Speciale Italo

La vicenda narrata nel film di Alessia Scarso prende le mosse da una storia realmente avvenuta, pochi anni fa...

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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Se Italo non fosse mai esistito, di certo sarebbe nato dalla fantasia di uno sceneggiatore. Essendo esistito davvero, non poteva che essere il protagonista di un film, in uscita domani nelle sale italiane, distribuito da Notorious Pictures. La pellicola, diretta da Alessia Scarso (autrice anche del soggetto, insieme a Coralla Ciccolini) e con protagonisti Marco Bocci, Elena Radonicich e Barbara Tabita, narra una storia vera che chiedeva di essere raccontata. La trasposizione cinematografica di Italo non racconta solo la vita di questo straordinario “personaggio” ma è una vera e propria storia corale, alimentata dagli intrecci degli abitanti di un intero paese. L'obiettivo è quello di realizzare una commedia brillante, ma al tempo stesso umana e toccante. Protagonisti, accanto ad Italo, sono tre bambini e tre adulti, sullo sfondo di una Sicilia piena di colore e tradizioni, dove un randagio conquista l’affetto dell’intera comunità, fino a diventarne beniamino, e nasce una grande amicizia tra un bambino solitario e taciturno e un cane speciale.

Chi era Italo?

La vicenda narrata nel film di Alessia Scarso prende le mosse da una storia realmente avvenuta, pochi anni fa. Una storia che ha il sapore di una favola. Era il 2009 e a Scicli, cittadina in provincia di Ragusa, in seguito ad un brutto episodio di cronaca che aveva coinvolto un branco di randagi e un bambino, tutti i cani vennero presi e portati via dalla strada. Ma un meticcio color miele arrivò a Scicli proprio in quel periodo... Qualcuno immaginoò fosse rimasto solo dopo la morte del suo anziano padrone, qualcun altro lo credette abbandonato da un clochard. Ma Italo non ha mai voluto raccontare a nessuno la sua storia. Stranamente, al suo arrivo la psicosi da randagio cominciò ad affievolirsi, e lui non incuteva certo timore. Scelse la via Mormina Penna come sua nuova dimora, data la vicinanza ai ristoranti del luogo. E iniziò, curiosamente, a frequentare messa, nella chiesa di San Giovanni in piazza. Il parroco si arrabbiò: può un cane entrare in chiesa? E mise fuori un cartello: "È vietato ai cani entrare". Italo finse di essere analfabeta e andò a messa ugualmente. Passò qualche tempo e imparò anche i tour delle visite guidate: iniziò dunque a precedere i turisti, a instradarli. Il cane entrò definitivamente nell'immaginario popolare poco dopo, in occasione del funerale di un giovane morto in un incidente stradale. La notte precedente il funerale, difatti, fece la veglia davanti alla chiesa e il giorno dopo, tra lo stupore di tutti, aprì il corteo funebre davanti alla bara.
Chi fu Italo? Cosa fu Italo? Secondo alcuni, la reincarnazione di qualcuno che ha amato Scicli. Si prese anche la briga di presidiare il centro storico, inseguendo le auto in transito nella zona a traffico limitato e abbaiando loro contro. Partecipava a funerali, matrimoni, feste religiose. Andava a salutare i bambini all'uscita di scuola e, in un memorabile fuori programma, entrò in scena durante la festa delle Milizie, quando l'emiro Belcane apostrofa il Conte Ruggero: "Cane d'un cristiano". E lui si precipitò sul palco. Per l'anno successivo, il sindaco fu costretto a emettere un'ordinanza: durante la festa Italo deve essere tenuto al guinzaglio, sia mai che conceda il bis... Era diventato un personaggio. Tanto che una nobildonna, infine, spese 2000 euro per far commemorarlo, facendo realizzare la sua statuina appositamente per il presepe cittadino. E non si tratta di fantasie... è tutto documentato, fotografato, filmato. Italo è venuto a mancare il 31 gennaio 2011, lasciando un vuoto in tutto il paese.

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