Speciale Livin' on the Edge - Le belve

Sex, drugs and rock'n'roll: tutte le belve del cinema

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Vivere in bilico. Tra bene e male, col fiato sul collo e una gran voglia di libertà. Per affrancarsi dalla barbarie della violenza, magari, o da una vita comunque difficile. Spesso i protagonisti di storie di questo tipo non sono cattivi per indole, ma si ritrovano a non poter adottare mezze misure, per sopravvivere nel mondo in cui vivono. Chiamateli pure “bad guys”, se volete: non è l'etichetta che li infastidisce, quanto chi gli fa i conti in tasca.
Il cinema ce ne ha mostrati molti, nel corso degli anni: criminali incalliti più o meno fascinosi, anarchici, fuori di testa, spiriti liberi. Ce n'è per tutti i gusti. Uno dei registi che ha meglio saputo inquadrare questo genere di personaggi è senza ombra di dubbio Oliver Stone, che non ha mai avuto remore nel trattare, senza peli sulla lingua, temi scottanti come la droga o la violenza.
Proprio come nel suo ultimo film, Le belve, tratto da un romanzo di Don Winslow e con un grande cast formato da Taylor Kitsch, Blake Lively, Aaron Johnson, John Travolta, Salma Hayek e Benicio Del Toro. Il film, dopo il suo passaggio nelle sale, è ora disponibile grazie a Universal in DVD e Blu-Ray, in una esclusiva e inedita versione estesa, della quale vi proporremo presto la recensione.
Oggi, però, ci interessa soffermarci sui personaggi delle vicende cinematografiche “al limite” a cui accennavamo all'inizio, a partire proprio dai protagonisti di Le belve.

Ben (Aaron Johnson) e Chon (Taylor Kitsch) sono due amici che, lasciato il passato alle spalle, fanno la bella vita in quel della California racimolando una piccola fortuna grazie alla coltivazione di cannabis di prima qualità. La loro vita non potrebbe essere più perfetta (almeno nella loro ottica) se non fosse per la presenza di Ophelia (Blake Lively), bellissima ragazza che condivide una storia a tre coi due ragazzi. L'idillio, tuttavia, non dura a lungo: un cartello messicano della droga, scoperta la remunerativa attività dei tre, decide di imporre loro una collaborazione forzata, forti dei loro metodi coercitivi. Ma Elena (Salma Hayek) non ha idea di cosa siano capaci di fare Ben e Chon, solo apparentemente pacifici, una volta messi alle strette...
Un thriller a tinte forti dal grande cast, che vi lascerà senza fiato: e se volete scoprire la "belva" che c'è in voi, provate a utilizzare l'apposita, esclusiva app del film, a quest'indirizzo: Scopri la belva che c'è in te.

Sex, Drugs, Rock'n'Roll: musica, droga e sesso vanno spesso a braccetto in queste storie di perdizione “controllata”, condite spesso da (in)sane dose di violenza e prove di forza, come dimostrano del resto anche altri film del Maestro Stone, come U-Turn (1997, con Sean Penn, Jennifer Lopez, Nick Nolte e Billy Bob Thornton) nel quale Bobby (Sean Penn) per pagare un debito di gioco si ritrova in un guai sempre più seri. O ancora Assassini nati (1994, con Woody Harrelson, Juliette Lewis, Robert Downey Jr. e Tommy Lee Jones) vero e proprio saggio sulla violenza e sul suo ambiguo rapporto di rappresentazione e propagazione tramite i media. La prima stesura della sceneggiatura, tra le altre cose, era firmata da Quentin Tarantino, che proprio sui bad guys ha fatto la sua fortuna, a partire dal celebre Le Iene (1992) fino al recentissimo Django Unchained. Tanto che, tra un film e l'altro, ci sono citazioni o rapporti fra i personaggi di pellicole diverse. Il personaggio di Vic Vega (interpretato da Michael Madsen) in Le Iene è, difatti, il fratello di Vincent Vega, protagonista di Pulp Fiction, incarnato da un indimenticabile John Travolta (che, di suo, di bad guys nel curriculum ne ha parecchi: l'ultimo è proprio in Le belve).
Ladri, tagliagole, faccendieri: dovunque Tarantino metta le mani, personaggi e situazioni hard boiled e di genere sono assicurate.

