La Bella e La Bestia: dal cartoon al trailer del live-action con Emma Watson

Svelate le prime immagini del prossimo live action Disney, tra tecnica, musica e nostalgia: il trailer perfetto, che fa sognare l'arrivo del film.

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Serena Catalano Serena Catalano Figura mitologica metà umana e metà pellicola, ha sfidato e battuto record mondiali di film visti, anche se il successo non l'ha minimamente rallentata. Divora cortometraggi, mediometraggi, lungometraggi, film sperimentali, documentari, cartoni animati: è arrivata addirittura fino alla fine della proiezione di E La Chiamano Estate. Sogni nel cassetto? Una chiacchierata con Marion Cotillard ed un posto nei Tenenbaum.

Era il 1991 quando al cinema uscì il 30° classico d'animazione targato Disney, intitolato La Bella e la Bestia. In piena armonia con l'immaginario Disney il film d'animazione è basato su una fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, pagine che si trasformano in immagini, musiche e scene pronte ad entrare nella storia. In questo caso, poi, non è solo una metafora: La Bella e la Bestia fu infatti il primo film d'animazione in assoluto ad essere nominato all'Oscar come miglior film, un segno di tempi che cambiano, di cinema che si reinventa, di stereotipi abbattuti. Per la prima volta infatti musica e disegni non riguardano più esclusivamente il mondo dell'infanzia, ma presentano una narrazione solida, una struttura adulta in grado di convincere perfino l'Academy. Forse per questo la sfida di Bill Condon, chiamato a trasporre il cartone animato in film live action, è allo stesso tempo la più facile e la più rischiosa. Si parte da una materia già profondamente filmica e quindi di semplice trasposizione (al contrario di quanto poteva essere per Kenneth Branagh, chiamato a ricostruire Cenerentola, o a Il Libro della Giungla di Jon Favreau), ma allo stesso tempo c'è il rischio di costruire qualcosa di già visto e, nel reinventarlo, rovinare quello che lo ha reso uno dei classici d'animazione più amati di tutti i tempi.


Tra il mito e il futuro

Il giusto bilanciamento tra la nostalgica esperienza del cartone animato e la necessità di raccontare qualcosa che non sia già visto è un gioco da equilibristi che, a giudicare dai pochi minuti di trailer, Bill Condon sembra aver gestito ottimamente: il materiale svelato ieri al pubblico è una dichiarazione d'intenti nei confronti di un audience che per mesi ha spasmodicamente atteso, rubando piccole immagini, anticipazioni, suoni e colori dal poco materiale antecedente. Mai c'era stata così tanta anticipazione per un live action Disney: merito di un meraviglioso cast (Emma Watson nei panni di Belle e Luke Evans in quelli di Gaston sembrano usciti dal cartone animato, ma si attendono anche Stanley Tucci, Ian McKellen, Dan Stevens, Emma Thompson tanto per citarne solo alcuni) e di una storia che ha cresciuto intere generazioni ed è pronta a meravigliare di nuovo, proprio come fa in pochissimo tempo con il trailer. Per farlo, il regista sembra aver scelto l'omaggio, citando all'interno delle immagini che abbiamo visionato non solo alcune battute, ma perfino musiche, atmosfere, intere inquadrature.

Dove inizia il film e finisce il cartone animato

La prima sequenza presenta il castello in panoramica, che si trasforma come immaginato nel classico logo Disney. Accadeva anche allo sfondo blu con castello bianco delle videocassette Walt Disney, chiunque sia stato bambino o adolescente in quel periodo lo ricorda: basta solo quell'attimo per travolgerci e farci tornare di nuovo di fronte ad un vecchio televisore. Il vero tocco di classe del montaggio arriva tuttavia con la musica, che riesce davvero a farci sognare: lo score è lo stesso del film d'animazione, composto da Alan Menken nel 1991 e riproposto di nuovo nella sua quasi totale interezza. Al resto pensano le immagini, e l'attenzione quasi maniacale nel ricostruirle replicando spesso perfino gli angoli di macchina, le dinamiche e le espressioni del cartone animato. Il trailer fa esattamente ciò che deve fare, ovvero infonderci un'endovena di nostalgia grazie a scene mirate che vivono nell'immaginario comune e ora rinascono a nuova vita - la cella del padre di Belle (Emma Watson), la taverna di Gaston(Luke Evans), la libreria del castello e, infine, l'immancabile ballo. Un vestito giallo e un giro di valzer dopo siamo già pronti a commuoverci e ad applaudire, per un lavoro che grazie a questi due minuti si preannuncia curatissimo in ogni dettaglio e indubbiamente capace di farci rivivere delle emozioni che, in fondo, non sono mai morte.

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