Speciale Studio Ghibli: destinazione 2013

Dopo Arrietty e La collina dei Papaveri ritornano Miyazaki e Takahata

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Lo Studio Ghibli sta cambiando. Come il vento africano cui deve il suo nome, lo studio d'animazione fondato da Hayao Miyazaki e Isao Takahata nel 1984 è in balia di correnti provenienti da più direzioni che stanno scalfendo la struttura dello studio e imprimendo un cambio di velocità. Per continuare la metafora atmosferica, Miyazaki e Takahata sono nell'occhio del ciclone: banalmente, la loro età anagrafica non consente loro di dedicare ancora molto tempo alla gestione dello Studio Ghibli. Il regista di Ponyo e La Città incantata è il più giovincello dei due con i suoi 71 anni, ma l'indefesso lavoro dell'ultimo decennio sia come regista che come sceneggiatore gli ha procurato una notevole stanchezza; il regista di Una tomba per le lucciole ha 77 anni (molti lo considerano il maestro di Miyazaki) e non realizza un film dal 1999, l'anno del controverso I miei vicini Yamada.
Ai due restano probabilmente le energie e le risorse creative per un ultimo film: conosciamo già i titoli giapponesi (Kaze Tachinu quello di Miyazaki, Kaguya-Hime no Monogatari quello di Takahata), grossomodo anche le tematiche di fondo e addirittura la data di uscita (per entrambi è il 2013, riproponendo la sfida interna vista nel 1988 tra Totoro e Una tomba per le lucciole!).
Sappiamo anche che l'eredità dello Studio Ghibli deve essere preservata, continuando a generare film d'animazione con un seguito fortissimo in tutto il mondo: negli ultimi anni sono emersi alcuni giovani animatori promossi al rango di regista sotto l'attenta sorveglianza dei due vegliardi. Si tratta di Hiromasa Yonebayashi debuttante con il bell'Arrietty e il figlio di Miyazaki, Goro, con all'attivo ben due lungometraggi. L'ultimo, La collina dei Papaveri, è stato proiettato per un solo giorno al cinema, ma dall'11 Dicembre è disponibile in DVD e Blu Ray grazie a Lucky Red.

Ghibli in Italia

I diritti cinematografici delle opere dello Studio Ghibli sono saldamente nelle mani di Lucky Red da diversi anni. Sotto la supervisione di Gualtiero Cannarsi, il distributore romano sta provvedendo a rilasciare l'intero catalogo, incluse le produzioni inedite. Trovate facilmente sugli scaffali Il mio vicino Totoro (DVD), Porco Rosso (DVD), La città Incantata (DVD, Blu Ray), Pompoko (DVD), Il castello nel cielo (DVD, Blu Ray), Il castello errante di Howl (DVD, Blu Ray), Arrietty (DVD, Blu Ray), I sospiri del mio cuore (DVD, Blu Ray) e Ponyo sulla scogliera (DVD, Blu Ray).
Come anticipato, dall'11 Dicembre è disponibile La Collina dei Papaveri (DVD, Blu Ray), mentre grazie a Dinyt da qualche settimana è disponibile il mediometraggio pre-Ghibli Panda Go! Panda (ne riparliamo a breve!). Inoltre è già stato annunciato che il 24 Aprile 2013 tornerà al cinema Kiki Consegne a domicilio.

2 personaggi in cerca d'autore

Nel 2010 lo Studio Ghibli avviò una profonda ristrutturazione che toccò l'intero sistema di produzione dei lungometraggi: un film all'anno per cinque anni. Si sarebbe dovuto cominciare con Arrietty di Hiromasa Yonebayashi, continuare con La collina dei Papaveri di Goro Miyazaki, proseguire con i due film di Miyazaki senior e Takahata più un quinto misterioso. Svariati studi di animazione sono abituati a programmare a lungo termine; lo fanno i colossi americani come la Dreamworks e la Pixar che spesso rilasciano più di una pellicola all'anno, ma lo fanno anche certi giapponesi che lavorano sia sulle serie televisive che sui lungometraggi. Lo studio de Il castello errante di Howl non ha mai fatto mistero di adottare un processo più "artigianale", tanto nelle risorse a disposizione (disegno a mano, CG centellinata) quanto nella definizione delle scadenze. Contando sull'immediata magia associata al nome dello studio, l'ufficio stampa e il marketing hanno sempre lavorato in maniera blanda intensificando i propri sforzi solo a ridosso dell'uscita cinematografica nipponica. Quasi nulli i tentativi per diffondere il nome in ambito internazionale, escludendo l'ovvio e rigoroso controllo degli adattamenti esteri (una delle clausole più restrittive riguarda gli extra nei DVD o Blu Ray: non uno di più di quelli presenti nel corrispettivo giapponese).

