Speciale Screen Actors Guild Awards 2015

Ecco i premi dell'edizione 2015 dell'importante premio americano

speciale Screen Actors Guild Awards 2015
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Dopo i Golden Globe, considerati per tradizione i trofei cinematografici più prestigiosi e importanti d’America subito dopo gli Oscar, a Los Angeles sono stati assegnati anche gli Screen Actors Guild Award, ovvero i riconoscimenti da parte del sindacato degli attori americani, giunti nel 2015 alla loro 21° edizione. Si tratta di trofei molto significativi, almeno per due motivi: innanzitutto, perché esprimono le preferenze di un totale di oltre 160.000 attori tesserati, rivelandosi quindi sintomatici della popolarità di film e interpreti fra gli “addetti ai lavori”; in secondo luogo, perché costituiscono un indicatore non trascurabile in vista della corsa agli Oscar. E quest’anno i SAG Award si sono attenuti in sostanza ai pronostici della vigilia, a partire dall’attribuzione del premio per il miglior cast a uno dei film che contavano su un formidabile team di attori: Birdman, la commedia di ambientazione teatrale di Alejandro González Iñárritu, con Michael Keaton mattatore assoluto e comprimari quali i candidati all’Oscar Edward Norton ed Emma Stone insieme a Naomi Watts, Zach Galifianakis, Andrea Riseborough ed Amy Ryan (in tutto, Birdman ha raccolto nove nomination all’Oscar).

EDDIE REDMAYNE E JULIANNE MOORE MIGLIORI ATTORI DELL’ANNO

Proprio Birdman, tuttavia, ha mancato il premio per il suo protagonista Michael Keaton, dato come potenziale frontrunner nella categoria come miglior attore ma superato invece dal giovane inglese Eddie Redmayne, vincitore del SAG Award per la sua intensissima performance nella parte dello scienziato Stephen Hawking nel biopic La teoria del tutto di James Marsh (cinque nomination all’Oscar, tra cui miglior film, attore e attrice per Felicity Jones). Ma oltre a Redmayne, anche la star americana Julianne Moore prosegue la sua marcia verso la statuetta dell’Academy, aggiudicandosi un meritatissimo SAG Award come miglior attrice grazie alla sua commovente prova nella parte della dottoressa Alice Howland, una donna di mezza età alle prese con l’insorgere dell’Alzheimer, nel delicato Still Alice di Richard Glatzer e Wash Westmoreland (da poco anche nelle sale italiane), in assoluto una delle interpretazioni più belle nell’illustre carriera della Moore; e quest’anno, dopo altre quattro precedenti nomination andate a vuoto, l’Oscar è ipotecato al novantanove percento.

FRA I SUPPORTER PREVALGONO J.K. SIMMONS E PATRICIA ARQUETTE

Se i trofei ai due protagonisti erano piuttosto prevedibili (benché il duello fra Keaton e Redmayne fosse davvero apertissimo), ancora più ‘scontata’ era la competizione nelle categorie riservate al miglior attore supporter e alla miglior attrice supporter, dove da settimane tutte le varie associazioni incaricate di distribuire i premi per il 2014 (Golden Globe etc) si sono allineate sui medesimi due nomi, che ormai si ripetono di volta in volta. Come miglior attore supporter, a trionfare è stato il veterano J.K. Simmons per la sua elettrizzante performance nel ruolo del severissimo maestro di musica Terence Fletcher in Whiplash, dramma rivelazione diretto dal giovane Damien Chazelle (candidato in tutto a cinque Oscar, tra cui miglior film). Come miglior attrice supporter, invece, il SAG Award è stato attribuito a Patricia Arquette per la parte di Olivia Evans, moglie separata di Mason Evans Sr (Ethan Hawke) e madre di Mason Jr e Samantha nell’acclamatissimo Boyhood di Richard Linklater, frontrunner agli Oscar con un totale di sei nomination (e il suo principale avversario sarà proprio Birdman). Simmons e la Arquette hanno superato senza difficoltà la concorrenza, costituita in particolare da due attori del cast di Birdman, ovvero Edward Norton ed Emma Stone, considerati i loro principali rivali nella awards season. Lo Screen Actors Guild Achievement Award alla carriera è stato consegnato alla 82enne Debbie Reynolds, star della commedia brillante americana e protagonista dello storico musical Cantando sotto la pioggia, mentre il premio per i migliori stuntman è andato ad Unbroken, kolossal a sfondo bellico di Angelina Jolie, che la critica non sembra aver apprezzato particolarmente.