Speciale Oscar 2015: Le nomination commentate

In attesa dei premi veri e propri, scopriamo le nomination e commentiamole insieme

speciale Oscar 2015: Le nomination commentate
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Numerose sorprese (non tutte positive) all’annuncio dell’elenco delle nomination per la 87° edizione degli Academy Award: smarcandosi in parte dai pronostici che descrivevano una situazione già ‘cristallizzata’, le giurie dei premi Oscar hanno regalato più di un colpo di scena (come spesso accade, del resto), con qualche illustre escluso e qualche film che, invece, raccoglie più candidature del previsto. A dominare la conta complessiva sono comunque, come era lecito presumere, due fra i principali contendenti di questa awards season, ovvero le commedie Birdman e Grand Budapest Hotel, che raccolgono ben nove nomination a testa, mentre segue a quota otto nomination il film di produzione britannica The Imitation Game. Sei nomination per il grande favorito di quest’anno, ovvero l’acclamato “film in divenire” Boyhood (reduce dal trionfo ai Golden Globe), ma anche per il war-movie American Sniper, fra i titoli di maggior successo della stagione. Nella categoria per il miglior film dell’anno, che comprende un totale di otto candidati, rientrano pure il biopic La teoria del tutto e il dramma a sfondo musicale Whiplash, con cinque nomination a testa, e il ritratto storico di Selma, che deve accontentarsi però di due sole nomination (nonostante fosse considerato un potenziale frontrunner). Ma andiamo ad analizzare le candidature nel dettaglio...

I PROTAGONISTI: SORPRESA BRADLEY COOPER E MARION COTILLARD

Tre nomination in tre anni consecutivi: incredibile ma vero, Bradley Cooper è passato da divo delle commedie sbanca-botteghino ad autentico beniamino dell’Academy. È lui, sbaragliando tutti i pronostici, ad aggiudicarsi una delle cinque candidature per l’Oscar al miglior attore, che vede in lizza anche Steve Carell per Foxcatcher, Benedict Cumberbatch per The Imitation Game, Michael Keaton per Birdman ed Eddie Redmayne per La teoria del tutto (tutti e quattro alla loro prima nomination); esclusi invece il Martin Luther King di David Oyelowo, penalizzato dal risultato sotto le aspettative per Selma, e Jake Gyllenhaal per Lo sciacallo (candidato solo per la sceneggiatura). Una sorpresa, graditissima, anche nella rosa per l’Oscar alla miglior attrice, dove l’Academy dà finalmente il “bentornata!” a Marion Cotillard: la diva francese, premiata con l’Oscar nel 2007 per La vie en rose, ha ottenuto infatti la sua seconda nomination grazie alla sua magnifica performance in Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne, surclassando la concorrenza di Jennifer Aniston, che puntava ai favori dell’Academy con il dramma Cake. Accanto alla Cotillard troviamo, come da pronostico, Felicity Jones per La teoria del tutto, Julianne Moore per Still Alice (si tratta della sua quinta nomination, nonché la prima dal lontano 2002 e quella che dovrebbe garantirle la statuetta), Rosamund Pike per L’amore bugiardo - Gone Girl e Reese Witherspoon per Wild.

I SUPPORTER: MERYL STREEP A QUOTA 19, FUORI JESSICA CHASTAIN

Tutto da copione nella cinquina per il miglior attore supporter: in gara i “soliti sospetti” di questa awards season, ovvero il veterano Robert Duvall per The Judge (settima nomination), Ethan Hawke per Boyhood, Edward Norton per Birdman, Mark Ruffalo per Foxcatcher e il neofita J.K. Simmons per Whiplash (Oscar già assicurato). Nella categoria per la miglior attrice supporter, continua a cementare il proprio record l’inossidabile Meryl Streep, che quest’anno colleziona addirittura la sua diciannovesima nomination grazie al ruolo della Strega nel musical Into the Woods (tre candidature in tutto). Accanto alla Regina Meryl troviamo Patricia Arquette per Boyhood, Keira Knightley per The Imitation Game, Emma Stone per Birdman e, a sorpresa, Laura Dern per Wild. Grande esclusa Jessica Chastain, ignorata per la sua acclamata interpretazione in A Most Violent Year: una spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che quello della Chastain era in realtà un ruolo da co-protagonista, e che pertanto molto giurati abbiano rifiutato di includerla fra le supporter per non assecondare la cosiddetta category fraud.

LO STRANO CASO DI FOXCATCHER E LA DOCCIA FREDDA PER GONE GIRL

Molto singolare la ‘prestazione’ dell’inquietante film drammatico Foxcatcher, che ottiene ben cinque nomination, inclusa quella come miglior regista per Bennett Miller, ma rimane fuori dalla categoria per il miglior film: da quando l’Academy ha allargato questa categoria a un massimo di dieci candidati, si tratta infatti della prima volta che una pellicola viene nominata per la regia ma non come miglior film. Se comunque il team di Foxcatcher ha vari motivi per festeggiare, non altrettanto si può dire per Gone Girl: il thriller di David Fincher, accolto come un capolavoro dalla critica e ricompensato con uno strepitoso successo di pubblico, deve accontentarsi infatti della singola candidatura per la Pike, restando fuori dalle categorie per miglior film, regia e perfino sceneggiatura (delle omissioni davvero inspiegabili). Fra i registi, accanto a Miller figurano invece Wes Anderson per Grand Budapest Hotel, Alejandro González Iñárritu per Birdman, Richard Linklater per Boyhood e Morten Tyldum per The Imitation Game: ed è un peccato che l’Academy abbia selezionato Tyldum, per un lavoro registico diligente ma tutt’altro che eccezionale, escludendo invece il magistrale David Fincher di Gone Girl o lo stesso Clint Eastwood, escluso nonostante i consensi raccolti dal suo American Sniper.

LE ALTRE CATEGORIE E L’ESCLUSIONE DI THE LEGO MOVIE

Un’altra omissione clamorosa è senz’altro quella di The Lego Movie, che dopo essersi fatto sfilare il Golden Globe è stato tagliato fuori dalla corsa all’Oscar (l’unica nomination è quella per la miglior canzone, Everything Is Awesome); al suo posto nella cinquina per il miglior film d’animazione troviamo Big Hero 6, Boxtrolls, Dragon Trainer 2, Song of the Sea e, a rappresentare lo Studio Ghibli, La storia della Principessa Splendente. Nella cinquina per il miglior film straniero sono in lizza Ida (Polonia), candidato anche per la suggestiva fotografia in bianco e nero, Leviathan (Russia), Tangerines (Estonia), Timbuktu (Mauritania) e la travolgente commedia a episodi Storie pazzesche (Argentina), mentre rimane fuori lo svedese Force Majeure. Nel conteggio complessivo delle candidature, l’ultimo lavoro di Christopher Nolan, il kolossal sci-fi Interstellar, guadagna ben cinque nomination; registra quattro nomination (tutte nelle categorie tecniche) Turner, l’apprezzato biopic di Mike Leigh dedicato al pittore inglese, mentre sono a quota tre nomination il succitato Into the Woods e Unbroken di Angelina Jolie. Fra gli altri candidati nelle categorie minori troviamo inoltre il blockbuster campione d’incassi Guardiani della Galassia e Vizio di forma, la commedia a sfondo noir di Paul Thomas Anderson, con due nomination a testa.