Inutile dire che date simili premesse, la programmazione quinquennale è andata a rotoli sin da subito. Il primo film, Arrietty, collezionò ritardi su ritardi costringendo lo stesso Miyazaki ad intervenire negli ultimi mesi di produzione per ultimare la pellicola e centrare la data di uscita prefissata. Miyazaki partecipò per giunta anche alla stesura della sceneggiatura, prendendo spunto da un romanzo (Gli Sgraffignoli di Mary Norton) da lui amato in gioventù: la piccola Arrietty e la sua famiglia appartengono ad una specie in via d'estinzione, umanoidi alti qualche pollice che vivono rubacchiando pochi granelli di zucchero o qualche foglia di té dalle mensole e dispense degli esseri umani.
La realizzazione artistica degna di nota, la stoffa dell'animatore di Yonebayashi si nota in ogni singolo frame d'animazione, ma il ritmo e la qualità dei dialoghi non è purtroppo all'altezza degli elevati standard dello Studio Ghibli.

L'anno successivo fu la volta del figlio di Miyazaki, Goro, il quale aveva debuttato alla regia con il discutibile I racconti di Terramare. Questa volta si cimenta in uno slice of life dal titolo La collina dei Papaveri, scritto a quattro mani con il padre anche se i due non hanno un rapporto idilliaco (gossip a quanto pare arcinoto in Giappone dal momento che il making of del film ha come sottotitolo La guerra dei 300 giorni tra padre e figlio).
Nell'anno che precede le Olimpiadi di Tokyo del 1964, in un liceo di Yokohama un gruppo di variopinti studenti guarda con apprensione ma anche entusiasmo al proprio futuro, immaginandolo migliore di quello militarista dei propri padri. La collina dei Papaveri rilancia lo stile di Goro, confermando la lontananza da quello onirico dell'opprimente genitore e prossimo piuttosto a quello dell'altro fondatore dello studio, Isao Takahata.
Anche in questo caso non sono mancati gli intoppi nelle fasi conclusive del progetto. Questa volta, però, a causa di fattori esogeni, dovuti al terribile terremoto e tsunami del 11 Marzo 2011. Le continue scosse prima e la forzata razionalizzazione dell'energia elettrica poi hanno messo in serio pericolo l'uscita del film; quando ormai il ritardo sembrava inevitabile, Miyazaki senior si è fatto carico di una impegnativa responsabilità affermando: "Il postino continua a consegnare le lettere e un conducente di autobus continua a guidare il proprio mezzo nel traffico. Per questo noi continuiamo a fare film!". L'intera forza lavoro è stata assegnata al progetto, mentre l'ufficio personale ha fatto gli straordinari per reclutare nuovi animatori da piazzare nell'area relax.
Alla fine La collina dei Papaveri è stato distribuito a inizio Agosto 2011, preceduto da una serie di proiezioni in anteprima nelle zone più colpite dal sisma.

L'ultimo film di Hayao Miyazaki...

