Speciale Quando Hollywood adatta i videogames

Non solo fumetti. Nel corso degli anni, Hollywood ha tentato di saccheggiare anche l'universo dei videogiochi. Ma, a differenza

speciale Quando Hollywood adatta i videogames
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Fabio Mucci Fabio Mucci è un superappassionato di fumetti (di ogni tipo, ma prevalentemente Marvel) e, di conseguenza, di cinefumetti. Ciò nonostante non disdegna il cinema d'autore. È un patito di GTA e sebbene non sia interessato al calcio, passa le ore a giocare a Fifa. Gestisce una pagina sui cinefumetti su Facebook: visitatela!

Forse è la mancanza di idee. Forse è perché "i film sono stati fatti tutti, le storie sono state raccontate tutte, e non c'è più nulla da realizzare". Forse è perché trovare un soggetto vincente, oggi come oggi, è difficile. E forse è per questo che Hollywood sta saccheggiando il mondo dei fumetti e dei videogiochi alla ricerca di quel franchise che possa portare a casa tanti soldi come, negli anni '80 e '90, facevano i film originali. Guardiamo in faccia alla realtà: oggi è più probabile che siano Spider-Man e Batman (due fumetti) a divenire un franchise piuttosto che un film creato ad hoc per il cinema. E forse, come dicevamo all'inizio, è per questo che Hollywood sta prendendo questi due media differenti e li tramuta in film. Ma, mentre con i cinefumetti, tra alti e bassi, Hollywood è riuscita nel suo intento di trasformarli in franchise di successo, con i cinegames non ci è (quasi mai) riuscita. Qual è il problema? Poco interesse, da parte del pubblico, nei videogiochi? Oppure Hollywood non è capace di adattare un videogame portando quasi sempre al flop? 

I flop

Il primo tentativo di Hollywood di adattare un videogame al cinema (e, possibilmente, realizzarne un franchise) risale al 1993 ed è chiamato Super Mario Bros.. Basato sull'omonimo videogame della Nintendo, il film di Rocky Morton e Annabel Jankel vedeva il personaggio protagonista interpretato da Bob Hoskins e suo fratello Luigi da John Leguizamo. Costato 48 milioni di dollari all'epoca, il film fu un flop portando a casa solo 20 milioni di dollari e non riuscendo a recuperare i costi di produzione. Nel corso del tempo è riuscito, comunque, a divenire un piccolo cult anche se, inspiegabilmente, in Italia è arrivato con numerosi tagli al finale.Il flop di Super Mario Bros. (comunque un brand conosciuto anche da chi di videogames non conosce nulla), non sembra però aver fermato Hollywood che nel 1994 propone l'adattamento di Double Dragon. Costò 16 milioni di dollari, ne incassò a malapena 2, divenendo uno dei flop più giganteschi della storia dei film tratti dai videogiochi. Nel 1999, Hollywood adatta Wing Commander, diretto dal creatore del videogame originale. 30 milioni il budget dichiarato, 11 quelli incassati. Di tutt'altra fattura, ma probabilmente poco commerciale, è Final Fantasy. Un film di fantascienza animato che fu stra-pubblicizzato ma incassò solo 85 milioni di dollari a fronte di un budget di 137 milioni. Fu un flop incredibile. 2005. Sebbene ci siano Karl Urban e The Rock nel cast, Doom diventa un flop per "poco". Costato 60 milioni, il film si ferma a 55 milioni d'incasso: è una delusione. E' del 2006, invece, DOA: Dead or Alive. Il film fu criticato in modo pesante e non attirò il pubblico: 7 milioni l'incasso finale con un budget di 21 milioni. Street Fighter: la leggenda è del 2009 e il suo flop (12 milioni d'incasso per un budget stimato di 50) ha chiuso le porte al mondo di Street Fighter al cinema. L'ultimo tentativo di portare un videogame di successo al cinema risale al 2010 quando Dwight Little adatta Tekken per il grande schermo. Fu un flop di proporzioni catastrofiche: $967,369 l'incasso finale (budget: $30,000,000). 

Uwe Boll

Se parliamo di adattamenti cinematografici di videogames, un capitolo a parte spetta di tutto rispetto a Uwe Boll. Cineasta disprezzato dalla quasi totalità del mondo, Boll è conosciuto non solo per dirigere film di dubbia bellezza ma, soprattutto, per essere il regista con più film tratti da videogames all'attivo. E tra i peggiori.E' del 2003 il suo primo tentativo (non riuscito) di portare al cinema un videogame: House of the Dead. 12 milioni di budget, non è un vero e proprio flop incassandone 13. Questo piccolo semi-successo porta Boll a trasporre su grande schermo anche Alone in The Dark. Nel cast ci sono Christian Slater e Tara Reid, ma questo non aiuta il box office: 10 milioni incassati a fine corsa con un budget di 20 milioni. Riuscirà comunque ad incassare qualcosa di più in home video, giustificando un sequel direct-to-video.Il successivo film, Bloodrayne, vanta nel cast Ben Kingsley, Michael Madsen, Billy Zane e Kristanna Loken ma è pur sempre un flop: 3 milioni incassati con 25 milioni di budget. Stesso discorso (persino peggiore) per In The Name Of King. Vagamente ispirato in Dungeon Siege, il film con Jason Statham incassa solo 13 milioni di dollari. Il budget è di 60 milioni: è un flop di proporzioni catastrofiche. Boll, però, non si dà per sconfitto e ci riprova nel 2008 adattando Far Cry. Il flop è ancora peggiore di In the Name of King: anche se il budget è dimezzato (30 milioni), il film porta a casa solo $753,264 (e non solo in madrepatria ma in tutto il mondo!!!). L'ultimo titolo è Postal. Costato 15 milioni, il film porta a casa $146,741. La performance disastrosa chiude definitivamente (a quanto pare) l'avventura nei film tratti da videogames del regista. Per fortuna.

