Idris Elba: i migliori film dell'attore britannico

Andiamo a conoscere meglio Idris Elba, a breve nelle sale con l'adattamento de La Torre Nera, riscoprendo alcuni dei suoi ruoli più significativi.

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Volto d'ebano, il primo (con tutte le polemiche del caso) Roland di Gilead a cavalcare il grande schermo ha raggiunto la notorietà presso il grande pubblico grazie alla serie Luther in cui l'omonimo personaggio l'ha condotto a centrare un successo professionale che, a piccoli passi, lo sta consacrando ora anche al cinema, tanto da portarlo ad essere considerato nella ristretta lista di nuovi potenziali 007 prima della lucrosa scelta di Daniel Craig di vestire ancora per una volta i panni dell'agente segreto più famoso del mondo. Nato a Londra da padre sierraleonese e madre ghanese e con una parallela carriera da DJ, Idris Elba cavalca le scene filmiche fin dagli albori del nuovo millennio, ma è solo dal 2010 che i ruoli per lui cominciano a diventare più significativi, grazie appunto alla spinta della sopracitata serie televisiva: diventato presenza stabile, anche qui con non poche controversie sul colore della pelle, nell'universo Marvel in cui interpreta Heimdall, guardiano del Bifröst e del regno di Asgard, l'attore ha poi lasciato il segno in due pellicole di fantascienza quali Prometheus (2012) e Pacific Rim (2013), trovando poi la svolta in produzioni più eticamente impegnate come nell'originale Netflix, presentata al Festival di Venezia, Beasts of no nation (2015), ennesimo sigillo di una filmografia sempre più ampia e variegata.

Prometheus

Si permette addirittura di flirtare (con successo?) con l'algido personaggio di Charlize Theron nel "prequel" di Alien (1979), seppur consegnato ad un ruolo secondario ma fondamentale ai fini degli eventi nei panni del capitano Janek. E, per quanto criticato per la convulsa sceneggiatura, non si può certo dire che Prometheus pecchi dal punto di vista attoriale, potendo contare su un cast all-star comprendente, oltre agli stessi Elba e Theron, Noomi Rapace, Michael Fassbender e Guy Pearce. Ridley Scott dà vita ad un solido film di genere che guarda alla fantascienza vintage tradendo solo parzialmente la mitologia del franchise, con citazioni e rimandi che infarciscono comunque le abbondanti due ore di visione. Uno stile tronfio con cui il regista adatta il suo gigantismo registico agli stilemi del filone in un crescendo di tensione ben supportata dagli efficaci effetti speciali e da una sceneggiatura che, pur non priva di sbavature, pone inquietanti quesiti e spunti di riflessione sul senso stesso dell'esistenza.

Pacific Rim

E' un personaggio doppiamente umano in un film che punta le sue carte spettacolari sulla lotta tra giganteschi robot, i Jaegers, e mostruose creature provenienti dagli abissi oceanici. Figura ricca di sfumature quella del comandante Stacker interpretata da Elba, con ammirabile carisma di genere, nel Pacific Rim di Guillermo del Toro, blockbuster visionario e visivamente appagante che si pone quale gustoso omaggio al filone nipponico dei kaiju-eiga e alle susseguenti derivazioni animistiche degli anni '70 e '80. Due piloti per Jaegers, collegati alla macchina tramite un supporto neurale, qui con gli eterogenei panni di Charlie Hunnam e Rinko Kikuchi, per una pellicola che è un vero e proprio sogno ad occhi aperti per svariate generazioni di spettatori, capace di coniugare quell'intrattenimento per il grande pubblico con un'idea di cinema che non si ferma alla mera apparenza, restituendo nel migliore dei modi tutti la magia di un intrattenimento realizzato con cura e intelligenza citazionista.

Beasts of no nation

In un Paese senza nome dell'Africa Centrale in cui è in corso una brutale guerra civile, il giovane Agu vede la sua famiglia dividersi in due, con la madre, la sorella, e il fratello più piccolo che riescono a fuggire mentre i restanti membri vengono orribilmente massacrati. Il ragazzino viene catturato dai ribelli della della NDF e arruolato a forza nelle loro fila, trasformandolo in un soldato bambino: sarà l'inizio di un vero e proprio inferno per Agu, costretto a diventare uomo e nel peggiore dei modi da un giorno all'altro. Un ruolo scomodo quello in cui si cala con indomito e spaventoso magnetismo Elba, qui chiamato a vestire i panni del crudele Comandante in un film che non fa sconti nella sua violenza fisica e morale, messa in scena dal regista Cary Fukunaga senza ammorbidimenti di sorta. Un'opera aspra e potente che nasconde nei suoi personaggi una profonda umanità portata agli estremi in una storia che riflette con lucidità sul nostro, lontano solo geograficamente, contemporaneo.

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