Kong: Skull Island, il 'cuore di tenebra' di Tom Hiddleston

In Kong: Skull Island l'attore Tom Hiddleston vivrà un'avventura a tinte dark che cita apertamente Apocalypse Now

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Un re di un terra selvaggia ridotto in schiavitù, condotto in catene su una nave ed esibito a Manhattan come un fenomeno da baraccone. Storia dell'ultimo dei maxi primati, ribattezzato a partire dal 1933 - anno di uscita del primo film di King Kong - "l'ottava meraviglia del mondo". Del re delle scimmie esiste, oltre a quella statunitense, anche una versione nipponica, ancora più aberrante a causa di un regime alimentare della bestia terribilmente radioattivo. Un mostro, quello orientale, dalle misure esagerate (oltre 45 metri di altezza), escogitate ad hoc per poterlo far azzuffare con un altra creatura primordiale del cinema: Godzilla. Il King Kong americano, invece, vanta tre celebri trasposizioni cinematografiche (in attesa di vederlo in azione nell'imminente Kong: Skull Island): la prima apparizione del '33 (uno dei primi esempi, dopo Il mondo perduto del '25, di utilizzo della tecnica "a passo uno" o stop-motion); il remake del '76 con Jeff Bridges e Jessica Lange con Carlo Rambaldi chiamato a realizzare un animatronic di 12 metri; un terzo rifacimento realizzato nel 2005 da Peter Jackson, caratterizzato da una commistione di elementi fantasy, avventurosi e del romance. Ora, con Kong: Skull Island, è la volta del reboot a cura di Jordan Vogt-Roberts, ambientato durante gli anni '70, in piena epoca Vietnam. Ed è proprio ai war movie a tema conflitto vietnamita che la pellicola con Tom Hiddleston si ispira, a partire dal marketing del film ispirato ad uno dei capolavori del cinema: Apocaypse Now.


Apocalypse Tom

Kong: Skull Island, già dalle prime sequenze mostrate nel trailer, rievoca "l'orrore" che tanto ossessionava un appesantito Marlon Brando nel film diretto da Francis Ford Coppola. Kong erede di Brando quindi? Certo che no (anche se la mole dei due personaggi è quantomeno equiparabile). Di certo le sfumature da film di guerra di Skull Island contribuiscono ad innalzare il livello di azione e pathos del film con Hiddleston, Brie Larson e Samuel L. Jackson. Il paragone con Apocalypse Now, poi, non ha modo di esistere, vuoi perché il film di Vogt-Roberts fa comunque perno su una delle creature più celebri della Storia del Cinema, vuoi perché il war movie di Coppola conserva tutt'oggi uno spessore irraggiungibile: un'opera memorabile in cui l'orrore della guerra cede via via il passo alla discesa negli inferi dell'animo umano, incalzata dalle note di Wagner e dei Doors. I punti di contatto fra i due film, però, sono lampanti: in entrambi una spedizione militare intraprende un viaggio nella giungla infernale, chi tra vietcong inferociti chi invece tra "vietKONG" primordiali. A guidare le truppe, da un lato Martin Sheen, dall'altro Tom Hiddleston, uno dei volti noti del cinema odierno, star dei cinecomic Marvel - è Loki, fratellastro villain di Thor - e protagonista della serie tv spy The Night Manager.

Un re a tutto rock

"Lui è Kong, è il re di questo posto". Non si va a casa degli altri a sganciare bombe, a meno che non si voglia dare inizio ad una guerra. Kong: Skull Island, fin dalle premesse, si palesa come un film di guerra che ad un primo sguardo sembra ridurre il tutto ad uno schema invasori/difensori tipico del cinema di un tempo. Sembra, appunto. Perché, a dispetto di elicotteri Black hawk che sorvolano l'Isola del teschio sulle note di Bad Moon Rising dei Creedence Clearwater Revival, il tono della pellicola muta repentinamente, allontanandosi perfino dagli schemi delle trasposizioni di Kong precedenti: nessuna troupe cinematografica a caccia di animali fantastici (e dove trovarli, se non su un lost world?), differente setting storico e, assieme a creature aberranti, una popolazione indigena pronta a sorprendere gli intrusi. Il fantasy fa quindi capolino tra le pagine di sceneggiatura del film con Hiddleston, raccontando di mostri predatori - gli "strisciateschi" - che vivono negli inferi di Skull Island. Per fortuna che c'è Kong, Il dio dell'isola, ultimo dominatore della Terra dalle dimensioni extra-large (31 metri di altezza e 10mila tonnellate di peso, tre volte la creatura protagonista del remake di Jackson del 2005). Il preludio al crossover più mostruoso di sempre - Godzilla vs Kong - è pronto a fare il suo esordio in sala.

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