettatore d'inizio terzo millennio; il quale, in ogni caso, proprio da questo aspetto deduce con quanta fantasia Corman - qui al suo primo lungometraggio di genere fantascientifico - sia in grado di sfruttare i ristretti budget a disposizione, concentrandosi soprattutto sui personaggi e sulle povere ambientazioni.
Come spiega anche nell'interessante intervista inclusa tra i contenuti extra del dvd, che propongono, inoltre, la sua filmografia, gallerie fotografiche e trailer originale del film.

Il mostro della via Morgue

Spostandoci momentaneamente nel catalogo Sinister Film, invece, rispolveriamo una trasposizione cinematografica da Edgar Allan Poe che, una volta tanto, non porta la firma di Corman.
Prendendo ispirazione dal racconto The murders in the rue Morgue, infatti, è Roy Del Ruth a narrare su celluloide un intrigo giallo a tinte horror che prende il via da una serie di delitti le cui vittime presentano un elemento in comune: dei braccialetti tintinnanti ai loro polsi.
Intrigo giallo che, comprendente nel cast anche il grande Karl Malden, prosegue con l'ispettore Bonnard alias Claude Dauphin impegnato nelle indagini e pronto a sospettare del professor Dupin, interpretato da Steve Forrest e, a quanto pare, innocente.
Fino alla rivelazione finale che potrà apparire inaspettata soltanto per coloro che non hanno visto le altre riduzioni cinematografiche del racconto; dalle quali questa differisce in quanto, nel tentativo di ricalcare il successo ottenuto da La maschera di cera (1953), venne realizzata in 3D, come la pellicola che vide protagonista Price.
Con immancabile presentazione di Luigi Cozzi.

Lezioni maliziose

Torniamo a parlare di Pulp con questa produzione diretta nel 1981 dal prolifico Alan Myerson, attivo soprattutto in televisione, ma che vanta nella propria filmografia anche Scuola di polizia 5: Destinazione Miami (1988).
Con un cast comprendente anche l'Ed Begley Jr. di She-Devil - Lei, il Diavolo (1989) e fotografia a firma del Jan de Bont poi votatosi alla regia con blockbuster del calibro di Speed (1994) e Twister (1996), ne è protagonista Eric Brown nei panni del quindicenne Philly, il cui padre, per aiutarlo sul fatto che non riesce ad avere successo con le ragazze, gli invia la giovane governante francese Miss Mallow, incarnata dalla compianta Sylvia Kristel della saga erotica Emmanuelle.
Quindi, come lasciano intuire sia il titolo italiano che determinate sequenze (citiamo solo quella in cui la donna, nuda, lava il ragazzo nella vasca da bagno), non ci troviamo altro che dinanzi a un'imitazione d'oltreoceano (più esplicita, però) di Malizia (1973) di Salvatore Samperi.
Anche se la storia di crescita qui raccontata, in realtà, si basa principalmente su un complotto architettato dall'autista del padre di Philly per rubare la sua eredità finanziaria.
Tonight's the night di Rod Stewart e That's the reason di Willie Nile impreziosiscono la bella colonna sonora.

Il prato macchiato di rosso

CineKult, invece, effettua una vera e propria riesumazione rendendo finalmente possibile la fruizione in digitale di qust'opera di Riccardo Ghione che, fin dai tempi della sua uscita, si è vista poco e niente, tanto da non aver neppure mai goduto di una edizione in vhs.
La trama, ridotta all'osso, riguarda una coppia di hippy che, accettato un passaggio da un tizio che si offre di ospitarli nella villa di sua sorella, non immaginano di stare per finire nelle grinfie di una combriccola di delinquenti impegnati a organizzare un vero e proprio traffico di sangue umano, sul quale sta indagando un agente speciale dell'Unesco con le fattezze di Nino Castelnuovo.
Operazione che effettuano attraverso un macchinario che non avrebbe certo sfigurato in un fanta-trash degli anni Cinquanta, ma la cui grottesca immagine contribuisce non poco ad aumentare il senso di delirio generale.
Nel corso di un'operazione decisamente atipica che, vantando in cartellone anche il nome di un giovane Lucio Dalla, non manca neppure di lasciare avvertire un certo sottotesto di denuncia sociale non lontano da quello sfruttato anni dopo da Brian Yuzna nel suo Society-The horror (1989).
E i contenuti speciali del dvd riservano un ritorno nei luoghi in cui il film venne girato.