Speciale Nick Fury

Nick Fury: direttore dello S.H.I.E.L.D., nonché la più grande spia al mondo.

speciale Nick Fury
Articolo a cura di
Mauro Antonini identità pubblica di Manthomex. Cartoonist e storico crossmediale. Crede nella completa realtà di tutte le storie immaginarie. Spesso lavora in coppia con Piccion, personaggio della serie "Piccioncimema".

"I can smoke the pipe of a sweet and better life / And trust in the strength of the shield"
Deep Purple - Shield

Tra le molteplici potenzialità narrative del fumetto supereroico vi è indubbiamente la trasversalità dei generi classici all'interno delle storie: i supereroi, vivendo in universi permeati da tutto l'immaginario popolare, trovano difficoltà ad inserirsi in un unico genere e preferiscono inglobare tutte le derivazioni possibili. Nell'universo Marvel odierno derive fantascientifiche coesistono con elementi mistici, fino alla compresenza nelle storie persino di personaggi storici o di ri-visitazioni di icone della letteratura. Si tratta, in realtà, dell'eredità di un retaggio classico del fumetto statunitense che, negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, si vede costretto a trovare nuovi spunti narrativi che suppliscano ai supereroi, dalla fama in calo. Da qui il proliferare dei comics con i mostri dell'horror, romance comics (dedicati perlopiù ad un pubblico femminile) passando per i fumetti western e di guerra. L'idea di Stan Lee, grande architetto della Marvel Comics, che nei '60 reinventa il fumetto dalle basi, è quella che tutte le storie narrate da un medesimo editore facciano parte di un unico universo diegetico ed ecco che, nello strutturare l'Universo Marvel, fa confluire in esso tutti i generi dei comics già pubblicati negli anni precedenti.
Ed è proprio nel primo numero di un comic book di guerra, quale Sgt. Fury and the Howling Commandos, datato 1963, scritto da Stan Lee e disegnato da Jack Kirby, che vede i suoi natali Nick Fury.

Negli anni '60 la Seconda Guerra Mondiale è ormai un ricordo e i fumetti di guerra non sono più opere propagandistiche come negli anni '40, anzi proprio Sgt. Fury and the Howling Commandos - in cui il Secondo Conflitto Mondiale è visto da vent'anni di distanza - cattura lo spirito multietnico dell'America di Kennedy in un plotone di soldati di nazionalità differenti: Nick Fury, classico militare Usa duro, cinico e perennemente con il sigaro tra i denti guida un gruppo formato, tra gli altri, da un afroamericano, un inglese, nonché un tedesco disertore dell'esercito nazista e un personaggio dichiaratamente di religione ebraica. Ma Stan Lee, che ama inserire le sue creature subito nel presente narrativo, di modo che il lettore possa meglio rapportarsi con esse, non si limita a fare di Fury solo un personaggio attivo nel passato, presentandolo in una veste differente nel presente narrativo - dove è divenuto un agente della C.I.A. - su Fantastic Four 21, sempre del '63. Ma sarà sulle pagine del numero 135 dell'antologico Strange Tales (1965) che Nick Fury adotterà la caratterizzazione alla quale rimarrà più legato. In quegli anni il personaggio di James Bond è al massimo della popolarità al cinema, grazie all' interpretazione dall'attore Sean Connery, e la Marvel decide di assimilarne le caratteristiche trasformando Nick Fury in una super-spia high-tech. Fury viene così legato all'associazione antiterroristica Usa denominata S.H.I.E.L.D. (Supreme Headquarters, International Espionage, Law-Enforcement Division), creata appositamente per le storie del personaggio. In questa nuova versione spionistica Nick Fury viene caratterizzato dalla classica benda all'occhio sinistro - a ricordare il suo passato in trincea - ed è congiunto a numerosi elementi di futuristica tecnologia, tra i quali la Formula dell'Infinito, un particolare siero che lo fortifica con una vita lunga e vigorosa. spiegando così come sia rimasto tanto in salute dagli anni della Guerra sino al presente. Al di là di questa longevità chimicamente indotta Fury non ha superpoteri speciali, confermandosi come un classico eroe d'azione preparatissimo nel corpo a corpo, grandissimo conoscitore di ogni tecnica e strategia di battaglia nonché abilissimo con le armi da fuoco.

