Resident Evil: Afterlife, Dalida, Burning Dead: film in tv

Cosa propone la serata di oggi, mercoledì 15 febbraio? Resident Evil: Afterlife e le prime visioni tv Dalida e Burning Dead.

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Ancora prime visioni, seppur meno di peso rispetto ai giorni precedenti, caratterizzano la serata di oggi, mercoledì 15 febbraio. Su RAI1 alle 21.25 è il turno di Dalida, biopic sull'amata cantante e attrice franco italiana che si è tolta la vita il 3 maggio 1987; dieci minuti prima su CIELO tutti gli amanti degli z-movie non possono invece mancare l'appuntamento con Burning Dead, perla trash horror vedente per protagonista l'ormai iconico volto di Danny "Machete" Trejo. Stesso genere e stesso orario d'inizio (su TV8) per Resident Evil: Afterlife, quarto episodio della saga tratta dai videogiochi Capcom e ideale ripassino per l'uscita in sala, il giorno seguente, dell'ultimo capitolo Resident Evil: The Final Chapter.

Dalida

Iolanda Cristina Gigliotti divenne famosa e conosciuta in tutto il mondo, ma in particolare in Italia, col nome di Dalida. Una vita bella e tormentata, dal successo prima sulle passerelle e poi sul palco fino agli amori della sua vita, prima il brevissimo matrimonio con il produttore discografico Lucien Marisse e poi il legame passionale e affettivo con Luigi Tenco, conclusosi tragicamente per il suicidio del collega. Una personalità fragile che finì suo malgrado in pasto ai rotocalchi è quella raccontataci dal film biografico della regista francese Lisa Azuelos e non poteva che essere uno sguardo a femminile a mettere in scena con così raffinata sensibilità la storia di una diva fuori dai canoni, autrice di canzoni destinate a rimanere per sempre nella memoria di chi c'era. Una buona ricostruzione del periodo storico, la voce della vera Dalida nei passaggi canori, e una protagonista mimetica come Sveva Alviti, capace di calarsi anima e corpo nel personaggio, rendono questo biopic una visione sorprendentemente più interessante del previsto.

Burning Dead

Il dottor Stevens e una sua collaboratrice si trovano nei pressi di un un vulcano, nel nord della California, prossimo all'eruzione. Quando viene lanciato l'ordine d'evacuazione per i residenti delle vicine località Mindy è in visita insieme alla figlia e al di lei ragazzo presso l'anziano genitore mentre lo sceriffo locale sta prestando aiuto alla popolazione in difficoltà. Nessuno sa però che l'imminente evento darà vita ad una vera e propria orda di morti viventi a caccia di carne umana. Non è una produzione Asylum, ma la qualità è la stessa: Burning Dead si auto-ridicolizza consciamente fin da una sceneggiatura ben oltre i limiti del plausibile, pur contestualizzata al genere, ibridando zombie e disaster-movie in un pasticcio senza capo né coda pensato per i "puristi" del folto universo di serie z. Basti pensare alla figura dello sceriffo indiano interpretato dalla star Danny Trejo, unico volto familiare in un cast di emeriti sconosciuti. Il misero budget è ben evidente negli effetti speciali improponibili e in un make-up aberrante, ennesimi "punti di forza" di un'operazione che eleva il trash a nuovi standard.

Resident Evil: Afterlife

In seguito agli eventi del precedente film Alice si dirige in Giappone per mettersi sulle tracce di Albert Wesker e di altri dirigenti della Umbrella Corporation, con l'obiettivo di raggiungere prima o poi la mitica Arcadia. Ma non tutto andrà come previsto... A otto anni dal capostipite Paul W.S. Anderson torna dietro la macchina da presa per dirigere l'ora moglie Milla Jovovich in Resident Evil: Afterlife, quarto capitolo della saga zombiesca. Il regista, sceneggiatore anche dei capitoli non da lui diretti, continua in contorsioni narrative e colpi di scena che snaturano parzialmente la plausibilità (ovviamente contestualizzata al genere) della vicenda, puntando tutto su un'azione discretamente coreografata (con tanto di rimandi a Matrix(1999)) che sorregge l'anima da puro intrattenimento dell'operazione. Interessante per gli appassionati della fonte originaria l'entrata in scena su grande schermo di alcuni personaggi chiave quali Chris, Jill e Claire, ma la qualità complessiva rimane comunque su livelli appena sufficienti.

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