Logan prima di Wolverine: 'una vita violenta' per l'X-Men più tormentato

Ripercorriamo le varie tappe dell'evoluzione cinematografica dell'X-Men canadese, interpretato da Hugh Jackman anche in Logan - The Wolverine.

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È nell'autunno del 1974 che Wolverine ha fatto la sua prima apparizione nei fumetti, per l'esattezza nel numero 181 del mensile The Incredible Hulk (più un cameo al termine del fascicolo precedente), creato dallo sceneggiatore Len Wein e dal disegnatore Herb Trimpe (ma il design iniziale fu di John Romita Sr.) come uno dei tanti avversari del Golia verde. Fu necessario aspettare un anno prima che il personaggio tornasse in azione, questa volta come un membro degli X-Men, la cui testata fu sottoposta ad un restyling dopo essere stata sospesa nella primavera del 1970. In mano a Chris Claremont e John Byrne il ruolo del mutante canadese fu sostanzialmente ridefinito, tramite una serie di rivelazioni sui suoi poteri (gli artigli non fanno parte del costume, come pensavano gli altri X-Men, e il fattore rigenerante che gli consente di guarire da qualunque ferita rende anche impossibile determinare la sua vera età) e uno sguardo più approfondito sulla natura violenta di Wolverine, talmente imprevedibile e a tratti psicotico che uno dei membri fondatori del team, Angelo, scelse di lasciare la squadra piuttosto che continuare a lavorare al fianco di un killer. Nel corso degli anni vari autori si sono cimentati con le avventure di Logan, da solo o come membro degli X-Men o degli Avengers, svelandone gradualmente il passato fino alla pubblicazione, nel 2001, della controversa miniserie Origin, dove si scopre una volta per tutte (più o meno) esattamente chi si celi dietro l'indole sanguinaria del personaggio. Attualmente il Wolverine ufficiale nei fumetti è defunto (è stato sostituito sia dal clone femminile X-23 che da un Logan invecchiato proveniente da una realtà alternativa), ma come ben sa chi legge regolarmente le storie di supereroi, la morte è quasi sempre un evento temporaneo...


Una vita violenta

Nel 2000 Wolverine debutta al cinema con le fattezze di Hugh Jackman, l'attore australiano che continuerà ad interpretarlo per quasi vent'anni in nove film. La sua è un'introduzione brutale, com'è giusto che sia, con il mutante che è una sorta di fenomeno da baraccone, star di una serie di incontri violenti in una gabbia. Dopo l'ennesima vittoria è però costretto a svelare le proprie capacità preternaturali (gli artigli) e parte in cerca di nuovi orizzonti. Insieme alla passeggera clandestina Rogue, che ha il potere di assorbire le abilità altrui insieme all'energia vitale, viene attaccato da Sabretooth, uno scagnozzo di Magneto, e al suo risveglio si ritrova nella scuola di Charles Xavier per giovani dotati. Logan, privo di ricordi prima del 1985 circa (partendo dal presupposto che il film, come suggerito nei materiali supplementari, sia ambientato nel 2000) e schivo di natura, fatica inizialmente ad integrarsi, ma non esita successivamente a sacrificarsi (o almeno così crede) per salvare la vita di Rogue durante lo scontro finale con Magneto. Una volta ripresosi, scopre l'esistenza di un posto che potrebbe fornirgli delle risposte sul suo passato, e parte verso il Canada, ma non prima di aver rubato la motocicletta del collega - e rivale in amore - Ciclope.

Ritorno a casa

X-Men 2 trae spunto da quelle suggestioni finali di cui sopra e pone Wolverine al centro dell'azione, poiché l'antagonista di turno, William Stryker, è l'architetto del programma scientifico clandestino che ha reso Logan l'arma invincibile che è oggi, ricoprendo il suo scheletro e gli artigli con l'adamantio, una lega metallica indistruttibile. L'esperimento in sé è oggetto di un cruento flashback, successivamente espanso nel deludente X-Men: Le origini - Wolverine (che racconta tutta la vita del personaggio fino alla perdita di memoria) e rivisitato in occasione del cameo di Logan in X-Men: Apocalisse, ma sono ben più importanti le sue conseguenze, su tutte la furia animalesca di Wolverine. Ed è qui che si nota al meglio l'aderenza di Jackman alla personalità del mutante canadese, ma c'è anche spazio per la componente sentimentale, che sarà ancora più fondamentale nel film successivo.


