Roma 2015

Speciale Il Viaggio di Arlo

Presentate alcune clip del nuovo film Pixar: Il Viaggio di Arlo si prospetta già un concentrato bellissimo di risate e lacrime. A parlarcene è stato Kelsey Mann, supervisore della storia di questo progetto.

speciale Il Viaggio di Arlo
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Ogni film Pixar porta con sé un enorme bagaglio di curiosità e aspettative: i famosi Studios ci hanno ormai da anni abituati ad altissimi standard di narrazione ed estetica dell'animazione. Vale anche per il prossimo Il Viaggio di Arlo, la cui uscita al cinema è prevista in Italia per il 25 novembre. La domanda alla base di questo nuovo progetto è: che cosa sarebbe successo se l'asteroide che ha cambiato per sempre la vita sulla Terra non avesse colpito il nostro Pianeta e i dinosauri non si fossero mai estinti? Si forma così il viaggio epico nell'era della preistoria, dove un coraggioso e curioso dinosauro di nome Arlo stringe un'insolita amicizia con un essere umano. A mostrare un esclusivo footage del film alla Festa del Cinema di Roma è arrivato Kelsey Mann, che lavora nel dipartimento storia di Pixar Animation sin dal 2009 (ha collaborato anche a Monster University e Toy Story 3). "Tutti questi film sono difficili da realizzare", ha esordito, "e questo non è da meno. Io in realtà sono stato coinvolto solo verso la fine del progetto, negli ultimi due anni, dopo che Pete Sohn è stato scelto come regista. Quelle che vedrete voi sono alcune sequenze chiave del film, che vi presentano Arlo, un piccolo dinosauro che vive con la sua famiglia. Ha un grande cuore ma è un fifone! Il cuore di tutto il film è la storia tra un ragazzo e il suo cucciolo, solo che nel nostro caso è il dinosauro ad essere il ragazzo!". Kelsey Mann è davvero molto felice di poter far vedere questi primi filmati de Il Viaggio di Arlo, glielo si legge negli occhi mentre ne spiega ogni dettaglio. "Sono entusiasta che voi possiate vedere questo footage, anche perché la maggior parte del materiale è stato completato tipo la scorsa settimana, Ci sono molte persone in Pixar che non hanno ancora avuto modo di vederlo, nemmeno mia moglie che mi ha accompagnato".

La prima impressione su Il Viaggio di Arlo

Quelli che ci sono stati mostrati sono degli spezzoni non connessi tra loro della durata totale di 30 minuti circa, eppure sono bastati a dare a tutti un'idea ben precisa di quello che sarà Il Viaggio di Arlo, che fin da subito dimostra di avere quel difficilissimo pregio di unire momenti di smisurato divertimento e nonsense a sequenze altamente emotive, in grado di sciogliere anche i cuori più cinici. Poche parole, soprattutto visto che il bambino è ancora un cucciolo -quindi non è in grado di esprimersi col linguaggio verbale- che permettono alle immagini di avere una grande forza d'impatto. Arlo, in seguito a un incidente, è caduto nel fiume e la corrente lo ha portato lontano da casa. Solo, disperato e ferito, sa che dovrà seguire il corso del fiume per tornare dalla sua famiglia. E durante il viaggio incontrerà diversi ostacoli e curiosi personaggi: a cominciare dal piccolo umano (da quello che capiamo, devono già essersi incontrati prima dell'incidente), passando poi per bizzarri dinosauri e pericolose creature che, pur essendo dei dinosauri, ricordano nei movimenti e nelle intenzioni le meschine iene de Il Re Leone. Con Il Viaggio di Arlo, i Pixar Animation Studios si spingono ancora una volta oltre i normali parametri estetici dell'animazione, giocando con l'acqua e il fogliame delle piante in modo minuzioso e preciso, disegnando panorami che sembrano fotografie dal vivo e non "semplici" riproduzioni in computer grafica. E anche quando i contrasti cromatici si fanno leggermente azzardati, si presuppone che alla base ci sia una motivazione narrativa.

Kelsey Mann presenta Arlo

In giro si dice che, per avere la possibilità di lavorare in Pixar, bisogna avere un numero di dottorati divisibile per tre.
Se fosse vero io non starei lavorando per loro... però non diteglielo, mi piace come lavoro!

Il Viaggio di Arlo propone una nuova riflessione sull'amicizia, rovesciando in modo geniale il rapporto che c'è tra noi e il mondo animale.
In Pixar cerchiamo sempre di fare qualcosa di diverso e iniziamo facendoci la domanda "che cosa sarebbe successo se...". Abbiamo pensato di voler fare qualcosa di interessante e siamo partiti dalla classica storia del ragazzo e del suo cucciolo, ma l'abbiamo rovesciata! È diventata qualcosa che non è mai stato realizzato prima, rimanendo familiare. Io mi occupo della storia e abbiamo realizzato tante varie versioni di questo film, ma alla fine devi scegliere quel qualcosa che sia giusto per il film. Abbiamo realizzato anche delle scene che non ci sono, immaginandoci i dinosauri che guidavano l'automobile, per esempio. Ma si spingevano troppo in là. In realtà non volevamo che disponessero di tanta tecnologia, volevamo ambientarli nei tempi della nuova frontiera, che fosse il mondo dell'epoca, con i ranger e i contadini.

