Netflix

Netflix: 5 film di arti marziali da rivedere, da Ip Man a Kung Fusion

Andiamo alla scoperta di alcuni film di arti marziali presenti su Netflix, titoli che non possono passare inosservati agli occhi degli appassionati.

speciale Netflix: 5 film di arti marziali da rivedere, da Ip Man a Kung Fusion
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

Il nostro speciale settimanale sulle proposte filmiche di Netflix si concentra in quest'occasione sulle pellicole di arti marziali, filone di cui il servizio on-demand propone una buona varietà di titoli per tutti i gusti. Troviamo sia produzioni originali come Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny, sequel di un grande classico quale La tigre e il dragone (2000), e veri e propri cult del calibro di Kung fusion, fortunatamente fruibile anche nella versione originale. Tra i titoli più recenti è poi da segnalare Headshot, con la novella action-star Iko Uwais, e due opere scollegate tra loro ma entrambe incentrate sull'iconica figura di Ip Man: sia l'omonimo film con Donnie Yen che lo sguardo più autoriale messo in scena da Wong Kar-wai in The Grandmaster.

Kung fusion

Shanghai, anni 30. La città è ostaggio di una guerra all'ultimo sangue tra bande criminali, da cui esce nettamente vincitrice la Gang delle Asce, capeggiata dal crudele gangster Sum. Pur avendo conquistato i quartieri ricchi della metropoli, il boss fatica a controllare i sobborghi più poveri, come il Vicolo dei Porci, un agglomerato di casupole e negozietti gestito dalla burbera Signora Padrona. Sing, un giovane squattrinato, diventerà determinante nello scontro che avrà a breve lì luogo a venire.
Stephen Chow, protagonista, regista e sceneggiatore, dirige un'opera ricchissima che coniuga comicità e azione marziale in un ispirato racconto corale popolato da irresistibili personaggi principali e secondari, per un cinema post-tutto e classico in egual misura, capace di commuovere e far ridere a crepapelle con un equilibrio impareggiabile, per estasi action a prova di grandi e piccini.

Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny

Da diciotto anni, dopo la morte dell'amato Liu Bai, Shu Lien ha vissuto in completa solitudine, ma adesso la donna si appresta a tornare a Peking, dove Destino Verde (la leggendaria spada appartenuta all'uomo) è sotto custodia. Infatti per entrare in possesso della mitica arma, lo spietato Hades Dai ha deciso di scatenare una vera e propria guerra: seguendo la profezia di una sacerdotessa ha inviato il giovane Wei Feng, uno dei suoi più promettenti adepti, a rubare la spada. Ma il ladro incaricato non ha fatto i conti con l'intervento di Snow Vase, una sua coetanea intenzionata ad eccellere nelle arti marziali seguendo proprio gli insegnamenti di Shu Lien.
Ad aiutare quest'ultima nella protezione di Destino Verde interviene anche l'esperto guerriero Silent Wolf. Donnie Yen e la ritornante Michelle Yeoh sono i protagonisti del sequel de La tigre e il dragone (2000), film che non riesce a raggiungere i livelli dell'originale ma si rivela comunque visione piacevole per gli amanti del genere, dove la bellezza delle coreografie copre alcune evidenti debolezze narrative.

Ip Man

1935. Fo Shang, Cina. Il maestro di arti marziali Ip Man è molto conosciuto per aver contribuito alla diffusione dello stile wing chun da lui stesso inventato. Quotidianamente sfidato da avversari sempre più agguerriti, convinti di essere più abili di lui, trascorre la sua vita in pace con la moglie e il figlio piccolo.
Ma la serenità viene presto rotta quando i giapponesi invadono il Paese e lo stesso Ip Man, come molti dei suoi concittadini, è costretto a vivere in uno stato di semi-povertà, spingendolo a ribellarsi e a diventare un eroe per il popolo oppresso.
Un titolo che unisce magnificamente i film di arti marziali con il dramma a sfondo bellico, primo di una trilogia (e con un quarto capitolo annunciato) diretta da Wilson Yip e vedente protagonista Donnie Yen. Splendide coreografie action e una storia dai risvolti non banali, che sfociano a più riprese in una dolente epica, rendono la visione ricca di scene madri che lo hanno meritatamente consacrato a instant cult del genere.

The Grandmaster

Cina, anni '30. Il grande maestro Gong Baosen si trasferisce a Fo Shan, dove darà il proprio addio alle arti marziali e designerà il suo successore. Qui vive Ip Man, un maestro dalle notevoli capacità, che è il più titolato per prenderne il posto. Ip Man conosce Gong Er, la figlia di Gong Baeson, anch'essa abilissima nelle arti marziali, e tra i due nasce un rapporto tenero ma platonico, dovuto anche alla fedeltà di lui, felicemente sposato.
Ma quando la guerra arriva in Cina, i destini di Ip Man e Gong Er si incroceranno nuovamente. Otto anni di lavorazione, tanto è durata la gestazione del biopic firmato da Wong Kar-wai sul leggendario maestro Ip. Pur con qualche pesantezza in fase narrativa, The Grandmaster è un film che si avvale dell'eleganza stilistica del cineasta, con sequenze di combattimento che lasciano a bocca aperta in più occasioni per impatto visivo. Un'opera tecnicamente eccelsa e magnificamente interpretata da due star del cinema sino-hongkonghese quali Tony Leung e una sempre splendida Zhang Ziyi.

Headshot

Un uomo viene ritrovato senza documenti sulla riva di una spiaggia e si scopre sofferente di amnesia. Ribattezzato Ishmael da una bella dottoressa locale, il senza memoria è in realtà legato alla banda criminale dello spietato gangster Lee, da poco fuggito di prigione e ora determinato a vendicarsi del suo ex pupillo che solo poco tempo prima si era macchiato di tradimento.
Iko Uwais, attore marziale lanciato dal dittico di The Raid, è il protagonista di questo solido titolo di genere, pervaso da un'azione brutale capace di far passare in secondo piano una trama fin troppo lineare. Ma bastano le spettacolari evoluzioni coreografiche, ad alto tasso emoglobinico, per offrire un gustoso divertimento di genere, strutturato su combattimenti via via sempre più complessi e violenti per un intrattenimento duro e puro di buon livello.