Talvolta in modo più crudo e realistico (Le Iene, Jackie Brown), talvolta in modo citazionista, “esagerato”, di pura exploitation rifacendosi al cinema di genere (Pulp Fiction, Kill Bill). Molti degli attori che hanno dei bad guys nel curriculum sono passati tra le fila dei suoi interpreti: oltre al già citato Travolta, l'immenso Robert De Niro (potremmo dedicare uno speciale dedicato unicamente ai suoi personaggi del genere, per quanti sono!), Steve Buscemi, Tim Roth, Cristoph Waltz, Michael Fassbender, Brad Pitt. Con tutta probabilità questa fascinazione deriva da film come Quel maledetto treno blindato (1977, ribattezzato Inglorious Bastards negli USA) di Enzo G. Castellari, che difatti ha ispirato Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds)... che è stato a sua volta omaggiato da Castellari per il suo recente Caribbean Basterds! Il legame fra i vari film è molto labile, se non per le atmosfere e le tematiche, sempre e comunque riconducibili al nostro fil rouge iniziale.

E non possiamo esimerci, dunque, dal citare nuovamente due dei “bastardi” di Tarantino: Michael Fassbender e Brad Pitt. Del primo ricordiamo i ruoli al limite in molte delle pellicole in cui è comparso: Hunger, Jonah Hex (nel quale ritroviamo un altro nome che meriterebbe un paragrafo a parte: quello di Josh Brolin), Shame. E di sicuro gli lo ricordiamo per il suo magistrale Magneto in X-Men: L'inizio, che va poco d'accordo forse con droga e sesso, ma in quanto a ossessioni di potere e vendetta va fortissimo. Pitt, oltre al mitico Aldo Raine, ha una lista niente male di personaggi e film del genere all'attivo, fin da quando aveva particine, come in Al di là di tutti i limiti (1987, uno dei primi film da protagonista di Robert Downey Jr., altro grande “estremista” -lo è stato anche nella vita, del resto) passando per Thelma e Louise (1991), Intervista col vampiro (1994) e The Mexican (2001). Anche il suo ruolo più memorabile da questo punto di vista è probabilmente quello di Tyler Durden in Fight Club: un monumento vivente all'autodeterminazione.
Del resto, dopo aver parlato di Quentin Tarantino, impossibile non citare anche il suo grande amico e collega Robert Rodriguez, col quale condivide le stesse tematiche -quando non lavora a qualche film d'avventura per ragazzi, beninteso!- e col quale ha collaborato in progetti particolarissimi come Four Rooms (1995), Dal tramonto all'alba (1996), Sin city (2005) e il dittico Grindhouse - Planet Terror (2007). Opere le cui tematiche estreme coincidono decisamente con quelle da noi ricercate per questo speciale. Opere alle quali aggiungiamo, immancabilmente, la trilogia del Mariachi (1992, 1995, 2003) e la nuova saga di Machete (2010), del quale stiamo aspettando il secondo episodio, previsto a breve.

