Speciale Partendo per un'avventura - La post-produzione

Cosa succede nella fase di post-produzione di una saga epica?

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Ci sono progetti talmente epici che anche semplicemente stare dietro a tutto ciò che li riguarda si trasforma in una quest senza fine. Un esempio? Prendete Lo Hobbit: ogni giorno ci sono così tante notizie, così tanti aggiornamenti in giro per il mondo, così tanti pensieri, spoiler, argomentazioni, che ci si potrebbe scrivere un compendio infinito, incapace di vedere stampato su se stesso la parola fine. È l'idea intrinseca di avventura epica, la sua natura inconfutabile, a trasformare tutto ciò che riguarda la saga di Peter Jackson in un viaggio che intrattiene gli spettatori per un tempo molto più lungo di quello della sola proiezione cinematografica. L'unico modo per sopravvivere indenni (o quasi) a tutto ciò è fissando dei punti, chiudendo dei capitoli qua e là. Ecco il punto della situazione di oggi: Lo Hobbit: un Viaggio Inaspettato è finalmente completo. Chiuso, finito, post-prodotto, pronto per essere portato all'anteprima mondiale di Wellington del 28 novembre, dove l'Embassy Theatre è già allestito per l'evento più atteso di tutta la Terra di Mezzo.

Videoblog #9

Dovremmo essere già pronti, preparati a tutto, rassicurati dalle informazioni che lo stesso Peter Jackson ci ha fornito direttamente dal set durante questi lunghissimi mesi. Ma la verità è che quando si aspetta un film come Lo Hobbit non si è mai davvero pronti: ogni cosa ci elettrizza, emoziona e, a volte, preoccupa. Come sentire il regista, comodamente seduto nella sua sala cinematografica a sorseggiare thè, dire che, a poche settimane dalla distribuzione mondiale, il film è ancora in piena fase di post-produzione.
A questo processo è infatti dedicato il nono videoblog (se non lo avete ancora visto, lo trovate sulla pagina facebook ufficiale del film) dal set del film (appuntamento imperdibile per tutti i fan della saga tolkeniana), l'ultimo prima del grande evento, quello che, invece di rassicurarci sulla fluidità dei lavori ci conferma che, ancora una volta, Jackson è in ritardo ma che il lavoro svolto in Nuova Zelanda è tra i più puntigliosi mai visti. Al di là degli scherzi messi in scena per mandare in ansia i fan, il videoblog mostra una fase della lavorazione cinematografica di un film che spesso rimane nell'ombra. Perché è vero che tutti conoscono l'importanza della post-produzione ma pochi sanno in cosa questa consista sul serio, soprattutto quando si tratta di un film epico come Lo Hobbit. È bellissimo quindi vedere con i propri occhi l'enorme mole di personale a lavoro sui effetti sonori e rumoristici, concept design e la modellazione lampo di elementi in CG e come l'amore per quello che stanno facendo surclassi la stanchezza o l'impossibilità, a volte, di tornare a casa.
Tra le cose più affascinanti mostrate c'è sicuramente il processo di colorazione del film. All'interno del Digital Intermediate Theatre, Andrew Lesnie (direttore della fotografia) e i suoi collaboratori giocano con quello che definiscono il photoshop delle luci per i film, definendo quello che poi sarà lo stile generale di tutto il progetto e le particolari atmosfere di ogni scena. In questo modo anche i personaggi creati completamente in digitale, come gli orchi, acquistano un aspetto estremamente reale e una nuova profondità.
Nel frattempo, 18,331 miglia più in là, la magia de Lo Hobbit si completa con la registrazione dello score, che regalerà alle immagini una dimensione onirica ed empatica unica. E negli Abbey Road Studios di Londra tutto è studiato alla perfezione per permettere all'orchestra di creare quell'ambientazione epica che... dà i brividi solo al preascolto.

Il photo-make-up

I miracolosi aggiustamenti che trasformano una normale inquadratura in un piccolo capolavoro di minuziosi dettagli e pennellate di CG, non avvengono però tutti in post-produzione. Gran parte del lavoro viene compiuto prima delle riprese, con ore e ore di studi sul design dei personaggi e su come renderlo nel migliore dei modi sullo schermo. Un esempio è dato dall'articolo pubblicato da The New Zeland Herald che mostra l'ottimo lavoro della squadra che si è occupata del make-up del progetto. Dalle associazioni degli attori con le loro controparti hobbit (o per la maggior parte nani) si vede come il lavoro di questo team sia stato davvero eccezionale, riuscendo, in alcuni casi, a trasformare completamente la fisionomia del volto. Spettacolare!

Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato Mancano pochi giorni alla premiere del film e ormai ogni panico da lavori in corso è sistemato. Tutto quello che resta da placare è l'hype per un progetto che, prima ancora di nascere, è già leggenda. Ma prima di mostrarsi in tutto il suo splendore sugli schermi cinematografici di tutto il mondo, la Terra di Mezzo ha qualche altro segreto da svelarci...

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