Arrietty e La collina dei Papaveri sono due ottimi film d'animazione. Purtroppo hanno fallito nel compito principale che si erano prefissati: trovare nuovi sbocchi e volti nuovi per lo studio d'animazione. Yonebayashi è fin troppo succube del suo maestro Miyazaki, aggiungendo ben poco dal punto di vista registico e narrativo; Goro dal canto suo osa pochissimo e sullo schermo sembra di (ri)vedere le atmosfere adolescenziali di Only Yesterday o I sospiri del mio cuore.
Entrambi hanno la scusante della giovane età, nonchè di una notevole deferenza nei confronti dei veterani dello Studio Ghibli, eppure ci piacerebbe che nei loro successivi lavori fosse fortemente incentivata la ricerca di un'impronta più personale e sincera.
D'altro canto nel 2013 tanto Miyazaki quanto Takahata spareranno le loro ultime cartucce, per evidenti limiti anagrafici.
Il regista di Ponyo sulla scogliera ritornerà al suo antico amore: il volo. Già magnificato in Porco Rosso, la nuova pellicola basata sul suo manga E s'alza il vento (Kaze Tachinu) è pur sempre ambientata nel mondo dell'aviazione ma vanta un taglio decisamente più realistico.
Sarà una biografia di Jiro Horikoshi, aviatore nipponico durante la Seconda Guerra Mondiale e costruttore degli aerei da guerra Zero, gli stessi pilotati dai kamikaze. In questi video (1 2 3) lo vediamo visionare alcuni modellini di aerei radiocomandati tra cui l'RC 9-shi, riproduzione di un aereo disegnato da Jiro Horikoshi.
Al contrario del maiale italico, l'ingegnere nipponico sarà rappresentato come un eroe tragico, un uomo il cui nome sarà sempre associato al fallimento bellico: "Mi sono interrogato a lungo sul perché avesse fatto una cosa del genere" afferma Miyazaki.
Chissà quale stile avrà adottato il regista: il manga presenta i protagonisti come antropomorfi, ma li fa dialogare con coniglietti e maialini. Sarà così anche per il film, oppure si cercherà di cogliere la gravità della vicenda con un approccio più realistico?

,,,e l'ultimo di Isao Takahata?

Ultimo film anche per il regista di Una tomba per le lucciole (anche se universalmente è conosciuto per la serie animata di Heidi). Il ritorno di Takahata è ancora più atteso di quello di Miyazaki, poichè il suo ultimo lungometraggio (lo sperimentale I miei vicini Yamada) risale addirittura al 1999. La pellicola che il regista dovrebbe ultimare nel 2013 abbandona potentemente la riflessione sulla realtà, cifra stilistica di tutta la sua produzione, per narrare il racconto popolare del medioevo nipponico noto come Taketori Monogatari ovvero Storia di un tagliabambù. Una notte Okina trova una canna di bambù risplendente; tagliandola trova al suo interno una bambina, grande come un pollice. L'uomo porta la bambina a casa dalla moglie e i due la adottano dandole il nome di Kaguya ("notte splendente"). La mattina dopo e per tutti i giorni a venire, ogni volta che l'uomo taglierà un bambù vi troverà all'interno una piccola pepita d'oro. Il racconto quindi approda alla giovinezza di Kaguya: la fanciulla crebbe bellissima e fu contesa da tutti i principi del regno, persino l'Imperatore se ne innamorò. Ma ella respinse ogni pretesa, confessando di provenire dalla Luna e di dovervi presto ritornare. Non sveliamo il finale, ma anticipiamo che la conclusione di tale racconto ha a che fare con l'origine del Monte Fuji, la montagna più importante dell'intero Giappone
Il titolo della pellicola di Takahata sarà La storia della principessa Kaguya (Kaguya-hime no Monogatari), ma poco altro si conosce dato il carattere schivo del regista. Se non una dichiarazione d'intenti: "la Luna è molto importante [nel racconto] e ho intenzione di disegnarla splendidamente. Ma non credo che la storia della principessa Kaguya sia direttamente legata alla luna. Oltre ad essa, sono interessato a scoprire da dove proviene la natura umana".

La collina dei Papaveri Lo Studio Ghibli ha tenuto una breve conferenza stampa nella giornata di Giovedì, durante la quale sono stati ufficializzati i film di Miyazaki e Takahata. Entrambi usciranno lo stesso giorno nei cinema nipponici (probabilmente ad Agosto). Potete vedere i poster ufficiali direttamente nell'articolo e a una maggiore risoluzione al seguente link.

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