L'estate al cinema: i film italiani che hanno fatto storia

L'estate è stata spesso soggetto privilegiato per molti registi italiani che hanno deciso di raccontarla in film che hanno fatto la storia del cinema.

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Gli italiani non amano particolarmente il cinema. Quello che in molti posti è un vero e proprio rito di massa, nel nostro Paese assume spesso contorni limitati. Se si escludono casi eclatanti o film di portata mondiale, il rito cinematografico si è nel tempo piuttosto affievolito. L'estate, con i suoi pochi film di rilievo e con gli studios che decidono di posticipare le uscite ai periodi meno caldi, è sempre stata un periodo poco favorevole per le nostre sale, ma in un Paese come il nostro era impossibile che questo periodo non diventasse sfondo privilegiato per far nascere storie importanti, a volte leggere e a volte impegnate. Eppure sempre capaci di farci apprezzare uno dei momenti più belli dell'anno, di quelli dove l'Italia diventa ancora più bella da vivere e assaporare. Ecco alcune delle cartoline estive immortali del nostro cinema.

Tre Uomini e una Gamba (1997)

Esordio cinematografico del 1997 del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo, rimane ancora oggi uno degli esempi più fulgidi di commedia disimpegnata degli anni 90', figlio dei successi televisivi e teatrali del trio e apprezzatissimo sia dal pubblico che dalla critica. L'ambientazione estiva, un viaggio on the road lungo l'Italia da Milano a Gallipoli, è solo il pretesto per veicolare gli sketch più conosciuti della carriera dei tre, ma è anche un ottimo veicolo per raccontare l'Italia romantica del grande esodo estivo. I paesaggi, neutri e limitati, regalano comunque scorci di puro spirito italiano tra improbabili bagni al fiume, una storica partita di pallone sulla spiaggia, soste in autogrill e guai meccanici. Un compendio di italianità più o meno attuale, bello da rivivere in tutto il suo incedere romantico e malinconico, grazie all'abilità dei tre comici di saper veicolare in maniera genuinamente divertente lo spirito più buono e gentile del nostro Paese. I due film successivi eleveranno a più alte vette qualitative il concetto, ma questo esordio rimane il più tipicamente estivo del lotto.

Sapore di Mare (1983)

Che se ne dica, questo film dei Vanzina del 1983 rappresenta una tappa storica per il cinema italiano, primo passo verso il filone vacanziero che, dagli anni '80 ai '90, tra estate e inverno, rappresenterà nel bene e nel male uno spaccato del cinema e della cultura italiana. Divertente, con personaggi iconici e un Jerry Calà perfettamente a suo agio nel personaggio, "Sapore di Mare" rimane, per buone ragioni, il film più apprezzato dei Vanzina, quello che, seppur senza troppe velleità, prova ad andare oltre gli schemi scontati del divertimento all'italiana degli anni 80'. Apprezzabile lo spaccato ventennale di un'Italia passata, in una cartolina della Versilia a cavallo tra due epoche diverse nelle ambientazioni, nelle abitudini e nei personaggi: il 1964 da un lato e il 1982 dall'altro. Semplicistica ma veritiera la rappresentazione dei vizi e delle virtù di quello che eravamo e di ciò che saremo diventati, per uno schema efficace e ben riuscito, divertente e godibile, da rivedere con piacere anche oggi. Un precursore sotto tutti i punti di vista, con una delle colonne sonore meglio riuscite della sua epoca e un mood fresco che poi, purtroppo, è stato riproposto sino allo sfinimento, spolpato in ogni salsa, epoca e ambientazione.