(Gli unici) Successi

Ma non tutti gli adattamenti tratti da videogames sono stati dei flop. Una manciata di pellicole ha avuto la fortuna, infatti, di essere dei successi o di aver incassato discretamente. Il primo successo risale al 1994 ed è titolato Street Fighter. Nel cast colossi come Jean-Claude Van Damme e il compianto Raul Julia: 35 milioni di budget e 99 milioni l'incasso finale. Altro successo, del 1995, è Mortal Kombat che vede nel cast Christopher Lambert: 18 milioni di budget per un'incasso di 122 milioni. Questo giustifica un sequel, Mortal Kombat: Annihilation, del 1997, che costa 30 milioni e ne incassa 51. Prima di rivere un successo bisogna aspettare il 2001 quando i cinema vengono invasi da Lara Croft: Tomb Raider con Angelina Jolie a dare le fattezze alla famosa eroina dei videogames. Il film costa 115 milioni ma ne incassa 274, portando ad un sequel, Tomb Raider: La Culla della vita, del 2003, che costa 95 milioni e ne incassa 156. Nel 2006 esce Silent Hill. Diretto da Christophe Gans, il film non riesce a guadagnare come dovrebbe ma si accontenta di un risultato discreto: 97 milioni incassati a fronte di un budget di 50 milioni. Hitman è, invece, del 2007 e vede tra gli interpreti Timothy Olyphant e Olga Kurylenko. La pellicola di Xavier Gens ha una produzione e post-produzione travagliata ma 99 milioni incassati con solo 24 di budget lo fanno diventare un buon successo. L'anno successivo tocca a Max Payne ottenere una riduzione cinematografica. Nel cast ci sono Mark Wahlberg e Mila Kunis: 85 milioni l'incasso finale, il budget è di 35 milioni. Ultimo ma non ultimo, Prince of Persia - Le sabbie del tempo. Il film targato Disney incassa 335 milioni a fronte di un budget che oscilla tra i 150 e i 200 milioni: è un successo mondiale.

Resident Evil

Nonostante alcuni successi ci siano stati, non è mai partito -tranne che in un singolo caso- un vero e proprio franchise da un videogame. portando al massimo alla produzione di un solo sequel. L'unico titolo ad aver incassato molto e ad aver sfornato un franchise è Resident Evil. Il relativo talento di Paul W. S. Anderson nel tradurre in live action il noto videogame horror della Capcom si è rivelato a suo modo vincente e, unito al fascino di Milla Jovovich, ha portato ad un successo commerciale dietro l'altro, al di là di ogni polemica sull'attinenza o meno delle pellicole coi titoli originali per console. Resident Evil del 2002 costò 33 milioni ma ne incassò 102 giustificando un sequel, del 2004 (Resident Evil: Apocalypse), costato 45 milioni ma portando a casa 129 milioni di dollari. Resident Evil: Extinction del 2007, costato anche questo 45 milioni, fa oscillare ancora di più l'incasso: 147 i milioni incassati.Del 2010 il quarto sequel, in 3D: Resident Evil: Afterlife. L'operazione costa 60 milioni di dollari ma ne incassa 296. Il franchise funziona. Ed è appena uscito nelle sale il quinto capitolo, Resident Evil: Retribution, anche questo in 3D, costato 65 milioni. Ad ora ne ha incassati 175. Un successo enorme che porterà alla produzione di un sesto capitolo, quasi sicuramente l'ultimo. Resident Evil si conferma, cosi, l'unico videogame ad aver avuto successo ad Hollywood fino ad oggi.

Il futuro

Anche se i successi sono stati rivelati, l'ottima performance della saga di Resident Evil non ha fatto perdere le speranze ai produttori di Hollywood. Uscirà a fine mese Silent Hill: Revelation in 3D ma sono stati annunciati anche film su Metal Gear Solid, Assassin's Creed, Devil May Cry, Deus Ex: Human Revolution, Uncharted: Drake's Fortune, Halo e in più un sequel di Hitman, un reboot di Tomb Raider e un nuovo Mortal Kombat. Se questi avranno fortuna o finiranno per essere dei flop, solo il tempo ce lo dirà.

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