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Speciale I Vendicatori: le origini

Alle origini del super gruppo dei Vendicatori

speciale I Vendicatori: le origini
Articolo a cura di
Mauro Antonini identità pubblica di Manthomex. Cartoonist e storico crossmediale. Crede nella completa realtà di tutte le storie immaginarie. Spesso lavora in coppia con Piccion, personaggio della serie "Piccioncimema".

"United, united, united we stand / United we never shall fall."
United - Judas Priest

Inverno 1940, l'uscita del numero 3 di All Star Comics - serie dell' All American Publication, in seguito conosciuta come DC Comics - segna la storia del fumetto di supereroi: otto eroi mascherati, tutti già apparsi in storie soliste, si uniscono per formare la Justice Society of America, il primo supergruppo. Si dichiara, appena due anni dopo la fondazione stessa del concetto di narrativa supereroica, che gli eroi in costume di una singola casa editrice non sono legati solo sul piano industriale, bensì anche su quello diegetico, interagendo tutti in un unico universo narrativo in cui le singole serie si riconoscono tra loro. E' sempre la DC Comics, nel 1954, a confermare questa linea strutturale, facendo incontrare le due massime icone del fumetto supereroico - Superman e Batman - sul numero 71 di World's Finest, testata sì dedicata a storie dei due paladini della giustizia, ma sempre in avventure separate. In casa Marvel Comics le cose non andavano diversamente, già nel 1946, sulle pagine del numero 19 di All Winners Comics (pubblicato dalla Timely Comics, che in seguito cambiò il nome in Marvel Comics) si formava un gruppo di combattenti chiamato All Winners Squad comprendente Capitan America, Bucky, Namor, la Torcia Umana, Toro, Whizzer e Miss America, tutti eroi precedentemente apparsi in serie separate. I fumetti traducono sulle pagine della letteratura popolare la grande tradizione narrativa del mito classico in cui i protagonisti dei racconti incrociavano continuamente i loro cammini o riconoscevano l'uno le gesta dell'altro.
Quando Stan Lee rifonda il fumetto supereroico negli anni '60 porta questa potenzialità di interconnesione tra le serie ad un grado di consapevolezza narratologica finora inarrivata. Già sulle avventure dei primi eroi editi dalla Marvel Comics - i Fantastici Quattro, nati nel 1961 dalla penna di Lee e dalle matite del maestro Jack Kirby - si dichiara che il neonato universo Marvel riconosce persino tutte le storie precedentemente pubblicate sotto i marchi Timely e Atlas quando, sul numero 4 di Fantastic Four (1962), il quartetto si vede costretto a fronteggiare Namor, principe atlantideo nato nel lontano 1939.

Da lì in poi non ci saranno più dubbi che l'idea che Stan Lee caldeggia è quella della totale coesistenza e coesione di tutte le serie edite sotto il marchio Marvel Comics, strutturando un universo diegetico di grande ampiezza e complessità in cui tutte le storie sono soggette alle stesse regole. L'idea di supergruppo, poi, è particolarmente cara a Lee: se già i Fantastici Quattro nascono come supergruppo, il 1963 vedrà esordire, poi, gli X-Men e I Vendicatori, entrambi team di supereroi nati dalla prolifica matita di Jack Kirby che diede vita a quasi tutte le principali creature nate dalla mente di Lee. Ma laddove gli X-Men, come i Fantastici Quattro, sorgono già come gruppo, con tanto di costumi tutti uguali a certificare l'idea di "team", i Vendicatori somigliano di più al concetto classico di gruppo di supereroi, facendo incontrare in un'unica testata personaggi precedentemente attivi in serie a se stanti. Il gruppo nasce su Avengers 1 (1963), un albo edito dichiaratamente per cercare di bissare in casa Marvel il successo della Justice League of America, formatasi nel 1960 per la concorrente DC Comics, in cui militavano tutte le più grandi icone della casa editrice. La prima storica formazione dei Vendicatori, letteralmente definito un gruppo di difensori della giustizia che si uniscono per combattere minacce impossibili da contrastare per un singolo eroe, comprende: Iron Man (creato da Stan Lee, Larry Lieber, Don Heck e Jack Kirby su Tales of Suspense 39 del 1963); Hulk (creatura di Lee e Kirby ideata su The Incredible Hulk 1 del 1962); Thor (sempre di Lee e Kirby apparso originariamente su Journey Into Mistery 83 del 1962); Antman (precedentemente apparso su Tales to Astonish 27 del '62 a firma Lee, Lieber e Kirby) e Wasp (creata da Lee e Kirby su Tales to Astonish 44 del '63). Il primo numero della serie vede il variegato supergruppo unirsi per combattere Loki, il dio degli inganni fratellastro di Thor, che, in cerca di vendetta, raggira Hulk affinché semini panico e distruzione sperando che attiri, e sconfigga, l'odiato Dio del Tuono. Ma una serie di eventi fa sì che a confrontare il Golia Verde giungano, oltre a Thor, anche Iron Man, Giant e Wasp che - in perfetta tradizione supereroica - dopo le prime incomprensioni inizieranno a cooperare.