Immaturi (2010)

Nostalgia, ricordi e adolescenza. Questi gli elementi alla base della brillante commedia estiva di Paolo Genovese. Pretesto iniziale e finale buonista sono i punti deboli di una pellicola per il resto divertente e leggera, capace di rievocare con efficacia, malinconia e con gli occhi di adulti mai troppo cresciuti, un periodo estivo tanto amato quanto odiato, quello della maturità. Così, alla soglia dei 40 anni, un folto gruppo di amici si ritrova riunito dopo tanto tempo, costretto a riprendere gli studi per sostenere di nuovo l'esame di Maturità. Tutti insieme, in una bellissima casa al mare, si ritroveranno coinvolti in uno "studio matto e disperatissimo" e in un ritorno alle origini che li porterà a scavare nel loro passato, a riscoprire il valore dei sentimenti, delle amicizie e dei rapporti difficili, a cambiare ed evolversi ancora, a sbocciare, ripartire, cambiare e... maturare una volta per tutte. Da segnalare il nutrito cast con, tra gli altri, Raoul Bova, Luca e Paolo, Ambra Angiolini, Luisa Ranieri e Ricky Memphis. Trascurabile invece il sequel del 2007, molto più "estivo" come ambientazione, concezione e atmosfera, ma incapace di ritrovare il piglio e la romantica forza del predecessore.

Notte prima degli esami (2006)

Estate fa rima con maturità anche in questo grande successo di Fausto Brizzi. L'opera prima del regista romano è un altro interessante spaccato, a misura di adolescente, degli anni 80', in quell'importante anno di transizione che fu il 1989. Giovane e fresco il cast, accurata la ricostruzione storica e continui i riferimenti alla cultura pop dell'epoca tra sport, calcio, musica e televisione. La vicenda vede intrecciarsi le storie di alcuni ragazzi in odore di maturità, in quel periodo della vita dove le responsabilità sono poche ma pesano come macigni e gli amori nascono rapidamente e bruciano in tutta la loro ardente passione. I toni sono leggeri, ma la formula per il successo più che azzeccata, tra classiche trovate comiche e quel tocco di piacevole nostalgia che ha fatto grande seguito tra gli spettatori. Un anno dopo, nel 2007, è uscito un sequel dello stesso Brizzi, questa volta ambientato nel 2006 e dedicato alla maturità di un gruppo di ragazzi e alle loro storie nell'estate che ha portato l'Italia alla storica vittoria del Mondiale di calcio in Germania.

Dillo con parole mie (2003)

Tutto trasuda estate in questo godibile film di Daniele Luchetti con un giovane Giampaolo Morelli protagonista. L'ambientazione è quella classica dei film estivi degli ultimi anni, le isole della Grecia, in questo caso la bellissima Ios. Paesaggi mozzafiato, ambientazioni affascinanti sia di giorno che di notte e natura incontaminata fanno da sfondo alla tormentata storia d'amore tra Stefania e Andrea, separatisi poco prima delle vacanze estive e pronti a ripartire da zero nel periodo più caldo dell'anno. Si ritroveranno casualmente nella stessa isola insieme a Maggie, la giovane nipote adolescente della donna pronta a tuffarsi nei caldi mari e nella vita notturna della Grecia per diventare grande e innamorarsi. Un gioco degli equivoci classico ma ben riuscito, leggero come ogni film estivo dovrebbe essere e con una colonna sonora a tema davvero interessante.

Ferie d'Agosto (1996)

L'estate è spunto di riflessione per il primo vero successo di Paolo Virzì, regista da sempre affezionato ad una commedia impegnata e dai risvolti sociali. Il suo sguardo qui si posa sulla bellissima isola di Ventotene e sullo scontro generazionale tra due "gruppi" di famiglie completamente diversi, una vicina agli ideali della sinistra e l'altra a quelli della destra borghese. Vedute diverse e punti di vista diametralmente opposti si scontreranno e si incontreranno, scatenati da un avvenimento importante e sconvolgente. A venirne fuori uno scontro di idee vacuo e quasi infruttuoso che troverà il suo culmine nella sera più calda dell'anno, quella di Ferragosto. Due mentalità diverse, figlie di un'Italia che sembra vicina ma che è lontana ormai 20 anni, filtrate sotto l'occhio attento e "di parte" di Virzì. Una commedia impegnata ma leggera, divertente ma capace di far riflette su argomenti da sempre parte del nostro bagaglio culturale, da sempre molto sentiti e impossibili da risolvere nonostante la leggerezza tipica delle vacanze e della calda stagione.

