ROMA 2012

Speciale Müller contro tutti

Marco Müller presenta il 'suo' Festival di Roma

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

“Le star non sono solo quelle hollywoodiane” tuona Marco Müller all'indirizzo di chi, durante la conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale del Film di Roma 2012, gli rimprovera la relativa assenza di grossi nomi losangelini da attendere sul red carpet della manifestazione capitolina che quest'anno, per la prima volta, è sotto le redini dell'ex patron del Festival di Venezia.
È vero, le star non sono solo quelle provenienti dalla California (che pure saranno presenti, seppur non massicciamente: Sylvester Stallone ci sarà, e a quanto pare anche Quentin Tarantino, due nomi non da poco) e a chi vuole far polemica bisognerebbe ricordare che una passerella di nomi altisonanti e bellezze d'oltreoceano, senza bei film in programma, crea glamour ma lascia ben poco dal punto di vista culturale.
Müller è rimasto sotto un vero e proprio “fuoco incrociato” e, proprio come un antieroe di un film del suo amato John Woo, ha schivato e controbattuto indomitamente.
Chi ha osato accennare una battuta politica riferendosi, in primis, al sindaco (assente all'incontro) Alemanno, ha ricevuto un secco “Ma credete davvero che io sia stato chiamato per ragioni politiche? Non ho un’etichetta appesa al collo”. E alle insinuazioni contrappone i fatti: “In poco tempo abbiamo portato a casa un programma forte. Certo, si tratta di un risultato provvisorio, in quattro mesi e mezzo è difficile mettere tutto insieme ma ce l'abbiamo fatta, riaprendo anche il dialogo con le major hollywoodiane”.

Sarà un festival di transizione, questo è certo. Müller ha un contratto triennale, ma non è detto, in realtà, che la manifestazione continuerà nei prossimi anni, perlomeno nella forma attuale, discorsi politici o meno.
Ma in sostanza, cosa avremo a questo festival? Di tutto un po': qualche blockbuster di richiamo (Le Cinque Leggende, l'ultimo -in senso definitivo- Twilight), un paio di nomi grossi (i già nominati Stallone, con Bullet to the head, Tarantino, che non presenterà il film in toto ma ha promesso sorprese, e l'instancabile Takashi Miike, con il suo Lesson of evil), giovani autori, anche italiani (Amato, Spagnoli, Montalto), cinema d'autore, come il film d'apertura Aspettando il mare, del kazako Bakhtiar Khudojnazarov. E ancora: il ritorno di Pappi Corsicato e di Michele Placido.
Cinquantanove, in tutto, i lungometraggi in anteprima mondiale.
Secondo noi, sarà un festival tutto da scoprire. Non ci aspettiamo miracoli, beninteso: ma saremo lieti di presenziare, dal 9 al 17 novembre, presso l'Auditorium Parco della Musica a scoprire le sorprese che Müller ha in serbo per noi.