Speciale Oscar 2013: uno sguardo a posteriori

Fatti e considerazioni sull'ultima cerimonia degli Oscar

speciale Oscar 2013: uno sguardo a posteriori
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

E mentre in Italia si fremeva per l'ardente clima elettorale, ieri notte, presso il Dolby Theatre di Los Angeles, si è consumata l'usuale cerimonia di premiazione dei premi Oscar, o meglio degli Academy Awards. Un'edizione che non verrà ricordata negli annali per chissà quale motivo, ma ha avuto comunque i suoi bei momenti, soprattutto per l'accesa sfida per l'ambita statuetta destinata al (cosiddetto) miglior film.
Lo spettacolo non è mancato, grazie anche a performance canore di peso, all'omaggio per il mezzo secolo delle avventure cinematografiche di James Bond e a grandi ospiti. Tuttavia, a causa di una conduzione decisamente sottotono da parte di Seth McFarlane (dal quale ci si aspettava sicuramente molta più verve irriverente e ficcante) l'attenzione di tutti si è spostata sulle star e gli aspetti più squisitamente gossippari dell'evento: accompagnatori, trucco e parrucco, abbigliamento (chiaramente) e dettagli curiosi: dall'ingessatissimo (e non parliamo di abiti da sera!) Tim Burton alla mise giunonica e fin troppo trasparente di Anne Hathaway, fino a Kirsten Stewart in stampelle e al genuino entusiasmo di Jennifer Lawrence, malamente inciampata una volta giunta sul palco.

Ma parliamo un po' di premi e premiati, nonché di grandi esclusi. Già, perché come ogni anno, all'annuncio delle nomination si crea subito un (neanche tanto) piccolo coro di scontenti per l'esclusione di alcuni film o talent meritevoli, se non di premio, quanto meno di essere iscritti nella rosa dei contendenti finali. Tra questi, sicuramente Leonardo DiCaprio, eccellente in Django Unchained ma snobbato per l'ennesima volta (ricordate Inception e Shutter Island?). Ma non era certo il solo degno di una menzione: per Samuel L. Jackson è stato un grande anno, foss'anche solo per il grande successo (e le ottime interpretazioni) in The Avengers e lo stesso Django. Un grandissimo esordio è stato quello di Suraj Sharma, strepitoso interprete di Vita di Pi, che poteva fare il paro con l'altrettanto folgorante breakthrough performance di Quvenzhane Wallis, ma così non è stato. Che dire poi di Joseph Gordon-Lewitt o Marion Cotillard?
Questo, inoltre, ci ricollega alla scarsa considerazione dell'Academy verso i supereroi, quest'edizione, nell'anno in cui, del resto, hanno battuto tutti i record con almeno tre film di enorme impatto sul pubblico, ma che a quanto pare non hanno impressionato i giurati: Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno, The Avengers e The Amazing Spider-Man. Nonostante i mostruosi risultati al botteghino e le notevoli doti tecniche dei tre film, c'è stata solo una nomination, quella per gli effetti speciali, ai Vendicatori, peraltro andata -ingiustamente- a vuoto.
Grandissima la concorrenza in molti settori, del resto, lasciando alcuni registi in lista per il miglior film (la Bigelow, Affleck) fuori dalla rispettiva categoria, ma ad esempio l'esclusione del meraviglioso Le 5 Leggende a favore di un trittico di film in stop motion (crediamo sia il primo caso nella storia del premio) ci ha lasciati basiti.
Ma del resto, sembra che in Academy abbiano la memoria corta, data che durante la commemorazione dei filmmaker che ci hanno lasciato nel 2012 si sono scordati alcuni nomi eccellenti, quali ad esempio Nagisa Oshima, Gore Vidal, Mel Stuart.

I premi in sé, viste le nomination in lizza, non hanno scontentato più di tanto pubblico e critica, a parte decisioni forse inaspettate, ma il clima è stato molto cerchiobottista, senza grandi trionfatori ma sicuramente qualche delusione personalissima, tra cui va sicuramente annotata quella di Peter Jackson, una volta abituato a tornare nella Terra di Mezzo stracarico di premi e rimasto, questa volta, a bocca asciutta. Tutti i candidati per Miglior Film, ad esempio (ad eccezione di Re della terra selvaggia), hanno ricevuto quantomeno un contentino: Lincoln, nonostante la sfilza di nomination, porta a casa “solo” due statuette, ma non può certo lamentarsi. Il trionfatore, in sostanza, è Ben Affleck, che porta a casa tre premi per Argo, a parimerito con Les Mis e sotto di un trofeo rispetto ad Ang Lee: ma il più ambito è suo, e i suoi concorrenti, sulla carta, erano molto più forti di lui sotto vari aspetti. Grande soddisfazione per Anne Hathaway e Christoph Waltz, e profonda emozione per Jennifer Lawrence, sempre più in ascesa. Anche James Bond si garantisce soddisfazione con due premi tecnici (tra cui la meritatissima Miglior Canzone). Paperman, il poetico corto Disney diretto da John Kahars, stravince la sua categoria mentre lascia un po' perplessi l'Oscar a un film quale Brave, tecnicamente validissimo ma decisamente poco convincente e originale a livello di sceneggiatura, soprattutto a dispetto dei notevoli concorrenti.
Ad ogni modo, anche quest'anno è andata: chissà che sorprese ci riserverà la prossima edizione.
Di seguito, tutti i premi/premiati.

Miglior Film
Argo, Grant Heslov, Ben Affleck e George Clooney

Miglior Regia
Ang Lee, Vita di Pi

Migliore Attore Protagonista
Daniel Day-Lewis, Lincoln

Miglior Attrice Protagonista
Jennifer Lawrence, Il Lato Positivo

Miglior Attore Non Protagonista
Christoph Waltz, Django Unchained

Miglior Attrice Non Protagonista
Anne Hathaway, Les Misérables

Migliore Sceneggiatura Non Originale
Argo, Chris Terrio

Miglior Sceneggiatura Originale
Django Unchained, Quentin Tarantino

Miglior Montaggio
Argo, William Goldenberg

Miglior Film d'animazione
Brave, Mark Andrews e Brenda Chapman

Miglior Fotografia
Life of Pi, Claudio Miranda

Migliori Costumi
Anna Karenina, Jacqueline Durran

Miglior Cortometraggio Documentario
Inocente, Sean Fine e Andrea Nix Fine

Miglior Documentario
Searching for Sugar Man, Malik Bendjelloul e Simon Chinn

Miglior Make-Up
Les Misérables, Lisa Westcott e Julie Dartnell

Miglior Cortometraggio d'animazione
Paperman, John Kahrs

Miglior Cortometraggio Live Action
Curfew, Shawn Christensen

Migliori Effetti Visivi
Life of Pi, Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer e Donald R. Elliott

Miglior Missaggio Sonoro
Les Misérables, Andy Nelson, Mark Paterson e Simon Hayes

Miglior Montaggio Sonoro (Parimerito)
Zero Dark Thirty, Paul N.J. Ottosson
Skyfall, Per Hallberg e Karen Baker Landers

Miglior Scenografia
Lincoln, Rick Carter (Production Design); Jim Erickson (Scenografia)

Miglior Colonna Sonora
Vita di Pi, Mychael Danna

Miglior Canzone
Skyfall, Adele Adkins e Paul Epworth