Speciale Questo pazzo pazzo pazzo pubblico

Ride bene, chi ride ultimo...

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Troppo presto per cantare vittoria? Forse sì, ma chisseneimporta.
In una nostra recente intervista con Carolina Crescentini, alla domanda "Quale pensi che sia la situazione odierna della commedia italiana?", la bionda attrice di Notte prima degli esami-Oggi e la serie Boris - tra gli altri - ha risposto: "E' un genere che sta cambiando. Sono i gusti del pubblico, in particolar modo, ad essere cambiati. Lo scettro del potere, ormai, ce l'hanno gli spettatori."
Allo stesso modo, anche Loretta Goggi, in occasione dell'incontro stampa dell'ultimo film di Fausto Brizzi, Pazze di me, nel quale è protagonista insieme a Francesco Mandelli, ha dichiarato: "Sono convinta che la commedia andrà dove andremo noi. Seguirà il nostro corso."
Dunque, alla luce dei recenti risultati, pare proprio che, sia la Crescentini che la Goggi - purtroppo per quest'ultima - ci abbiano azzeccato in pieno.
E' vero che la commedia, un genere che troneggia nel cinema tricolore da più di trent'anni a questa parte, è cambiata. Ed è altrettanto vero che, a cambiare, sono stati anche i gusti del pubblico, al quale, il genere, sembra non piacere più così tanto come un tempo.

La conferma di ciò - che è anche il principale motivo che ci spinge a scrivere queste righe - è (finalmente) arrivata con l'inatteso, clamoroso e ancora fresco flop dello stesso Pazze di me, pellicola che tutti preannunciavano come l'ennesimo, strepitoso successo al botteghino della filmografia di Brizzi - uno che viaggia a una media incasso di 10 milioni di euro per ogni suo film - ma rivelatasi, appunto, un fallimento di proporzioni cosmiche. In poco più di due settimane di programmazione, il film, con ben 600 sale a disposizione (non si capisce perchè alcuni dicano 450, che sono comunque tante!) si è intascato la misera, compassionevole cifra di 1 milione e mezzo, finendo la corsa con circa 1 milione e 900mila euro di incasso.
Risultato, questo, che ha lasciato molti indubbiamente basiti ed esterrefatti, a cominciare dagli stessi realizzatori, che tanto hanno creduto su una storia (potenzialmente) originale, su un protagonista (potenzialmente) simpatico, su un ex starlette della tv generalista nonché cantante da hit-parade (potenzialmente) ancora in grado di stupire e su un cast di comprimarie (potenzialmente) interessante, riscuotendo però un esito negativo su tutti i fronti.
Stupisce, dunque, il flop di Pazze di me, ma fino a un certo punto: tirando le somme, ci troviamo infatti di fronte a un'operazione che, sin dal principio, aveva davvero molti handicap a suo sfavore, passati probabilmente - e incautamente - inosservati dai più. Da una qualità generale del prodotto certamente non eccelsa (complice soprattutto una sceneggiatura sbrigativa e infarcita di gag banali e prevedibili) a un cast disomogeneo e penalizzato dalla come sempre insopportabile Chiara Francini, fino alla scelta (del tutto incomprensibile) da parte di 01 di distribuire il film in concomitanza con l'uscita di kolossal come Lincoln di Steven Spielberg, Flight di Robert Zemeckis e soprattutto Django Unchained di Quentin Tarantino.
Forse un eccesso di (ingiustificata) megalomania da parte dei produttori? Ebbene, forse Brizzi non è quel regista 'geniale' che tutti credevano, forse i fan di Mandelli e dei Soliti Idioti non sono poi così tanti come si pensava, o forse è davvero il pubblico ad essersi stufato di prodotti frivoli e scontati come Pazze di me.

Ma quello di Brizzi è solo l'ultimo degli insuccessi registrati dalle commedie nostrane in tempi recenti; ricordiamo infatti che, solo l'anno scorso, il cinepanettone Vacanze di Natale a Cortina, pur apprezzato (si fa per dire...) da alcuni critici, ha raccolto 'solo' 11 milioni di euro, che, se confrontati alle cifre astronomiche dei cinepanettoni dell'epoca d'oro della coppia Boldi-De Sica, hanno fatto suonare tutti i campanelli d'allarme possibile nelle case di produzione.
Vuoi per la crisi, vuoi per altri fattori ad essa strettamente legati, il consumatore si è forse accorto che spendere soldi per assistere a spettacoli di così basso valore artistico e morale era forse una cosa che si poteva benissimo evitare già da diverso tempo.
Sono finiti i tempi delle 'vacche grasse', in cui un Natale sul Nilo (cinepanettone anno 2002) incassava quasi 30 milioni di euro e un Che bella giornata (seconda incursione cinematografica del 'furbissimo' Checco Zalone) ne raccoglieva addirittura 41 (eh già, per chi ancora non ci crede...). Oggi, ci si stupisce perchè i Vanzina, con l'ultimo Mai Stati Uniti, riescono a malapena a strappare 5 milioni, fanno scalpore i 10 del primo film dei Soliti Idioti (per il secondo, Valsecchi ne voleva addirittura 20, ma gli italiani ne hanno sborsati soltanto 8...). 8 proprio come i milioni che ha incassato (fino ad ora) Tornatore con il suo La migliore offerta, che non è una commedia ma è pur sempre un film italiano, nonostante il cast internazionale. Prova del fatto che, in Italia, non è tanto il cinema in sé a non funzionare quanto un genere, appunto la commedia, che non riesce (più) a farlo.
A riprova di questo fatto, ovvero che, da parte del pubblico tricolore inizino a palesarsi i primi accenni di interesse verso un cinema che non sia solo comicità triviale e intrattenimento scatologico fine solo a se stesso, c'è una bellissima fotografia di un giovane pubblico esaltato e scalpitante che, al termine di una normalissima proiezione mattutina di Django Unchained (cui il sottoscritto, 'colpevole' di aver disertato l'anteprima per la stampa, ha assistito per puro caso...) dedica un lungo e sentito applauso a un film oggettivamente straordinario e a un regista che, anche in Italia, ha finalmente trovato la considerazione che merita. Per la cronaca, è d'obbligo sottolineare che questa 'fotografia', il sottoscritto la conserva solo nella propria memoria e non ne ha una prova materiale, ma fidatevi sulla parola!!

Forse ce l'abbiamo fatta. Si, noi che amiamo il Cinema nella sua forma più pura, che conosciamo Pulp Fiction a memoria, che siamo cresciuti con i mostri sacri e che non abbiamo mai smesso di credere che, un giorno o l'altro, i gusti degli italiani in fatto di film sarebbero cambiati, forse, questa volta, possiamo finalmente uscirne da vincitori.
Sapere che il nostro pubblico va al cinema per vedere Il Cinema e non qualcosa che tenta di somigliargli, è una soddisfazione immensa e straordinaria.
Quanto durerà, non ci è dato saperlo, ma, almeno per ora, lasciateci godere il nostro momento!

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