Speciale L’Egitto: avventure e maledizioni nel mondo del cinema

L'Egitto e i suoi misteri al cinema

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L’Egitto è un paese che da sempre esercita una forte attrattiva sul mondo del cinema. L’aura di mistero che avvolge questa terra ha fatto sì che anche lo sfavillante mondo del cinema, nel corso degli anni, usasse l’Egitto come location per lo sviluppo delle proprie storie o prendesse spunto dalle sue mille leggende e tradizioni.
Uno dei film più rappresentativi in questo senso è sicuramente I Predatori dell’arca perduta, il primo ed indimenticabile episodio della saga di Indiana Jones, che da oggi 19 settembre uscirà per la prima volta in Blu-ray con il cofanetto Indiana Jones: La collezione completa.
Indy, nella sua prima avventura, si trova catapultato in questa terra magica alla ricerca dell’Arca. Anche se le riprese del film sono state effettuate in Tunisia, l’atmosfera egiziana è decisamente palpabile.
In occasione dell'uscita di questo ricercato cofanetto, abbiamo deciso di ripercorrere idealmente un viaggio attraverso alcuni dei film più famosi che parlano di Egitto, avventure e stregonerie.

La quadrilogia

Per l’occasione, la pellicola di Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta è stata meticolosamente restaurata sotto la supervisione di StevenSpielberg e del sound designer Ben Burtt.
Tra i tanti contenuti speciali di questa collezione c’è anche un documentario inedito sulla realizzaione del primo film della quadrilogia, con riprese dal set ed interviste d’archivio a George Lucas, Steven Spielberg ed Harrison Ford.

In tal senso, uno dei film immediatamente ricollegabili al contesto è La Mummia. Il primo film uscì nel 1932 e nel 1999 uscì il remake diretto da Stephen Sommers, che rese celebre la figura del sacerdote Imhotep. Nel film che diede il via all’omonima trilogia, Imhotep è un sacerdote che ha una relazione con Anck-su-Namun, compagna del faraone Seti I; i due amanti verranno scoperti e mentre Anck-su-Namun si suicida pensando di essere riportata in vita successivamente dal suo amante, Imhotep sarà vittima della maledizione del Hom Dai, condannato a subire un’agonia eterna, sepolto vivo senza lingua insieme ad uno sciame di scarabei mangiatori di carne. Questo personaggio condannato a dannazione eterna è in realtà ispirato alla figura storica del vero sacerdote egizio Imhotep, un visir e architetto che visse durante il regno di Djoser (il primo sovrano fondatore della III dinastia egizia). Secondo gli studiosi ed esperti, proprio a questo architetto si deve la costruzione della famosa piramide a gradoni di Saqqara, (situata a nord-est dell’antica città di Menfi) e fondatore della scienza medica egizia. Lo stesso personaggio verrà poi ripreso nello spin-off Il Re Scorpione, ispirato alla figura storica del sovrano Horo Scorpione II, che fu un sovrano egizio della Dinastia convenzionalmente denominata 0.

Facendo un salto indietro nel tempo, un classico per quanto riguarda la tematica “maledizioni egizie” è il film del 1966 Il Sudario della mummia, diretto da John Gilling, che riporta sullo schermo il classico mito della mummia egiziana, contaminandolo con quello ebraico del Golem.
Decisamente più recente (siamo arrivati al 1994) è Stargate, del regista tedesco Roland Emmerich, da cui venne tratta anche una serie televisiva di successo. Un film fantascientifico che vede protagonista un egittologo che scopre come far funzionare lo Stargate, un grande anello che permetterebbe di viaggiare attraverso le galassie.
Nel 1998 tocca a Talos - L’Ombra del faraone portare sullo schermo tematiche e suggestioni che richiamano l’Egitto: l’archeologo Turkel scopre la tomba di Talos, uno spietato principe vissuto ai tempi dell’antico Egitto. La tomba verrà scoperchiata ma, rendendosi conto dell’errore, gli archeologi riusciranno ad evitare le disastrose conseguenze che Talos avrebbe portato con sé. Anni dopo, la nipote di Turkel organizzerà una nuova spedizione per far luce sull’accaduto. Nel frattempo a Londra si apre una mostra sul crudele Talos e contemporaneamente una serie di atroci delitti sconvolgeranno la capitale inglese.

Ma del resto, se il mondo del cinema ha attinto parecchio da queste tematiche, lo ha fatto sulla base di misteriosi eventi più o meno realmente accaduti. Nel 1922 l’archeologo Howard Carter ritrovò, nella Valle dei Re, la tomba del faraone Tutankhamon, ma misteriosamente tutti coloro che parteciparono alla spedizione archeologica morirono molto presto. Su questa vicenda si è parlato tanto: i più “romantici” continuano a credere che i decessi degli studiosi e dei collaboratori che parteciparono agli scavi furono dovute proprio ad una maledizione del faraone (la cosiddetta Maledizione di Tutankhamon) ma in realtà l’unica morte che in qualche modo potrebbe essere ricondotta alla scoperta della tomba è quella del finanziatore della spedizione: Lord Carnarvon, che morì in seguito alla puntura di un insetto nel 1923. Tutte le altre morti, che all’epoca vennero attribuite alla maledizione, in realtà si verificarono a distanza di diversi anni dalla scoperta.
Rimanendo in tema di maledizioni, illazioni e fantasie, queste nascono anche dal fatto che gli Egizi erano soliti colmare le tombe di materiali nocivi. Una delle pratiche più usate era ad esempio accompagnare la mummia con amuleti d’uranio e veleni vari, in modo da punire con la morte chiunque in futuro oltraggiasse la tomba del defunto: è la Maledizione dei Faraoni. Se vi sembra impossibile che un popolo così antico potesse padroneggiare la tecnica dell’estrazione dell’uranio, sarete smentiti dal fisico atomico Luis Bulgarini, che ha dimostrato quanto ancora oggi siano potenti le radiazioni delle tombe egizie e quanto possa essere pericoloso per gli archeologi lavorare a stretto contatto in tali ambienti.
Curiosa è anche la teoria dello stesso Bulgarini, secondo la quale il Titanic sarebbe affondato proprio per colpa di una mummia. Le indagini sul disastro del gigante transatlantico non hanno mai chiarito le cause precise del naufragio, ne tantomeno gli strani comportamenti del capitano Smith nei giorni e nei momenti precedenti l’impatto (Smith decise di cambiare rotta improvvisamente). Forse non tutti sanno che il Titanic trasportava la mummia di una veggente egiziana di proprietà di Lord Canterville, che doveva essere trasportata a New York. Tale mummia venne accuratamente sistemata all’interno di un sarcofago di legno, dietro al ponte di comando, e sono in molti a credere che le radiazioni emesse dalla mummia mandarono in tilt gli strumenti del Titanic.
Che si tratti di leggende o no, l’Egitto riesce sempre e comunque a stupirci...

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