Il cinepanettone oggi: crisi di un genere

Dai flop Un Natele al Sud e Fuga da Reuma Park al deludente Mister Felicità: riflettiamo sullo stato attuale degli appuntamenti festivi in sala.

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"Anche questo Natale se lo semo levato dalle palle!" Battuta mitica pronunciata da Riccardo Garrone, nei panni del patriarca della famiglia Covelli, al termine di Vacanze di Natale, il film che nel 1983 inaugurò la tradizione del cinepanettone, ma anche l'anticipatore dell'attuale stato delle cose, almeno per quanto riguarda il cinema: ogni anno, con la moltiplicazione delle offerte "comiche" italiane in sala durante il periodo natalizio, l'accumulo di scarsa originalità diviene un supplizio per chi è alla ricerca di visioni alternative (questo soprattutto fuori dalle grandi città, dove diventa molto difficile trovare sale non occupate dai vari "panettoni"). Un accumulo iniziato nel 2006, a causa della separazione artistica tra i due beniamini del pubblico Massimo Boldi e Christian De Sica, e poi esasperato a partire dal 2011, quando l'uscita di Vacanze di Natale a Cortina ha segnato la fine del cinepanettone "classico". Il 2016 ha segnato forse il punto più basso, toccato con Un Natale al Sud e Fuga da Reuma Park, due pellicole che hanno sancito il tramonto definitivo (almeno in sala) di Boldi - che ormai ricicla gag e battute di una vita - e del trio formato da Aldo, Giovanni e Giacomo. E visto che anche Mister Felicità di Alessandro Siani ha segnato un nuovo passo indietro per l'attore napoletano (anche se l'incasso del primo weekend è promettente), abbiamo analizzato i motivi che hanno condotto ad una crisi del cinepanettone.

C'erano una volta Boldi & De Sica

Per anni la formula era semplice, invariata e una garanzia di successo: location più o meno esotiche, un cast di contorno composto da vari comici regionali (i lombardi Fichi d'India, il romano Enzo Salvi, il napoletano Biagio Izzo, il toscano Paolo Conticini) e, al centro, l'inossidabile duo Boldi & De Sica. Il pubblico apprezzava, la critica un po' meno, e la concorrenza era limitata, a seconda della annate, a Leonardo Pieraccioni o Aldo, Giovanni e Giacomo. Poi, nel 2005, la notizia scioccante: Natale a Miami è l'ultimo film del filone interpretato da Boldi, che decide di proseguire in altre direzioni. La Filmauro, storica casa di produzione delle commedie natalizie, non si lascia sconvolgere più di tanto, puntando su altri volti (Massimo Ghini in coppia con De Sica, con l'aggiunta di Claudio Bisio, Fabio De Luigi e Giorgio Panariello in ruoli secondari) per mantenere viva la tradizione. Un appuntamento destinato però a mutare, in maniera irreversibile e poco positiva.

"Ma che è ‘sta cafonata?"

Col senno di poi Vacanze di Natale a Cortina era la scelta logica per accantonare il cinepanettone classico, un ritorno alle origini, con la location italiana, i fratelli Vanzina alla sceneggiatura e De Sica da solo (ebbene sì, nel primigenio Vacanze di Natale Boldi non c'era) nei panni di un altro Covelli. L'anno successivo la Filmauro, sempre con Neri Parenti in cabina di regia, tenta una nuova strada, quella del film a episodi, come si usava nella commedia all'italiana di un tempo. Al mattatore De Sica vengono abbinati anche Lillo & Greg, e i risultati nettamente superiori del loro episodio di Colpi di fulmine, una specie di My Fair Lady in salsa coatta, sono forse all'origine della decisione di rendere loro due i nuovi volti dell'appuntamento festivo "tradizionale", che reintroduce il tema natalizio nel titolo ma opta per trame meno incentrate su vacanze, scatologia e sesso.

Tra i vari litiganti, nessuno gode

Facendo solo il confronto tra Boldi e De Sica, risulta abbastanza chiaro che a soffrire sul piano artistico sia stato il primo: per quanto convinto di avere una vis comica superiore a quella del collega (parole sue), il milanese è intrappolato da anni negli stessi meccanismi, riciclando battute ("Me la ciula!"), situazioni e comprimari nei suoi film in solitario come se non fosse cambiato nulla, senza capire che ci vuole la presenza di qualcuno come De Sica per equilibrare la situazione. Il figlio di Vittorio, dal canto suo, ha saputo adattarsi ai tempi odierni, sia in casa Filmauro che lontano da Aurelio de Laurentiis, con il nuovo film - Poveri ma ricchi - che fa parte di un altro filone, quello del remake italico delle commedie transalpine. A livello commerciale però pagano entrambi lo scotto della moltiplicazione delle offerte, dovendosela vedere non solo con Lillo e Greg (divertente action comedy il loro Natale a Londra - Dio salvi la regina), ma anche con Aldo, Giovanni e Giacomo, il duo di Non c'è più religione Claudio Bisio e Alessandro Gassman e, a inizio 2017, Alessandro Siani (forse l'unico che sarà in grado di registrare un successo vero e proprio, avendo scelto lo slot tradizionalmente riservato a Checco Zalone). Un panorama a dir poco desolante, dove anche i tentativi di rinnovare non rinunciano completamente alle debolezze maggiori del passato. Basti pensare all'anno scorso e all'uscita di Natale col Boss, che alle intuizioni carine - il doppio ruolo di Peppino di Capri - alterna la più becera concessione ai canoni del cinepanettone classico, con Paolo Ruffini che esclama "Oh maremma cinghiala!", facendoci quasi rimpiangere Enzo Salvi e il suo onnipresente, irritante "Ah Chicco!". E anche questo Natale...