Speciale Lucy: Scarlett Johansson

Riscopriamo i cinque ruoli cardine della nuova musa/eroina di Luc Besson

speciale Lucy: Scarlett Johansson
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Fra poco meno di due mesi, il 22 novembre, festeggerà il suo trentesimo compleanno; eppure, nonostante la sua giovane età, la biondissima Scarlett Johansson, nativa di New York ma con origini danesi, è ormai una veterana dei set cinematografici, avendo già ben due decenni di esperienza come attrice. Scarlett, che nel 1994 debuttava sullo schermo nella commedia di Rob Reiner Genitori cercasi, da allora ne ha fatta di strada, e attualmente sta dominando le classifiche del box-office mondiale con il suo nuvo film: Lucy, l’action-movie diretto da Luc Besson che vede la Johansson nel ruolo del personaggio del titolo, una ragazza in lotta contro una gang di spietati narcotrafficanti dopo aver subito una drastica “trasformazione” che la porterà ad adoperare il cento percento delle sue capacità cerebrali.

Con 380 milioni di dollari d’incasso (una cifra in costante crescita) e circa 45 milioni di spettatori in tutto il mondo, Lucy, uscito nelle sale italiane giovedì scorso, si è imposto come uno dei maggiori successi della stagione, riconfermando lo star-power di una diva che ha saputo coniugare “titoli di cassetta” con apprezzati film d’autore, trovando anche il tempo per incidere due album (Anywhere I Lay My Head, un disco di canzoni di Tom Waits, e Break Up, realizzato con il cantautore Pete Yorn) e per dedicarsi al palcoscenico (il suo esordio a Broadway nel 2010, in Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller, le è valso il Tony Award). Popolarissima sex-symbol nonché attrice di talento, in grado di ammaliare gli spettatori perfino limitandosi alla sensualità della propria voce - come ha fatto l’anno scorso per Lei di Spike Jonze prestando la voce a Samantha, l’intelligenza artificiale che faceva innamorare follemente Joaquin Phoenix - Scarlett Johansson in questi giorni è al cinema anche con Under the Skin, presentato un anno fa al Festival di Venezia: un thriller dai contorni fantascientifici diretto da Jonathan Glazer, in cui la Johansson conferisce volto e corpo ad una creatura aliena che seduce uomini incontrati per caso per poi ucciderli.

In una carriera che include collaborazioni con registi quali i fratelli Coen (L’uomo che non c’era, 2001), Brian De Palma (Black Dahlia, 2006) e Christopher Nolan (The Prestige, 2006), abbiamo selezionato cinque ruoli che, in modi e momenti differenti, hanno segnato il percorso professionale della giovane star americana, contribuendo a trasformarla in una delle attrici di punta del panorama hollywoodiano. Di seguito vi proponiamo dunque la nostra Top 5 dei personaggi e delle performance più significativi nel curriculum della bellissima Miss Scarlett...

5. L’UOMO CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI

Il film che ha attirato per la prima volta l’attenzione del pubblico e della critica su Scarlett Johansson, nel 1998, è stato L’uomo che sussurrava ai cavalli, eccellente trasposizione dell’omonimo best-seller di Nicholas Evans ad opera di un grande regista come Robert Redford e di una coppia di sceneggiatori quali Eric Roth e Richard LaGravenese. La Johansson, appena dodicenne all’epoca delle riprese, ruba la scena nel ruolo della piccola Grace MacLean, un’adolescente amante dei cavalli e vittima di un grave incidente che le costa l’amputazione di una gamba. Mentre Grace è preda di una profonda depressione, sua madre Annie (Kristin Scott Thomas) decide di portare la figlia in Canada insieme al suo cavallo, Pilgrim, nel disperato tentativo di “curare” l’animale (traumatizzato dall’incidente) e al contempo di aiutare sua figlia, con l’aiuto del cowboy Tom Booker (Robert Redford), conosciuto come un “guaritore di cavalli”. Benché il racconto sia incentrato prevalentemente sulla storia d’amore fra Tom e Annie, l’intensità drammatica di una Scarlett ancora bambina già mostra i primi segni di un talento in rapido sviluppo...

