I due volti di gennaio, in prima tv il film con Viggo Mortensen e Oscar Isaac

Due ricchi americani e una guida turistica sono coinvolti in un gioco pericoloso in I due volti di gennaio, adattamento del romanzo di Patricia Highsmith.

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Ha diversi (s)punti in comune con un altro esordio d'eccellenza, quello di Roman Polanski, che debuttò dietro la macchina da presa oltre cinquant'anni fa con Il coltello nell'acqua (1962), il primo film da regista dello sceneggiatore iraniano Hossein Amini: anche questa vicenda infatti è incentrata su un menage a trois dalla struttura thriller che regala emozioni e colpi di scena in una costante progressione tensiva, sia sessuale che non. I due volti di gennaio, adattamento dell'omonimo romanzo pubblicato da Patricia Highsmith nel 1964, vede infatti per protagonisti una coppia americana (Chester MacFarland e sua moglie Colette) in vacanza ad Atene ed il connazionale Rydal, residente lì da tempo e che si guadagna da vivere come guida turistica. Chester però non è chi dice di essere e quando un investigatore privato assoldato da vecchi creditori si presenta nella sua camera d'albergo, le cose prendono una brutta piega per lui che dovrà chiedere aiuto proprio a Rydal per uscire dai guai. Peccato che quest'ultimo sia attratto, forse reciprocamente, dalla bella Colette...

Questo è il thriller, bellezza!

Un thriller di gran fascino in cui emergono influenze sia del già citato Polanski che, soprattutto, del maestro del brivido Alfred Hitchcock. Potendo contare sulla solida base narrativa del romanzo, Amini dà vita ad un'opera torbida e ricca di sfumature in cui ognuno dei tre protagonisti è plasmato su complesse tonalità di chiaroscuri atte a creare una sorta di cortocircuito empatico nei confronti dello spettatore che, a seconda dell'occasione, si troverà indeciso per chi parteggiare. La gelosia è uno degli elementi fondamentali nelle dinamiche che legano i tre personaggi, ma non il solo fattore chiave che conduce gli eventi in una strada senza ritorno: la voglia di libertà di Colette, il dolore negato da Rydal per la morte dell'odiato padre che lo porta ad un antitetico legame di ammirazione / sdegno nei confronti di Chester, l'alone tragico che circonda quest'ultimo, anima nera in cerca di redenzione, rendono gli eventi un raffinato gioco tradimenti e riavvicinamenti in cui alla fine nessuno potrà dirsi realmente vincitore. E' un amarezza dosata che rifiuta il puro spettacolo in favore di una sana tensione drammatica ad aleggiare nei novanta minuti di visione, con avvincenti istinti action/polizieschi a speziare l'ultima intensissima mezzora dove ha luogo la definitiva resa dei conti. I due volti di gennaio (in onda stasera alle 21.20 su RAI3 in prima visione tv) è un titolo che ben esemplifica il significativo rapporto tra i due protagonisti maschili, parti attive di un ibrido bifronte in cui il destino pare giocato dal lancio di una moneta in cui o testa o croce sanciranno il verdetto. Le appaganti ambientazioni, prima greche e poi turche, l'elegante messa in scena di costumi e mezzi d'epoca (la vicenda ha luogo nel 1962), l'assillante colonna sonora e le ottime performance del cast (Viggo Mortensen, Kirsten Dunst e Oscar Isaac) donano ulteriore valore ad un film passato troppo in sordina rispetto ai suoi reali meriti.

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