Come sa ogni lettore di fumetti supereroici, l'universo narrativo Marvel comprende, oltre la continuity "canonica" che segue tutt'oggi la timeline ideata da Stan Lee nei '60, una serie di numerosissime realtà parallele dove i personaggi più noti vengono rielaborati in versioni alternative di loro stessi. Grande divulgazione ha avuto negli anni 2000 la controparte "Ultimate" dell'universo Marvel, presentata su una serie di testate che riscrivono i personaggi classici sotto una luce causticamente moderna e realistica. Tra le tante riscritture Ultimate degli eroi Marvel è, in assoluto, quella di Nick Fury che ha avuto più fortuna e visibilità. Questa versione alternativa del Direttore dello S.H.I.E.L.D. viene ideata da Brian Michael Bendis e Mike Allred su Ultimate Marvel Team-Up 5 (2001) per poi divenire uno dei protagonisti cardine della serie Ultimates, creata da Mark Millar e Brian Hitch nel 2002. L'Ultimate Nick Fury presenta notevoli differenze con la sua controparte classica, in primo luogo viene qui ritratto non come un uomo di razza caucasica dalla chioma brizzolata e dalla barba incolta - com'è nelle pubblicazioni Marvel canoniche - bensì come un afroamericano calvo e dalla barba ben curata che, nel tratto iper-realistico di Brian Hitch, viene ricalcato sul volto dell'attore Samuel L. Jackson. Inoltre nell'Universo Ultimate Fury è una delle menti dietro il reclutamento degli Ultimates, I Vendicatori di questo universo.

E, sebbene Nick Fury avesse già avuto una sua versione audiovisiva, col volto di David Hasselhoff, nel tv movie diretto da Rod Hardy nel 1998 Nick Fury: Agent of S.H.I.E.L.D., è con il progetto Marvel Studios che può diventare una superstar del cinema ispirato ai fumetti. Basandosi sulla sua versione Ultimate sarà proprio Samuel L. Jackson ad interpretarlo in tutti i film Marvel Studios in cui appare, e la sua figura ricorrente servirà proprio agli Studios per dare massima coerenza all'Universo Marvel cinematografico, dove Fury, come nei comics Ultimate, è dietro alla formazione dei Vendicatori. Fury/Jackson appare per la prima volta sul grande schermo in una post-credit scene di Iron Man di Jon Favreau (2008) dove già nomina a Tony Stark di una "Iniziativa Vendicatori". Fury tornerà, poi, in un ruolo più attivo in Iron Man 2, sempre di Favreau (2010) così come nelle scene finali (poco prima o dopo i titoli di coda) di Thor di Kenneth Branagh (2011) e di Captain America - Il primo Vendicatore di Joe Johnston (2011). Immancabile la sua presenza, quindi, quale grande mattatore, in The Avengers di Joss Whedon (2012) dove confluiranno tutte le trame da lui - e dagli Studios - intessute dal 2008 ad oggi.
Mauro Antonini, giornalista crossmediale, scrittore ed autore, nonché curatore di Road to the Avengers, è anche autore di PiccionCinema, la popolare webseries che questa settimana, in esclusiva per Movieye, presenta l'inedita e richiestissima vignetta dedicata al film di Joss Whedon.
Piccion è un piccione viaggiatore, con il potere speciale di comparire nei momenti focali di tutta la storia del cinema. Invade spazi che non gli appartengono, si imPICCia, e si trova di vignetta in vignetta sbalzato in situazioni che lo vedono in pericolo o pronto a fare amicizia con le icone del cinema classico e contemporaneo. Piccion appare online ogni settimana in una "rubrica disegnata" in un elegante bianco e nero "classico" dal titolo PICCIONCINEMA, ad opera di Mauro Antonini, giornalista, studioso di cinema, comics e cultura pop e disegnatore, ed è visionabile sul suo blog e sulla pagina Facebook del progetto.
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