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Il Soldato d'Inverno, eroe oscuro tra colpa e redenzione

Un salto nella straordinaria e intricata vicenda del Soldato d'Inverno di Sebastian Stan. L'evoluzione di Bucky Barnes nel Marvel Cinematic Universe.

speciale Il Soldato d'Inverno, eroe oscuro tra colpa e redenzione
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Abbiamo inaugurato il filone "superheroes" con Iron Man (restate sintonizzati su Everyeye.it perché non parleremo solo dei beniamini dell'Universo Cinematografico Marvel). Il protagonista di oggi è Il Soldato d'Inverno, che nelle pellicole dei Marvel Studios è impersonato dal rumeno Sebastian Stan. Parlando di fumetti, se in passato l'assunto era "nessuno resta morto nei Marvel Comics tranne Bucky e Zio Ben", il primo dei due - creato nel 1941 come spalla di Captain America da Joe Simon e Jack Kirby - viene resuscitato in altra veste e con successo da Ed Brubaker nel 2005. L'autore, contro ogni pronostico, crea un arco narrativo tra i più amati dai fumetti addicts. Come nel caso di Tony Stark (Robert Downey Jr.), in questa sede ci concentreremo sul personaggio del Winter Soldier versione cinematografica, un po' diverso da quello delle run a fumetti, ma che comunque non difetta di pathos.

Come fratelli

In Captain America - Il Primo Vendicatore, stand-alone movie del 2011 diretto dal premio Oscar Joe Johnston, viene introdotto il personaggio di Bucky (Sebastian Stan), migliore amico di Steve Rogers (Chris Evans) dall'infanzia. Sono gli anni '40 del secolo scorso e l'America, dopo l'attacco di Pearl Harbor, è a caccia dell'Anticristo (Hitler). Il mondo vive un momento tra i più bui della storia e tutti i ragazzi in età da reclutamento sognano di salvare l'umanità dalla minaccia nazista. Tra loro c'è James Buchanan Barnes, per gli amici Bucky, ragazzo prestante e spavaldo, è il "best pal" di un - allora - mingherlino e malaticcio Rogers, a cui manca il fisico ma non la cocciutaggine. Iperprotettivo nei confronti dell'indifeso mini-Rogers, Bucky è la roccia su cui Steve può contare in ogni occasione: che si tratti di un lutto, di una rissa in un vicolo o di una serata spensierata a godersi le diavolerie futuristiche di Howard Stark (Dominic Cooper), la promessa tra i due è di esserci sempre l'uno per l'altro ("fino alla fine"). Barnes prova una sincera ammirazione per le qualità di Rogers; ne rispetta la morale, l'altissimo senso del dovere, lo sconsiderato coraggio. Per Bucky, Steven non deve dimostrare niente a nessuno e per questo tenterà ripetutamente di dissuadere l'inadeguato Rogers dal sogno di arruolarsi. I due sono la famiglia l'uno dell'altro, il legame di cui tutti hanno bisogno: questo è il nodo centrale della questione "Bucky" nel futuro di Captain America.

La caduta di Bucky, l'ascesa del Soldato D'Inverno

Durante la Seconda Guerra Mondiale il Sergente Barnes verrà catturato dall'Hydra del Teschio Rosso con tutta la sua unità, il 107° Reggimento Fanteria. Sarà Captain America a partire per andare a salvare lui e i soldati superstiti. Bucky è sconvolto e allo stesso tempo orgoglioso di ciò che Steve è diventato: lui del resto, aveva sempre saputo chi fosse il suo amico. Successivamente entrerà nella squadra d'élite Howling Commandos, non per seguire Captain America ma, come dirà a Steve, ("il piccoletto di Brooklin che era tanto scemo, sempre a caccia di risse: io seguirò lui."). Bucky si distinguerà per coraggio e spirito di sacrificio, spingendosi più volte là dove a Cap - baluardo di correttezza e moralità - non era consentito. Dato per morto in missione, volato giù dal treno davanti agli occhi di uno Steve incredulo per non essere riuscito a salvarlo, Bucky sopravviverà e, come scopriremo in Captain America -The Winter Soldier, sarà recuperato, ibernato, dotato di un braccio cibernetico e trasformato in un assassino senza memoria dal Dottor Arnim Zola (Toby Jones). Usato all'occorrenza, sarà più volte sottoposto al lavaggio del cervello per evitare contaminazioni emotive. Conservato in stasi criogenica tra una missione e l'altra, invecchierà di soli cinque anni in un arco di cinquanta. La fine di James Buchanan Barnes segna la nascita del Soldato d'Inverno.

