Leggende metropolitane e Horror: la paura attraverso il passaparola

Da The Ring a Hostel, passando per The Mothman Prophecies, ecco sei film di genere horror basati su leggende metropolitane.

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In ogni leggenda c'è sempre un fondo di verità. Soprattutto se si parla di leggende metropolitane, alcune di esse diventate famose come creepypasta. A volte si tratta di storie inquietanti e davvero raccapriccianti in grado di incuriosire e affascinare il pubblico. Col tempo, le leggende metropolitane si sono diffuse oralmente, arrivando a circolare con ambiguità in rete. Anche il cinema si è affascinato al genere, soprattutto negli ultimi anni, rivalutando l'horror in tutta la sua pienezza. Perché queste storie, che siano vere oppure no, ci lasciano sempre col dubbio di fare attenzione ad ogni piccolo particolare del nostro quotidiano, come chiudere bene la porta di casa, tenere la luce accesa di notte e guardare sotto al letto prima di andare a dormire.

Hostel

Conoscete la leggenda metropolitana del rene rubato e del traffico di organi? Diffusasi dapprima negli Stati Uniti e poi in Italia, tale storia raccontava di come un'affascinante donna fosse riuscita a sedurre un povero sfortunato al quale, dopo avergli somministrato della droga, gli espiantava un rene. Il malcapitato si svegliava così privo di sensi e si ritrovava una grossa cicatrice sul corpo. Con il film Hostel, primo di una saga horror ai limiti dello splatter, Eli Roth rispolvera questa leggenda metropolitana ampliandola in una sorta di mattanza solo per gli stomaci più forti. Tre ragazzi in viaggio, alla ricerca di sesso facile, raggiungono un ostello nei pressi di Bratislava dove s'imbattono in aitanti sconosciute che li seducono; per loro è l'inizio di un terrificante incubo che potete immaginare come finirà.

The Mothman Prophecies

L'uomo falena tra leggenda e realtà: c'è chi, tra il 1966 e il 1967, dichiarò di aver visto questa misteriosa creatura con le fattezze di un uomo, occhi rossi e grandi ali; c'è ancora chi giura di averlo scorto anche più recentemente. Secondo la leggenda metropolitana, l'apparizione dell'uomo falena è simbolo di cattivo presagio. Ispirato da questa storia, nel 2002 Mark Pellington dirige Richard Gere in The Mothman Prophecies, film dove un giornalista indaga sui misteriosi messaggi lasciati dall'essere sconosciuto, che preannunciano un'imminente tragedia.

It Follows

Horror rivelazione dello scorso anno, It Follows rielabora il classico detto popolare del "mai fidarsi di uno sconosciuto" trasformando il film in un'angosciante ossessione dove il cattivo di turno non è visibile, ma è una presenza incorporea che continuamente ci segue e ci osserva. La diciannovenne Jay viene colpita da questa ‘maledizione' dopo un incontro sessuale apparentemente tranquillo. L'unico modo per liberarsene sembrerebbe quello di trasferirla al prossimo malcapitato.

The Ring

Sono stati fatti molti adattamenti cinematografici del romanzo del giapponese Koji Suzuki, il cui libro Ring è stato fonte di ispirazione e citazione per altre opere successive. Non è ancora chiaro se lo scrittore abbia inventato tutto o se la tremenda videocassetta, che annuncia la morte dopo 7 giorni a coloro che la guardano, sia una vera leggenda metropolitana. In ogni caso, la ragazzina Samara si è guadagnata un posto di tutto rilievo nell'immaginario collettivo come una delle migliori antagoniste horror.

Le Colline hanno gli occhi

Basato sulla figura (reale o meno, gli storici tendono a considerarlo leggenda) del serial killer e cannibale Sawney Bean, il film di Wes Craven riprende parte di quella storia per mettere in scena una carneficina. Una famiglia rimane ferma nel bel mezzo del deserto e si ritrova a dover fuggire da un'altra famiglia composta da personaggi mostruosi e terrificanti che vogliono ucciderli per potersi sfamare. Secondo la leggenda, Sawney Bean sarebbe vissuto in Scozia nel sedicesimo secolo e avrebbe assassinato e macellato centinaia di persone per poter sfamare i 48 membri del suo clan.

Candyman - Terrore dietro lo specchio

Mentre il film è basato sul racconto The Forbidden di Clive Barker, la figura dell'uomo con l'uncino è ispirata a una leggenda metropolitana legata proprio al maniaco con l'uncino. Seconto tale storia, due fidanzati sfuggono alla furia omicida di un assassino, ma nel momento in cui sono vicino casa, compare un uncino appeso alla maniglia della portiera della macchina. Il film si distacca dalla leggenda perché il protagonista è Candyman, uno schiavo brutalmente ucciso che comparirebbe a chiunque pronunci il suo nome per cinque volte davanti allo specchio. Più che alla figura dell'uncino, il film sembra fondere anche un'altra famosissima leggenda metropolitana, quella legata a Bloody Mary.

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