Suicide Squad: Harley Quinn, l’evoluzione del look di una villain

Dal primo sketch di Paul Dini al cine-comic di David Yates, ecco come si è evoluto negli anni il look della villain più amata dei cine-comic.

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Attaccato in malo modo dalla critica e amatissimo dal pubblico, Suicide Squad ha tutte le carte, e le polemiche, per essere definito uno dei film più importanti del 2016. E se lo scontro tra chi lo reputa un innovativo e incompreso cine-comic e chi, invece, lo definisce un film dalla trama sterile e incompleta è ancora in essere, tutti hanno decretato a gran voce che se c'è una cosa che funziona nel lungometraggio di Yates è lei: Harley Quinn. Interpretata dalla splendida Margot Robbie, il personaggio di Harley nel film ha un ruolo fondamentale: molto di quel che accade, compresa la sconfitta finale della villain tra i villain, infatti, la vede come protagonista.

Le origini di Queen Harley

Harley Quinn, al secolo Harleen Frances Quinzel, è apparsa per la prima volta non in un fumetto bensì nella serie animata degli anni '90 Batman, disegnata da Paul Dini. Le origini del personaggio, però, vennero narrate solo successivamente in una graphic novel dal titolo Mad Love che, oltre a Paul Dini, vede tra gli autori anche Bruce Timm. Nell'opera di Dini/Timm viene spiegato che Harleen Quinzel era una psichiatra dell'Arkham Asylum in procinto di scrivere un libro sul Joker. Una volta incontrato il folle criminale, però, la dottoressa Quinzel ne rimane sedotta. Quella di Harley nei confronti di Joker è una vera e propria ossessione che nel film viene trasposta relativamente. In Suicide Squad, infatti, il rapporto tra Harley e Joker è molto più "alla pari": se nella storia animata e fumettistica è solo l'ex psichiatra a mostrare amore al Joker (che spesso e volentieri la tratta con supponenza e violenza verbale e fisica) in quella cinematografica anche il personaggio interpretato da Jared Leto appare legatissimo alla sua compagna.

Il primo sketch

Nel primo sketch disegnato da Paul Dini, Harley Quinn appare come una giovane ragazza vestita in un mini abito anni '60 bicolore. I capelli sono fin da subito biondi anche se - a differenza di adesso - cortissimi. Il disegno prendeva spunto da una moltitudine di personaggi femminili come Barbara Eden, protagonista della sit-com del 1965 Strega per Amore, alcune attrici anni '40 come Betty Hutton, Gloria Grahame, e Claudette Colbert. Ma la principale fonte di ispirazione di Dini è stata la sua amica Arleen Sorkin che si vestì da pagliaccio in una sequenza onirica della soap opera Days of our Lives. La Sorkin fu, infatti, la doppiatrice di Harley nella serie animata Batman.

Dall'Harley storica all'Harley "skwad"

Nonostante il suo nome, che in inglese si legge harlequin (Arlecchino), fin dalle prime ufficiali apparizioni il costume di Harley e sempre stato una tutina in rosso e nero da jolly con cappuccio a due punte. Maschera che è stata omaggiata in un paio di scene nel cine-comic di Ayer e in una in particolare dove il regista ha citato la straordinaria copertina del volume monografico dedicato alla villain e disegnata da Alex Ross. L'Harley della Squad, ovvero quella dai vestiti succinti in blu e rosso e dai capelli legati in due codini a sottolinearne il lato infantile, è comparsa per la prima volta nel videogame Batman: Arkham Asylum del 2009 come look del personaggio a lei ispirato: Nurse Harley. Da allora anche nei fumetti Harley ha cambiato outfit, a partire dal numero 1 di Suicide Squad appartenente a The New 52, l'iniziativa della DC Comics atta a rilanciare le serie del suo Universo. Nel volume Harley è molto simile a quella interpretata da Margot Robbie, con tanto di capelli in rosso e in blu. Un personaggio decisamente più moderno, ma sempre in linea con l'idea che il suo creatore voleva dare, tanto che lo stesso Dini, oltre a tutto il resto del mondo, l'ha definito "grandioso!".

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