Speciale La Città Incantata e le altre opere derivate di Miyazaki

Un viaggio nei capolavori di Hayao Miyazaki derivati da sceneggiature non originali

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Uno dei capolavori più noti e amati di Hayao Miyazaki, La Città Incantata, torna finalmente al cinema per uno speciale appuntamento a termine. Difatti solo nei giorni del 25, 26 e 27 giugno sarà possibile ammirare la nuova edizione del film, portata in sala da Lucky Red. Film che, all'epoca della sua uscita, conquistò Europa e Stati Uniti, vincendo l'Orso d'Oro a Berlino e il Premio Oscar 2003 come miglior lungometraggio d'animazione. Arrivato in Occidente originariamente tramite Buena Vista, la pellicola miyazakiana fu il vero apripista per il cinema d'animazione giapponese nei cinema occidentali, dopo l'esperimento di Mononoke Hime.
Una cosa piuttosto interessante da notare, ad ogni modo, è che la filmografia di Miyazaki (e dello Studio Ghibli in generale), pur soffermandosi su alcuni temi cardine quali il romanzo di formazione e l'importanza dei vari messaggi ecologisti e pacifisti, si divide in opere originali e derivate, ma pur sempre con delle caratteristiche di base. Se, difatti, Nausicaä della Valle del vento o Il mio vicino Totoro sono farina del sacco del grande regista giapponese, è anche vero che spesso e volentieri ha preso in prestito personaggi e storie altrui che sentiva particolarmente vicino, per rinarrarle a suo modo. Proprio come con La città incantata, ispirata in larga parte al romanzo Il meraviglioso paese oltre la nebbia di Sachiko Kashiwaba. In questo primo speciale (il secondo lo troverete online il 27) vogliamo ripercorrere le tappe di questo viaggio dell'estro di Miyazaki in quello di altri autori più o meno contemporanei.

Gli inizi: Lupin III° e Conan

Tra i primi lavori importanti di Hayao Miyazaki ci sono sicuramente da annoverare due serie tv: il Maestro ha difatti prestato penna e matita per portare sullo schermo televisivo due storici personaggi quali Lupin III° (tratto dal manga di Monkey Punch) e Conan, ragazzo del futuro (uscito direttamente dal romanzo The Incredible Tide dello scrittore statunitense Alexander Key), infondendo loro alcuni tocchi distintivi ma, allo stesso tempo, recuperandone lo spirito e alcune tematiche. Interessante notare come il suo primo lungometraggio da regista sia proprio Il Castello di Cagliostro, secondo film animato di Lupin III° dove troviamo un Lupin mai più così poetico (almeno al cinema) e in cui l'attenzione è tutta sull'avventura, più che sul “colpo grosso” nonché sul personaggio co-protagonista femminile, la dolce Clarisse. Insomma, grazie a questi precedenti illustri Miyazaki fa di necessità virtù (lavorando ancora alle dipendenze d'altri) e al contempo impara a sfruttare e fare propri i punti di forza delle opere derivate.

Kiki - Consegne a domicilio

Poesia sulla vita e sulla crescita. Cosa non rara da trovare nelle opere miyazakiane, ma che possiamo amabilmente riscoprire in quest'opera del 1989 e ingiustamente considerata minore solo perché meno popolare, ma in realtà deliziosa nel suo non essere pretenziosa ma anzi, senza strafare, completa e “magica”. La storia di una buffa streghetta tredicenne che deve affrontare la sua iniziazione alla vita 'adulta' con un viaggio di formazione che ci mostra lo straordinario nell'ordinario e viceversa. Per la piccola Kiki è normale volare con un manico di scopa e interloquire con un gatto parlante, ma è, invece, un'incredibile avventura traslocare, trovarsi un lavoro e degli amici, fare una folle corsa in bicicletta. Il film è tratto dal romanzo Majo no takkyūbin di Eiko Kadono del 1985, che ha recentemente ispirato anche una versione in live action diretta dal celebre Takashi Shimizu.

La città incantata

Chihiro è una ragazzina di dieci anni, capricciosa e testarda, convinta che l'intero universo debba sottostare ai suoi capricci. Quando i suoi genitori, Akio e Yugo, le dicono che devono cambiare casa, la bambina va su tutte le furie e non fa nulla per nascondere la sua rabbia. Durante il viaggio, Chihiro ed i suoi genitori si trovano davanti ad un immenso edificio rosso, sulla cui facciata si apre una galleria senza fine che somiglia ad una gigantesca bocca. Con una certa riluttanza, Chihiro segue i genitori nel tunnel per ritrovarsi in una città fantasma, dove li aspetta però un inaspettato e sontuoso banchetto che tramuterà i due adulti in... maiali! A Chihiro spetterà il compito di scoprire cos'è successo ai suoi genitori e trovare un modo per far fronte ad un mondo completamente diverso da quello a cui è abituata, e in cui per i capricci e i vizi non c'è posto...
Il meraviglioso paese oltre la nebbia, di Sachiko Kashiwaba, è il romanzo del 1987 a cui Miyazaki attinge liberamente per creare l'immaginario di questo film Premio Oscar.

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