Speciale [Rec]: La saga

Tutta la saga dell'horror iberico in uno speciale tematico

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Per il genere horror, riuscire a trovare sempre nuovi spunti di interesse e idee per terrorizzare il proprio pubblico è sempre più difficile. Anche perché, spesso, un'idea riuscita viene subito copiata fino all'inverosimile dalla 'concorrenza' fino a svuotarla di ogni significato od originalità. È il caso, ad esempio, del found footage, che dai tempi The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair ha visto infiniti epigoni sul grande e piccolo schermo, di qualità spesso altalenante. A volte, tuttavia, sbuca fuori qualche proposta degna d'interesse e assolutamente inaspettata. Come l'iberico [•REC], realizzato nel 2007 da Jaume Balaguerò (che abbiamo recentemente visto anche nei cinema nostrani con il ben realizzato Bed Time) e Paco Plaza, entrambi specializzati in “cinema della paura”. Il loro progetto ha dato vita ad un vero e proprio franchise, sviluppato su tre episodi (con un quarto in arrivo) e addirittura un remake hollywoodiano. Con questo speciale vogliamo ripercorrere la storia della saga, visto il recente arrivo nei nostri cinema del terzo episodio.

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Come sfruttare in modo originale e realistico la tecnica del found footage, che di lì a poco sarebbe stata a dir poco abusata grazie anche a pellicole quali Paranormal Activity e Cloverfield? Semplice: rendendo il tutto, come si suol dire, “più vero del vero”. Ángela Vidal, reporter per il programma tv Mentre tu dormi (in spagnolo Mientras duermes, che curiosamente sarà anche il titolo originale del successivo film di Balaguerò conosciuto col titolo internazionale di Bed Time) è intenta a realizzare un servizio sulla vita e l'opera dei pompieri spagnoli, seguendo tra l'altro, insieme al fido cameraman Pablo, un gruppo di essi in uno stabile i cui coinquilini hanno effettuato una chiamata d'emergenza. Quella che sembrava una normale operazione di routine si trasformerà presto in un incubo quando, a poco a poco, i presenti nel palazzo cominceranno come ad impazzire, aggredendo e infettando a loro volta altre vittime con quello che sembra una sorta di virus di derivazione zombesca. La verità, tuttavia, è lontana dal palesarsi, mentre Ángela e i suoi compagni di sventura disperano per la propria vita, essendo bloccati all'interno della palazzina dalle autorità, che hanno dichiarato lo stato di quarantena per il circondario.
L'uso della camera a mano, realizzato in maniera realistica e per niente artificioso, è la nota distintiva del film, che riesce a esprimere vera angoscia anche grazie ad alcune particolari idee: innanzitutto quella di scegliere volti sconosciuti per il film tranne quello di Ángela, appartenente alla “vera” presentatrice tv Manuela Velasco. Inoltre, il film è stato girato in ordine sequenziale e in location reali, non rivelando mai agli attori cosa sarebbe successo successivamente e affidandosi, dunque, alle loro espressioni reali di fronte alle situazioni proposte, mano a mano, dai due registi. Questo continuo senso di spaesamento contribuisce fortemente all'immedesimazione dello spettatore e ha garantito alla pellicola un notevole successo, contribuendo a portare in auge la Spagna tra i maggiori (e migliori) produttori di horror del cinema mondiale e alla costituzione del franchise, che ha portato ad un remake shot-to-shot (con minime differenze) ambientato a Los Angeles, Quarantena.

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Con il secondo capitolo abbiamo in contemporanea il proseguimento della vicenda ma anche un cambio stilistico nella serie. Se la trama è direttamente conseguente a quella del primo film (lo scarto è di appena un quarto d'ora dalla fine di [•REC]) l'approccio alla narrazione cambia introducendo vari punti di vista: quello dei GEO (Grupo Especial de Operaciones) dell'esercito e delle loro camere montate sui caschi d'ordinanza; quello di un gruppo di ragazzi in cerca di bravate, introdottisi furtivamente nello stabile; quello del misterioso Ministro della Salute, impegnato in una missione top-secret al seguito dei militari; quello di un coraggioso pompiere dedito ad accompagnare un apprensivo genitore alla ricerca della figlia; quello della rediviva Ángela, protagonista del primo episodio. Un approccio fresco alla vicenda, che tuttavia tradisce in qualche modo lo spirito originario: che sia un bene o un male è dato da decidere al singolo spettatore e alle sue velleità, in quanto ognuna delle due soluzioni presenta punti di forza e debolezza. Ad ogni modo, [•REC] 2 riesce a tenere incollati gli spettatori alla poltrona grazie a numerose rivelazioni e colpi di scena riguardanti l'origine del contagio, introducendo, però, nuovi elementi destinati ad aver risposta solo in futuro.

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La saga di [•REC] ha, comunque, la particolarità di rinnovarsi ad ogni capitolo, e così arriviamo al terzo, diretto dal solo Plaza (Balaguerò al tempo delle riprese era intento in altri progetti, tra cui Bed Time: si rifarà col quarto capitolo, tutto per lui) e che perde quasi completamente la caratteristica ripresa in prima persona da found footage. La vicenda, difatti, assume i contorni del classico horror zombesco, con i morti viventi intenti a cibarsi di carne umana e contagiare gli umani non ancora infetti. Oltretutto, la storia non continua quella dei primi due film (visivamente citati, ad ogni modo, dall'inserto di un telegiornale) ma prosegue parallelamente e lontana da essi, nel contesto di un matrimonio “qualunque”, quello di Clara e Koldo (interpretati rispettivamente da Leticia Dolera e Diego Martin), durante il quale si scatenerà un violento outbreak nel momento in cui l'infezione mostrerà i primi sintomi nel corpo di uno degli invitati... provocando una reazione a catena forse impossibile da fermare. O forse no? Nuovi indizi vengono forniti, mettendo al contempo nuova carne al fuoco della brace di Plaza, anche se la scelta di passare definitivamente dalle atmosfere angosciose e personali del primo (e in parte del secondo) capitolo ad un proto-slasher ha lasciato interdetti coloro che avrebbero preferito un approccio più rigoroso alle fondamenta della saga.

Rec 3 La genesi Il futuro della serie si prospetta roseo: con il quantomai prossimo [•REC] 4 Balaguerò dovrebbe (il condizionale, in questi casi, è d'obbligo) concludere la storyline principale, ma ciò non vuol dire che la serie non sia sempre aperta a spin-off di varia natura; mentre Screen Gems, nel 2010, in seguito al grande successo di Quarantine, annunciò un probabile seguito dal titolo Quarantine 2, ambientato in un aeroporto (e deviando dunque considerevolmente dalla direzione intrapresa dall'originale spagnolo). Difatti, nel 2011, ecco arrivare Quarantena 2 - Terminal, direttamente per il mercato dell'home Video. E chissà che la serie non prosegua ulteriormente, oltreoceano...

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