Mai una gioia

Già in X-Men 2 era stata approfondita l'attrazione fra Wolverine e Jean Grey, la bella telepate e telecineta che, pur essendo legata sentimentalmente a Ciclope, non è immune al fascino di Logan. Apparentemente morta al termine del secondo episodio, lei torna in X-Men: conflitto finale, dominata dal lato oscuro della propria personalità - Fenice - e pronta ad annientare la razza umana insieme a Magneto (ha anche ucciso Ciclope, per rendere l'idea di quanto sia spietata). Logan, promosso a leader degli X-Men insieme a Tempesta (e non a caso questo è il primo episodio della saga dove il nome di Jackman appare per primo nei titoli di coda), deve quindi fare i conti con i propri sentimenti in nome della salvezza del mondo intero, e ci regala un momento davvero straziante - in un film parzialmente indebolito dalle macchinazioni della 20th Century Fox - quando è costretto a uccidere Jean, dicendole "Ti amo" prima di trafiggerla con gli artigli. X-Men: le origini - Wolverine ci svela che la sfortuna in amore è un elemento ricorrente nella vita di Logan, poiché fu l'apparente morte dell'amata Kayla Silverfox per mano di Sabretooth (che scopriamo essere il fratellastro di Wolverine, e tutt'altro che restio a uccidere) a convincerlo a sottoporsi all'esperimento Arma X organizzato da Stryker. Ed è il ricordo di Jean, anni dopo gli eventi di Conflitto finale, a perseguitarlo durante la trasferta giapponese in Wolverine: L'immortale, dove Logan deve fare ancora una volta i conti con il passato - rimettendoci gli artigli - e fa la conoscenza di Mariko Yashida. L'attrazione reciproca c'è, ma questa volta entrambi ne escono più o meno illesi (a differenza dei fumetti, dove Mariko fa una brutta fine), e Wolverine può nuovamente unirsi agli X-Men.

L'alunno e il Professore

X-Men: giorni di un futuro passato colloca Logan in due epoche: il 2023, dominato dalle Sentinelle che braccano e uccidono i mutanti, e il 1973, dove la mente del Wolverine di oggi viene trasferita nel corpo di allora per impedire che il futuro apocalittico si verifichi. Questo comporta una collaborazione con gli "X-Men" del periodo, cosa non facile dato che il giovane Xavier - che Logan aveva mandato a quel paese nel 1962, in X-Men: l'inizio - ha rinunciato ai propri poteri per riacquistare l'uso delle gambe. Guidato dal suo futuro studente, il Professore imparerà ad accettare il suo handicap, ponendo le basi per un rapporto più solido tra i due quando Logan torna a casa e si ritrova in un 2023 diverso, senza Sentinelle (e con Jean e Ciclope nuovamente tra noi). Un rapporto esplorato anche in Logan - The Wolverine, ambientato in un 2029 non proprio positivo: Xavier è affetto da una malattia degenerativa che lo rende estremamente pericoloso, mentre Logan, stanco e indebolito (il fattore rigenerante non è più alla massima potenza), è tornato all'esistenza solitaria di un tempo, salvo poi riscoprire un certo istinto "paterno" quando incontra la giovane Laura, dotata di poteri simili ai suoi. Inizia così un brutale viaggio intriso di vita e morte, con Logan che si avvia verso il tramonto e Jackman che si congeda dal franchise a cui deve una parte non indifferente della sua carriera. Prima o poi Wolverine tornerà, perché è escluso che la saga vada avanti all'infinito senza di lui. Ma non sarà più lo stesso, in tutti i sensi.

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