"Chi diavolo è Bucky?"

Captain America: The Winter Soldier dei fratelli Russo, è in tutto e per tutto una spy story classic style nella quale le certezze di ogni personaggio vengono meno e la fiducia diventa una chimera. In questo quadro, il Soldato d'Inverno si vede in poche ma significative scene. Dopo la scoperta da parte di Nick Fury (Samuel L. Jackson) che l'HYDRA è ancora attiva e ha compromesso lo S.H.I.E.L.D, il supersoldato viene scongelato per uccidere il direttore; il mandante è lo stra-corrotto Alexander Pierce (Robert Redford). Il Soldato d'Inverno sferra due attacchi a Fury: uno in strada, facendogli saltare in aria il Suv, e l'altro a casa di Rogers, crivellandolo di colpi. Entrambe le scene sono cariche di tensione, il killer dal braccio di metallo è temibile e spietato. Quando però Cap gli lancia contro lo scudo dopo un inseguimento che finisce sui tetti e questi lo ferma con estrema facilità, gli occhi che fissano Rogers tradiscono un lampo di malinconia misto rabbia. In questo momento si inizia a provare empatia verso l'antagonista del Capitano. Lo scontro in autostrada svela l'identità del sicario. Il Soldato d'Inverno deve terminare Cap e Vedova Nera (Scarlet Johansson). Alla fine di un combattimento serrato, Rogers stacca la maschera dal volto del combattente Hydra e esclama ("Bucky?"). ("Chi diavolo è Bucky?") risponderà Barnes, in preda a un micro-raptus da personalità multipla, per poi sparire.


Crisi d'identità

Rientrato alla base, il soldato mostra segni di "discontinuità". Ha ricordi random del passato: la caduta, Steve, il gelo, la perdita dell'avambraccio, il recupero dal burrone. Rivede Zola, sente la sua voce comunicargli che lui ora è il "pugno dell'HYDRA", e chiede a Pierce chi fosse l'uomo visto sul ponte, riferendosi a Cap. Torturato da flash di memoria che non riesce a contestualizzare, fisserà il vuoto sconsolato dicendo ("Ma io lo conoscevo"); per tutta risposta Pierce ignorerà il crollo emotivo di Barnes, ne ordinerà il reset del cervello e quindi bye-bye Bucky, bentornato all'In(F)erno, Soldat. Nel finale di The Winter Soldier c'è il punto di rottura, il climax che frantuma definitivamente l'equilibrio fasullo creato dall'Hydra nella testa di Buck. Lo scontro con Captain America lo vede in difficoltà, bloccato mentre l'Helicarrier sta per schiantarsi. Cap lo libera e cerca di fargli recuperare i ricordi ("Non combatterò con te. Tu sei il mio migliore amico"). Barnes, che in quel momento ha in testa un frullatore a immersione, ulula a Rogers ("Tu sei la mia missione") e usa la faccia del Vendicatore come un pungiball finché, alle parole di Cap ("E allora concludila, perché io sarò con te fino alla fine"), la breccia si apre e una parte di quello che fu Bucky riaffiora tra consapevolezza, rimorso e disperazione. Salva Steve, che stava affondando privo di sensi dopo essere caduto dall'aereo. Che Bucky ricordi o meno chi sia quel ragazzo che dice di conoscerlo, non è dato saperlo. Però, per la prima volta in cinquant'anni, lui è libero di scegliere di non uccidere.

