Resident Evil: The Final Chapter - ripercorriamo la saga con Milla Jovovich

Si conclude la saga diretta da Paul W. S. Anderson con Milla Jovovich protagonista. Un viaggio fra alti e bassi...

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Articolo a cura di
Carlo Lanna Carlo Lanna Giornalista Pubblicista, laureato in Giurisprudenza con un'insana passione per le serie tv ed il cinema.

Dal 2002 ad oggi sono 6 i film ispirati a Resident Evil, il franchise videoludico della Capcom. L'ultimo lungometraggio, l'attesissimo capitolo finale Resident Evil: The Final Chapter ora nelle sale italiane, vede dietro la mdp Paul W. S. Anderson, il regista che ha reso tale la saga nel corso degli anni, con Milla Jovovich ancora nel ruolo di Alice, l'ex dipendente dell'Umbrella Corporation ora alle prese con una mandria di zombie affamati di carne umana. Dal primo capitolo, il franchise di Resident Evil, sicuramente ha avuto i suoi momenti di gloria, a volte ha regalato sprazzi di vera antologia del terrore post-moderno, ed altre volte tutte le buone intenzioni si sono trasformate in un nulla di fatto. C'è da dire che fra i suoi alti e bassi, il franchise di Anderson, rimane comunque uno fra gli esperimenti più riusciti dell'ultima decade cinematografica, l'unica saga che è rimasta coerente con il suo incipit tanto diventare un vero guilty pleasure per gli amanti del genere. E sì, ha preso le distanze da quello che viene raccontato nel videogioco, ma da una parte forse è meglio così. Ed ora, in modo definitivo (?), Alice si accomiata dal pubblico. Lo fa con Resident Evil: The Final Chapter, che abbiamo recensito nei giorni scorsi. Alla luce di ciò che abbiamo osservato in questi anni, analizziamo in maniera diretta e concisa i film fino ad ora prodotti, ricostruendo l'iter di un'eroina "cazzuta".


Resident Evil: dove tutto ebbe inizio

Sanguinolento, claustrofobico ed a tratti anche psichedelico. E' un viaggio nel terrore più puro quello inscenato da Resident Evil, il primo film del fortunato franchise a tema zombie. Paul W. S. Anderson riesce a portare sul grande schermo una vicenda complessa, dove il cuore del racconto però è ancora celato nell'ombra, senza dimenticare l'adrenalina e l'azione più scatenata. Tutto si svolge nelle viscere di Raccoon City, nell'Alveare, la base dell'Umbrella Corporation, una multinazionale che gioca a fare Dio. Sua è la creazione del Virus T, un composto che uccide le sue vittime e le trasforma in un zombie famelici. Alice suo malgrado si trova immischiata in questa corsa contro il tempo; fuggire dall'Alveare, recuperare i ricordi perduti ed impedire che il virus contamini la città è il suo obbiettivo finale, ma l'impresa non è affatto facile. Il primo capitolo è molto introduttivo alla vicenda in se, non è esente da difetti (stiamo pur sempre parlando di un giocattolone commerciale), ma ha comunque la caparbietà di portare tutto il fascino dei videogames sul grande schermo.

Resident Evil 2: divampa l'apocalisse

Quello che arriva al cinema solo nel 2004, rimane il miglior capitolo di tutto il franchise. Intenso, cupo ed emozionante, tanto da far scendere un brivido lungo la schiena: è il sequel perfetto. Non solo Resident Evil: Apocalypse (questo il titolo del film) ha una potenza visiva mai vista, ma ha la capacità di approfondire i personaggi e di delineare una trama dai mille risvolti (cosa che non era successa con il primo capitolo). L'epidemia dilaga in quel di Raccoon City, ed a quanto pare gli sforzi di Alice non sono bastati. E mentre la città è nel caos più totale, l'indomita protagonista con a seguito una squadra molto variegata di avventurieri, si perde fra i vicoli bui alla ricerca di una cura, di un estremo sacrifico che possa impedire un'apocalisse di proporzioni bibliche. Il finale del film rimane uno di più riusciti, un cliffhanger mozzafiato.

Resident Evil 3: Alice Vs Umbrella Corporation

Nel 2007 arriva nelle sale Resident Evil: Extintion, il capitolo numero 3 della saga ed il primo che non è diretto da Paul W. S. Anderson, anche se il suo nome figura fra i produttori. Benchè inferiore al precedente, il nuovo tassello del puzzle, rappresenta la fine un lungo percorso narrativo per il franchise videoludico. Non solo si inasprisce il confronto fra Alice e l'Umbrella Corporation (la donna è in cerca di vendetta dopo che è stata mutata geneticamente dai capi della multinazionale), ma si comincia ad intravedere una certa ripetitività negli schemi del plot, ma nonostante tutto il terzo capitolo rimane degno di nota, tant'è che lo abbiamo inserito nella Top 3 della saga. In una terra desolata dove il virus ha contaminato quasi tutta la popolazione mondiale, i ribelli si stanno riorganizzando per sferrare il colpo finale all'Umbrella (che intanto si è riorganizzata in una base super segreta) ma, a quanto sembra, è proprio Alice l'ago della bilancia per la lotta alla sopravvivenza. Indimenticabile anche qui il colpo di scena finale.

Resident Evil 4: il 3D e l'inizio del declino

Nel 2010 Paul W. S. Anderson torna a dirigere il quarto capitolo del franchise, ma la magia è finita. Con l'arrivo del 3D, Resident Evil: Afterlife, non riesce in nessun modo ad aggiungere novità ad una saga che ha già esaurito le sue idee migliori; tutto il lungometraggio sembra essere costruito in funzione della tecnologia 3D che, oltretutto, non regala l'effetto sperato. È un continuo susseguirsi di sparatorie e corse mozzafiato senza che la narrazione possa coinvolgere, fino in fondo, il cuore del pubblico. Raggiungere l'Arcadia, la terra promessa che ancora non è stata contaminata dal Virus, sembra essere l'unica soluzione plausibile per Alice ed i suoi compagni di viaggio (dove spunta anche Wentworth Miller), solo che questa corsa contro il tempo si rivela una trappola della stessa Umbrella Corporation. Il declino è iniziato e se la qualità cala a picco, anche gli incassi cominciano a scarseggiare.

Resident Evil 5: un capitolo in-necessario

Ancora più esile del precedente, il film distribuito nel 2012 con il titolo di Resident Evil: Retruibution, vede alla regia ed alla produzione di nuovo Paul Anderson. Ma questo non vuol dire che il franchise ritrova la verve di un tempo. Anzi il capitolo numero 5, non riesce ad aggiungere nulla di nuovo ad una saga che sta raschiando il fondo. La tecnologia 3D è superiore ad ‘Afterlife', ma la trama è ripetitiva e senza il benché minimo appeal. In un dedalo senza fine per cercare di fuggire da una prigione ologrammatica creata dalla stessa Umbrella, Alice ritrova una sua vecchia conoscenza ora fedele alla multinazionale. Tutto il film è costruito su un canovaccio che si ripete per tutti i 92 minuti della pellicola, fino al drammatico finale, che apre una nuova prospettiva su quello che sarà poi l'ultimo capitolo, ovvero Resident Evil: The Final Chapter.

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