Quanti criminali, di tutti i tipi, abbiamo visto al cinema abbracciare violenza e lotte per il potere, accompagnate da una buona dose di vita sregolata ed eccessiva? Tanti, tantissimi, anche troppi. Eppure figure così controverse non smetteranno mai di esistere sullo schermo, un po' per il loro carisma un po' perché ci spingono a farci delle domande, a volte scomode. Come il celebre Joker di Heath Ledger in Il Cavaliere Oscuro (2008), ad esempio. La famiglia Corleone della saga de Il Padrino (1972) o il Tony Montana di Al Pacino in Scarface (1983).
Poi ci sono i film sui grandi colpi impossibili: quanti di voi conoscono quel piccolo capolavoro che è La stangata (1973) con Paul Newman e Robert Redford? O Un colpo all'italiana (1969)? Criminalità e sregolatezze di vario genere vengono esplorate in tutti gli heist movie, anche moderni, come la saga di Ocean's (il primo è del 2001) o nella rinnovata formula del franchise di grande successo Fast & Furious (idem, 2001). Smokin' Aces (2006) è un altro ottimo esempio, nel quale possiamo vedere poliziotti più o meno corrotti, criminali di varia natura, assassini, cacciatori di taglie, bari e ladri.

Non possiamo non prenderci un po' di spazio per parlare, nello specifico, di alcuni interpreti: Bruce Willis, ad esempio, visto in diversi dei film già citati e altri ancora, come Slevin - Patto criminale (2006).
Altra icona di questo genere di film è Jason Statham, vero erede di Stallone, Schwarzenegger e Willis, scoperto da Guy Ritchie, con cui ha girato Lock & Stock - Pazzi scatenati (1998) e Snatch - Lo strappo (2000), che lo instradano nel filone, dal quale si è separato solo raramente, visti i vari Transporter, The Italian Job, I mercenari e soprattutto i due episodi del folle Crank (2006 e 2009) che potrebbero essere assurti a emblema della vita criminale sregolata, sopra le righe e senza freni.
Come non citare, poi, in questo speciale, Johnny Depp? Ha iniziato la sua carriera interpretando il classico ragazzetto protagonista di un film horror (e dunque meritevole di morire a causa dei suoi comportamenti sregolati) in Nightmare - Dal profondo della notte (1984) e sui personaggi svitati e sregolati ci si è creato la carriera sopra: da Pirati dei Caraibi (2003) a Sweeney Todd (2007), da Parnassus (2009) ad Alice in Wonderland (2010) e sono solo alcuni. Ma, più di tutti, vanno citati il recente The rum Diary - Cronache di una passione (2011) e soprattutto Paura e delirio a Las Vegas (1998) di Terry Gilliam, vera icona di una certa filosofia di vita.

E da una stella ormai consacrata possiamo passare ad una in rapida ascesa: Joseph Gordon-Levitt. In Senza freni (2012) è protagonista di una, come del resto recita il titolo, sfrenata corsa contro il tempo, e i suoi atteggiamenti alla guida della sua bicicletta sono decisamente spericolati; In Looper (2012) è un killer a contratto che vive la sua esistenza in un continuo stato sballo, non vedendo prospettive migliori; In Esher è stato qui! (2010) è uno sfrontato e strafatto hippie moderno che diventa una sorta di “fratello maggiore” ben poco ortodosso per un ragazzino.
In ultimo, merita una menzione l'onnipresente Nicolas Cage, che nella sua sterminata filmografia si è trovato tante volte alle prese con personaggi estremi: a partire dal classico Rusty il selvaggio (1983) e Via da Las Vegas (1995), da Fuori in 60 secondi (2000) a Il genio della truffa (2003). I personaggi bordeline sono un suo tratto distintivo: indimenticabile le espressioni folli nei panni “virtuali” di Ghost Rider (2007-2012), ma ricordiamo anche Face/Off (1997), Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans (2009), Trespass (2011), Kick-Ass (2010), e Drive Angry (2011).
Per fortuna che il cinema è catartico, e non sempre questo genere di storie finisce in tragedia. A volte si risolve tutto come una burla. Magari pesante, come quelle dei film di Todd Phillips (Road Trip -2000-, Parto col folle -2010- e la serie de Una notte da leoni -2009, 2011, 2013-): genio e sregolatezza. Il genio, in particolare, nelle avventure del “branco” è praticamente assente. La sregolatezza, invece, è garantita.

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