Un guaio di soldato

In Captain America: Civil War Bucky svolge un ruolo fondamentale. Diventa, suo malgrado, la pietra dello scandalo che porterà alla guerra civile i Vendicatori, già divisi in due fazioni tra chi trova giusto registrarsi ed essere controllato dalle autorità (Team Iron Man), e chi vuole mantenere l'autonomia (Team Cap). Accusato ingiustamente dell'attentato di Vienna mentre se ne sta tranquillo a Budapest a rimettere a posto i cocci di un'esistenza un po' sfigata, Bucky servirà al nuovo villain Zemo (Daniel Brühl) per attuare il piano di vendetta contro gli Avengers, responsabili in Sokovia della morte di tutta la sua famiglia. I fatti li conosciamo: al suono di ("Brama, ruggine, diciassette, alba, Homo, nove, benevolo, benvenuta, uno, vagone merci") il Soldato d'Inverno è "pronto a obbedire". Inizia il susseguirsi di avvenimenti - tra cui lo scontro tra i due team con i succosi siparietti di amore-odio tra Falcon (Anthony Makie) e Bucky - che portano alla base siberiana dove si svolge lo scontro finale tra Iron Man, Captain America e il Soldato d'Inverno.

Dov'è la giustizia, Cap?

Durante tutto il film Barnes lotta strenuamente per cercare di recuperare i suoi ricordi ma inizia a pensare che Cap si stia spingendo davvero troppo oltre per salvarlo. Ha paura che perda i suoi amici per colpa sua. Barnes: "Non so se valgo tutto questo, Steve". E Rogers replica: "Quello che hai fatto in tutti quegli anni non eri tu. Non avevi scelta". Barnes: "Lo so, ma l'ho fatto.". Il cambiamento del personaggio del Soldato d'Inverno, le sfaccettature che ne delineano la personalità sono molteplici e fanno capolino in diverse sequenze della seconda pellicola dei fratelli Russo. Se prima era controllato da aguzzini psicopatici che lo avevano robotizzato e privato dei sentimenti, adesso deve fare i conti con le conseguenze delle azioni da villain che ha commesso, con la realtà della sua condizione di supersoldato, con i cadaveri che ha seminato ("Ricordo ognuno di loro") tentando di venire a patti con l'orrore che ha provocato. Naturalmente, nel frattempo, deve pure cercare di non farsi ammazzare da un infuriato Iron Man (e come dargli torto, povero Tony?), che lo vede solo ed esclusivamente come il mostro omicida che ha trucidato i suoi genitori. In molti non capiscono perché Cap crede che sia giusto salvare Barnes e tra questi ovviamente c'è Stark. Captain America è cambiato, non si adatta al nuovo tempo in cui è costretto a vivere, non ha appigli, gli manca lo scopo in un mondo che ha perso i valori che lui era chiamato a rappresentare. Ritrovare Buck, salvarlo dall'orrore che ha vissuto (anche per colpa sua), è qualcosa per cui vale la pena lottare perché ("anche quando non avevo niente, avevo Bucky"). E' la sua famiglia ed è triste che non riesca a farlo capire, almeno in questa occasione, a Tony, comprensibilmente posseduto da rabbia suprema. Hanno entrambi ragione e entrambi torto. In mezzo, come sempre, c'é Bucky.


Verso la redenzione

Il suo è un personaggio interessante perché ci si sente vicini alla vicenda umana che lo vede protagonista. Un uomo normale vittima di forze più grandi di lui che cerca, nonostante le violenze subite e inflitte, di riguadagnarsi un posto nel mondo. Non è chiaro che strada prenderà nell'MCU; per ora lo lasciamo volutamente ricongelato in Wakanda da T'Challa (Chadwick Boseman), aka Black Panther, ma probabilmente in Avengers: Infinity War i fratelli Russo approfondiranno la questione. C'è chi ipotizza un intervento del Doctor Strange (Benedict Cumberbatch) per liberarlo dal tarlo del controllo mentale, chissà. Sebastian Stan ha altri sei film in programma con i Marvel Studios e che siano stand-alone sul Winter Soldier o film sul "nuovo" Captain America, il personaggio di Bucky è talmente complesso e intrigante che sapere dove andrà a finire l'ex pugno dell'Hydra non può che stuzzicare la fantasia degli spettatori fan dei cinecomics. Stay Tuned.