4. THE AVENGERS

Da un punto di vista strettamente commerciale, il ruolo più famoso di Scarlett Johansson, quello che l’ha riportata sulla cresta dell’onda, è senza dubbio quello di Natasha Romanoff, alias Vedova Nera, nella fortunatissima serie cinematografica dedicata ai supereroi della Marvel. Presentata per la prima volta agli spettatori nel 2010 in Iron Man 2, con la Johansson nei panni della sedicente Nathalie Rushman, nuova dipendente di Tony Stark (Robert Downey Jr) ma in realtà agente dello SHIELD in incognito, Vedova Nera è tornata protagonista sullo schermo al fianco degli altri Vendicatori (Iron Man, Capitan America, Hulk, Thor e Occhio di Falco) nel 2012 in The Avengers, il mega-blockbuster diretto da Joss Whedon e rivelatosi uno dei maggiori campioni d’incassi di tutti i tempi (un miliardo e mezzo di dollari raccolti al box-office). Unico personaggio femminile di spicco in un microcosmo dominato da supereroi maschi, la Black Widow di Scarlett è una combattente grintosa e impavida, dotata di grandi capacità fisiche e di una determinazione di ferro; e l’attrice incarna alla perfezione lo spirito “fumettistico” della sua Vedova Nera. Quest’anno la Johansson è tornata ad impersonare il ruolo di Natasha / Vedova Nera in Captain America: The Winter Soldier, dividendo lo schermo con lo Steve Rogers di Chris Evans, e dal prossimo maggio sarà nel cast dell’attesissimo Avengers: Age of Ultron, ancora una volta insieme a tutto il team dei Vendicatori.

3. MATCH POINT

Nessuno è stato in grado di adoperare il conturbante sex appeal di Scarlett Johansson con la medesima efficacia di Woody Allen, che ha fatto di Scarlett la propria musa degli Anni 2000. Nel 2005, infatti, il mitico regista newyorkese ha ingaggiato la giovane diva per il ruolo di Nola Rice in Match Point, una ragazza americana a Londra che tenta invano di sfondare come attrice e nel frattempo frequenta Tom Hewett (Matthew Goode), rampollo di una ricca famiglia dell’alta borghesia britannica. La bellezza prorompente di Nola non tarda ad attrarre l’interesse di Chris Wilton (Jonathan Rhys Meyers), insegnante di tennis di modesta estrazione sociale, fidanzato con la sorella di Tom, Chloe (Emily Mortimer): tuttavia, la passione clandestina fra Nola e l’ambizioso Chris porterà a conseguenze impreviste, fino ad una tragica svolta narrativa. Il film, Match Point, incursione di Allen nei territori del dramma dalle ambigue implicazioni morali, rappresenta uno dei capolavori nella produzione del prolifico regista, nonché uno dei suoi maggiori successi dello scorso decennio. Woody tornerà a dirigere la Johansson appena un anno dopo in un’altra pellicola di ambientazione londinese, il giallo Scoop, con Hugh Jackman, e nel 2008 nell’intrigo erotico-sentimentale di Vicky Cristina Barcelona, insieme a Javier Bardem, Rebecca Hall e Penélope Cruz.

2. LOST IN TRANSLATION

È stato uno dei più sorprendenti successi dell’inizio del millennio, nonché un cult-movie che ha raccolto dozzine di riconoscimenti, ha imposto la regista e sceneggiatrice Sofia Coppola fra gli autori di primo piano del cinema americano contemporaneo, ha regalato a Bill Murray il ruolo più acclamato della sua carriera e, non ultimo, ha contribuito in maniera essenziale alla consacrazione di una Scarlett Johansson non ancora ventenne. Il film, ovviamente, è Lost in Translation, che nel 2003 ha conquistato milioni di spettatori attraverso la descrizione della tenera amicizia che nasce, per puro caso, fra il maturo attore Bob Harris, impegnato a girare la pubblicità di un whisky, e Charlotte, giovane moglie del fotografo George (Giovanni Ribisi). Sulla cornice di una metropoli vivida, caotica ed alienante come Tokyo, Bob e Charlotte si ritrovano a stringere un rapporto di reciproca simpatia e di confidenza, che forse potrebbe diventare anche qualcosa in più. L’interpretazione della Johansson colpisce per la sua spontaneità e delicatezza, e le ha permesso di vincere il BAFTA Award come miglior attrice.

1. LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA

Nello stesso anno in cui si è fatta conoscere al grande pubblico grazie alla sua interpretazione in Lost in Translation di Sofia Coppola, Scarlett Johansson ha ottenuto le lodi della critica pure con un’altra ottima performance, che ad oggi rimane probabilmente la sua migliore prova d’attrice: quella di Griet, una ragazza olandese assunta come domestica nella casa del pittore Jan Vermeer, impersonato da Colin Firth. Fra Vermeer e Griet nasce un rapporto di stima e di fiducia, che indurrà il pittore a ritrarre la giovane nel suo dipinto in assoluto più celebre, la Ragazza col turbante, a costo di mettere a rischio il proprio equilibrio familiare. Basato sull’omonimo romanzo di Tracy Chevalier, per la regia di Peter Webber, La ragazza con l'orecchino di perla è un film in cui la bellezza diafana della Johansson è messa al servizio di un personaggio al contempo fragile e magnetico, affidato all’intensa espressività dell’attrice, ai suoi movimenti nervosi, alla sua sensualità verginale e trattenuta e a sguardi colmi di turbamento. Scarlett mancò per un soffio la candidatura all’Oscar (anche a causa della “concorrenza” di Lost in Translation), ma in compenso si affermò come il nuovo astro emergente del cinema internazionale.

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