In moltissimi film Pixar ritroviamo questo momento in cui i protagonisti sono lontanissimi e abbandonati, per alcuni progetti è proprio il fulcro dell'intera storia, così come per Arlo.
Il cuore di questo film è la storia tra il ragazzo e il suo cucciolo. Abbiamo cercato di raccontare questa storia, di quel momento della vita dei bambini in cui avviene la transizione tra l'infanzia e l'età adulta. Abbiamo mandato Arlo alla scoperta della sua crescita... dopotutto ci sono molte culture in cui i ragazzi vengono mandati nella foresta, magari soltanto con un bastone, e viene detto loro di tornare solo una volta diventati uomini. Questa è la ragione per cui abbiamo fatto perdere Arlo in questa foresta.

Con un tema come i dinosauri, che tipo di studi avete fatto prima di lavorare a Il Viaggio di Arlo?
Ogni dipartimento fa diversi tipi di ricerche, sicuramente iniziamo uscendo dai nostri uffici e andando a vedere i vari posti. Io, per esempio, non mi sono mai occupato di bestiame, come potevo essere in grado di disegnarlo? Alla fine Pete e io abbiamo pensato che solo il bestiame avrebbe potuto occupare un film a parte! Ma non sono un cowboy! Il dipartimento della storia va alla ricerca di determinati elementi, cercando di vivere sulla nostra pelle quelle che sono le sensazioni. Il dipartimento artistico, invece, va a vedere il colore della polvere, la consistenza del terriccio. Noi siamo andati davanti a una montagna altissima e ci siamo sentiti assolutamente insignificanti davanti alla grandezza di quella catena montuosa. Ma il primo posto della nostra ricerca è dentro noi stessi: quando dobbiamo raccontare una storia, la prima cosa che andiamo a studiare è dentro di noi, la nostra vita, ci raccontiamo cosa sentivamo a quell'età, delle paure dei nostri figli, così da creare una storia in cui tutti si possono immedesimare. I miei film preferiti sono quelli in cui i realizzatori sono stati onesti, hanno messo se stessi sullo schermo e hanno trasmesso dei sentimenti veri.

I dinosauri che abbiamo visto in queste scene sono tutti erbivori...
Sui dinosauri sono stati fatti molti film e noi vogliamo fare sempre qualcosa che non è stato fatto prima. In realtà alla Pixar non lo abbiamo considerato come un film sui dinosauri, ma solo su un ragazzo e il suo cucciolo. Arlo è il ragazzo e si da il caso che sia un dinosauro. Quello che abbiamo cercato di fare è qualcosa di diverso, ma il tutto si riduce a un personaggio a cui vuoi bene, che hai a cuore. Il mio lavoro in Pixar inizia dai disegni, che poi diventano delle bozze, delle cianografie e passano in altre mani, di persone molto più intelligenti di me. Io stesso sono sorpreso e spesso rimango senza parole davanti a quello che gli altri dipartimenti sono in grado di fare, partendo dai miei disegni.

Il Viaggio di Arlo sembra avere la struttura di un western classico. Anche in altri film Pixar si notano riferimenti ai generi classici della storia del cinema...
Non è stata l'intenzione originaria di quando si è iniziato a lavorare al film 5 anni fa. Quando sono stato coinvolto in questo progetto, questa però è stata la prima cosa che Pete mi ha detto. In lui questa intenzione è sempre stata lì. Poi, il come la si realizza, è tutta un'altra storia e noi non lasciamo nulla di intentato. Per esempio abbiamo creato un saloon in cui entrare e chiedere un drink, abbiamo studiato tutti gli aspetti possibili.

Parliamo adesso della qualità dell'animazione: c'è qualcosa di mai visto prima riguardo l'acqua!
Sì, ma non per me! Cioè per me è stato facile, io la disegno l'acqua!!! Vi dico cosa è estremamente difficile, anche se io non sono uno esperto di cose tecniche. La cosa veramente difficile è far interagire il personaggio con l'acqua e ogni volta che lo proponevo, mi chiedevano: lo dobbiamo proprio fare? Lo hai già messo due volte nella storia! Avete presente il film di Steven Spielberg, Duel? Hanno creato un pezzo di film e hanno continuato a utilizzarlo, in loop. Anche noi, in un certo senso, abbiamo utilizzato questa tecnica con l'acqua. La prima scena dove Arlo viene trascinato dalla corrente del fiume è stata la prima cosa che abbiamo fatto, perché era quella più difficile. L'abbiamo messa subito in produzione per vedere se saremmo riusciti a cavarcela. La squadra degli effetti speciali è stata veramente eccezionale. Tutto ciò che è abitualmente nello sfondo, tutti quegli effetti che generalmente fungono da supporto, in questo film spesso sono stati messi in prima linea, come quando le nuvole si chiudono e oscurano il sole.

La relazione tra Arlo e Spot non si basa sulla comunicazione...
Sapevamo fin dall'inizio che avremmo fatto un film con pochi dialoghi, anche perché Spot non può parlare. Questo presentava molte sfide. In genere i film per famiglie vengono riempiti di dialoghi, personaggi e bla bla bla. Noi volevamo che questo film fosse più silenzioso, più tranquillo, più riflessivo. Ma non hai niente dietro cui nasconderti, sei in una condizione di maggiore vulnerabilità.

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