Speciale Magnifica presenza: Ferzan Ozpetek

Conosciamo meglio Ferzan Ozpetek e la sua nuova opera, Magnifica presenza

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Pietro (Elio Germano) ha 28 anni e arriva a Roma dalla Sicilia con un unico, grande sogno: fare l’attore! Tra un provino e l’altro, però, sbarca il lunario sfornando cornetti tutte le notti. È un ragazzo timido e solitario: l’unica confusionaria compagnia è quella della cugina Maria, praticante in uno studio legale dalla vita sentimentale troppo piena. Dividono provvisoriamente lo stesso appartamento, legati da un rapporto di amore e odio in una quotidianità che fa scintille.
Ma arriva il giorno in cui Pietro trova, finalmente, una casa tutta per sé, un appartamento d’epoca, dotato di un fascino molto particolare. Pietro non vede l’ora di cominciare la sua nuova esistenza da uomo libero. La felicità, però, dura solo pochi giorni: presto cominciano ad apparire particolari inquietanti. È difatti chiaro che qualcun altro vive insieme a lui. Ma chi?
L’appartamento è effettivamente già occupato: ospiti non previsti disturbano la sua tanto desiderata privacy... Sono misteriosi, eccentrici, elegantissimi, perfettamente truccati.
Si scatenano mille ipotesi e mille tentativi di sbarazzarsi di queste ingombranti presenze, finché poco a poco lo spavento iniziale lascia il posto alla curiosità, alla seduzione reciproca, ad emozioni comuni che creano un legame profondo tra i coinquilini forzati. Con loro Pietro condivide desideri e segreti, crede in loro e loro credono in lui come nessun altro fuori da quella casa...

Ferzan Ozpetek

Ferzan Ozpetek fa il suo apprendistato nel cinema come aiuto regista, tra gli altri, di Massimo Troisi, Ricky Tognazzi e Marco Risi. Proprio quest'ultimo, nel 1996, lo fa debuttare alla regia con Hamam - Il bagno turco. Presentato alla Quinzaine des Realizatéurs di Cannes, il film ottiene da subito rilevanti riconoscimenti internazionali.
Il secondo film, Harem Suare’, sulla caduta dell’Impero ottomano, è ambientato ancora una volta nella sua terra d’origine, la Turchia.
Il 2001 è l’anno di Le fate ignoranti, in concorso al Festival di Berlino. Una vera esplosione record di incassi in Italia, vincitore di quattro Nastri d’Argento, tre Globi d’Oro e del premio principale al New York Gay and Lesbian Film Festival.
Due anni dopo, con La finestra di fronte, ancora un enorme successo, non solo in Italia: cinque David di Donatello, quattro Ciak d’Oro e tre Globi d’Oro della stampa estera. Anche il festival di Karlovy Vary gli riconosce tre prestigiosi premi (Film, Regia, Migliore Attrice a Giovanna Mezzogiorno), per un successo confermato anche da due premi al Seattle Film Festival.
Nel 2005 Cuore Sacro, con protagonista Barbora Bobulova, ottiene due David di Donatello e il Globo d’oro mentre, due anni dopo, Saturno contro raccoglie nuovamente il favore del grande pubblico.
Nel 2008, con il film tratto dall’omonimo romanzo di Melania Mazzucco Un giorno perfetto, Ozpetek viene invitato in concorso alla 65^ Mostra del Cinema di Venezia.
Nel 2010 Mine vaganti, sceneggiato insieme a Ivan Cotroneo, oltre a cogliere una delle migliori affermazioni del box office nazionale, viene selezionato dai prestigiosi Festival di Berlino e dal Tribeca di Robert De Niro che gli attirano l’interesse di numerosi distributori internazionali. Ne è conseguenza l’eccezionale opportunità di circolare nelle sale di oltre 30 paesi del mondo.
Nel 2011, inoltre, dirige la sua prima Opera lirica, in occasione del Maggio Musicale Fiorentino, l’Aida di Giuseppe Verdi, riscuotendo uno strepitoso consenso di pubblico e critica.

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