Il gruppo si presenta da subito come un elemento in continuo cambiamento: pur liberatosi dai trucchi di Loki e unitosi ai Vendicatori, Hulk verrà allontanato immediatamente dal gruppo per la sua instabilità mentale e Ant Man diverrà Giant Man, così da fungere da doppio gigantesco alle minuscole dimensioni di Wasp. Fortemente eterogeneo, già nella coesistenza di Iron Man -eroe tecnologico per eccellenza- e Thor -legato alla magia- il gruppo si addizionerà presto di una figura fondamentale per tutte le storie future: Capitan America, l'eroe della seconda guerra mondiale nato sulle pagine di Captain America Comics 1 di Joe Simon e Jack Kirby del 1941, che Lee re-introduce in continuity esattamente come aveva fatto con Namor nelle storie dei Fantastici Quattro. Sulle pagine di Avengers 4 del 1964 il gruppo ritrova il corpo in ibernazione del Super Soldato, in quello stato sin dai tempi del secondo conflitto mondiale. Il rianimato Capitano viene così reintrodotto nella continuity moderna del Marvel Universe e diviene subito elemento cardine dei Vendicatori, manchevoli, finora, proprio di una figura di leader che potesse sincronizzare le loro così diverse psicologie sul campo di battaglia. Il gruppo dei Vendicatori è soggetto a continue rielaborazioni interne che vedono spesso cooperare gli eroi più disparati. Non sono rari i casi in cui vengono inseriti nel team criminali redenti, come Occhio di Falco, la Vedova Nera, Quicksilver, Scarlet o Wonder Man, o in cui vengono introdotti elementi "scomodi" e non sempre adatti al lavoro di squadra, come lo stesso Hulk o persino Namor. L'idea di supereroismo omini-comprensivo del gruppo dei Vendicatori arriva fino all'assunzione di membri di altri gruppi, quali Bestia o Wolverine degli X-Men oppure di alcuni membri fondatori dei Fantastici Quattro, quando non di vere e proprie star soliste della Marvel come l'Uomo Ragno. Non mancano invece i casi in cui è proprio la testata Avengers a dare i natali ad eroi che diverranno icone della casa editrice, il più noto è di sicuro l'androide Visione, nato su Avengers 57 del 1968.

Al di là dei comics il supergruppo Marvel più eterogeneo in assoluto non ha avuto facile reinvenzione in live action, probabilmente perché le opere filmiche dedicate ai fumetti, pur soggette a forte serialità non si sono mai troppo spinte verso un interrelazione reciproca. Il progetto Marvel Studios, grazie al quale la stessa Marvel inizia a produrre le edizioni cinematografiche delle proprie icone cartacee, si fonda proprio per sfatare questa limitazione e riprodurre anche al cinema una continuity simile a quella dei comics, in cui ogni film riconosca e interagisca con gli altri. Il primo film degli studios, Iron Man di Jon Favreau (2008) già nel presentare l'eroe in armatura si preoccupa di contornarlo di elementi atti a creare un universo narrativo in espansione, come l'agenzia di controspionaggio S.H.I.E.L.D. e Nick Fury, capo della stessa. Il secondo film Marvel Studios, L'incredibile Hulk di Louis Leterrier (2008) prosegue su questa linea, con tanto di apparizione finale di Tony Stark/Iron Man. Nei film successivi, Iron Man 2 (2010), sempre di Favreau, e Thor (2011) di Kenneth Branagh vengono inseriti, in ruoli di comprimari o di cameo, altri personaggi di rilievo nei fumetti Marvel come la Vedova Nera, War Machine e Occhio di Falco mentre Nick Fury presenzierà in entrambe le pellicole. L'interrelazione si fa più fitta con Captain America - Il primo Vendicatore (2011), dove trova posto il papà di Iron Man, Howard Stark, nel team di scienziati che danno vita alla Sentinella della Libertà, mentre l'immancabile Nick Fury accoglierà il Capitano nel mondo moderno. L'epico The Avengers (2012) di Joss Whedon figura così come il punto di arrivo di questo nuovo modo di pensare il cinema di supereroi, quanto mai vicino, almeno nel meccanismo produttivo/narrativo, al cartaceo di provenienza. La formazione scelta da Whedon -Iron Man; Capitan America; Hulk; Thor; La Vedova Nera e Occhio di Falco- si coalizzerà, così come nei comics, per sventare la minaccia di Loki, già main villain del sopraccitato Thor di Branagh, mentre Nick Fury fungerà da vettore dietro l'unione del gruppo. Importanti new entries del film sono gli alieni Chitauri, creati da Mark Millar e Brian Hitch nella serie Ultimates del 2002 - formalmente una versione alternativa degli Skrull, ideati da Stan Lee e Jack Kirby su Fantastic Four 2 (1962) - Maria Hill, braccio destro di Nick Fury creata da Brian Michael Bendis e David Finch su New Avengers 4 (2005) nonché un breve ma significativo cameo di Thanos, personaggio ideato da Jim Starlin su Iron Man 55 (1973), che fa presagire felici serializzazioni.
Mauro Antonini, giornalista crossmediale, scrittore ed autore, nonché curatore di Road to the Avengers, è anche autore di PiccionCinema, la popolare webseries che questa settimana, in esclusiva per Movieye, presenta l'inedita e richiestissima vignetta dedicata al film di Joss Whedon.
Piccion è un piccione viaggiatore, con il potere speciale di comparire nei momenti focali di tutta la storia del cinema. Invade spazi che non gli appartengono, si imPICCia, e si trova di vignetta in vignetta sbalzato in situazioni che lo vedono in pericolo o pronto a fare amicizia con le icone del cinema classico e contemporaneo. Piccion appare online ogni settimana in una "rubrica disegnata" in un elegante bianco e nero "classico" dal titolo PICCIONCINEMA, ad opera di Mauro Antonini, giornalista, studioso di cinema, comics e cultura pop e disegnatore, ed è visionabile sul suo blog e sulla pagina Facebook del progetto.
Stay Picc!!