Mediterraneo (1991)

Capolavoro di Gabriele Salvatores, premio Oscar nel 1992 come Miglior Film Straniero, è uno spaccato corale di un tempo terribile per il nostro Paese, qui edulcorato dall'ambientazione del Mar Egeo e da un'Isola Greca che cambierà totalmente il destino e le idee di uno scapestrato - quanto unito - gruppo di soldati. Terzo e ultimo capitolo della trilogia della fuga del regista partenopeo, "Mediterraneo" utilizza un "non luogo" lontano, magico e fuori dal tempo per raccontare una storia di cambiamento ed evoluzione, una vicenda di crescita e trasformazione, di riscoperta delle passioni e dei sentimenti più puri in un periodo storico dove tutto era stato soffocato dalla violenza della guerra e del fascismo. Impregnato di uno spirito romantico e dalla forte impronta sentimentale, è ancora oggi uno degli esempi più vivi e fulgidi del cinema italiano degli anni 90'. Azzeccato il cast, con un Diego Abatantuono sugli scudi, incredibili e indimenticabili le ambientazioni, immortalate in una fissità temporale che cambierà radicalmente solo in un finale dolce ma dal retrogusto piuttosto amaro.

Pane e Tulipani (1999)

Film di straordinario successo di Silvio Soldini, ambientato nell'estate italiana di fine anni'90 tra Pescara e Venezia. Un vero e proprio romanzo di formazione in salsa moderna, divertente e simpatico al punto giusto, ma anche capace di far riflettere e di regalarci un'indimenticata protagonista femminile di altissimo spessore. La storia è quella di Rosalba, casalinga annoiata che, dopo un viaggio fallimentare, si ritroverà abbandonata a se stessa in mezzo all'Italia e costretta a compiere un percorso di riscoperta di se stessa e dei suoi valori che, in quel di Venezia, la trasformeranno nella donna che avrebbe sempre voluto essere. Film da godere per un'estate alternativa, tanto fresco quanto originale, ben lontano dai canoni più classici della commedia all'italiana e più vicino ad un gusto tutto francese di intendere la leggerezza e il divertimento. Ad uscirne fuori personaggi sopra le righe, piacevolmente bizzarri ma ben delineati e location mai banali, con un ritratto di Venezia tanto bello quanto originale nelle scelte e nelle ambientazioni.

Il Sorpasso (1962)

Il capolavoro più autentico di Dino Risi, un film che ha al suo interno tutto, trainato da un Vittorio Gassman in stato di grazia. Una commedia all'italiana pura e autentica, capace di cogliere con efficacia lo spirito spensierato di un'Italia in risalita, pronta a raccogliere tutto quello che il boom economico poteva portarle. Un road movie "ferragostano", un viaggio di due persone che da una Roma deserta risalgono tutta la penisola; un percorso di formazione automobilistico tra un quarantenne scapestrato e un giovane studente universitario con una gran voglia di diventare grande per un film profondo e multistratificato, con infinite chiavi di lettura. I momenti più divertenti e spensierati danno maggior risalto ad una velata ma sempre presente critica ai costumi e alla società del tempo, ma anche ad una profondità di caratteri e ad uno scontro generazionale perfetto e bellissimo. Il tutto condito da un'Italia luminosa in tutto il suo bianco e nero e da un ritmo forsennato e veloce come i sorpassi della Lancia Aurelia B24, con cui i due protagonisti portano avanti il loro incontro/scontro di crescita. Il finale amaro, tragico e potente è la ciliegina sulla torta di un film immortale, ancora oggi amato e ancora oggi perfetto vademecum di un gusto comico tutto italiano che nessuno riuscirà più a proporre con tale efficacia.