Speciale Guardiani della Galassia: fun facts

In esclusiva per voi, i fun facts del film e le meravigliose illustrazioni localizzate di Matt Ferguson

speciale Guardiani della Galassia: fun facts
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

L'attesa è quasi finita: i Guardiani della Galassia stanno per arrivare anche in Italia! Dal prossimo 22 ottobre potrete vivere le imprese spaziali del più grande gruppo di scavezzacollo dell'universo: l'avventuroso e divertente Peter Quill, alias Star-Lord (Chris Pratt), la letale Gamora (Zoe Saldana), il folle Drax il Distruttore (Dave Bautista), e i buffi ma potentissimi Groot e Rocket Raccoon (Vin Diesel e Bradley Cooper), uniti "per forza" in una disperata missione contro Ronan l'Accusatore (Lee Pace).
Il film, diretto dallo specialista James Gunn e prodotto da Kevin Feige, si inserisce nella continuity dell'Universo Cinematico Marvel Studios, pur essendo perfettamente fruibile a sé stante. Noi vi abbiamo offerto la recensione in anteprima, quest'estate, quando siamo volati a Londra per la specialissima première europea: la trovate a quest'indirizzo mentre potete ritrovare le nostre interviste al cast nella scheda dedicata al film, qui. Oggi, tuttavia, siamo orgogliosi di presentarvi i fun facts legati al film e, in esclusiva, le favolose illustrazioni ufficiali di Matt Ferguson legate al film localizzate per la prima volta in italiano. Le trovate a corredo dei vari paragrafi e, alla risoluzione originale, nell'apposita gallery dedicata al film, switchando su "artwork".

Guardiani

La prima formazione di Guardiani della Galassia è apparsa per la prima volta nel gennaio 1969, all’interno del numero 18, Vol.2, della collana a fumetti Marvel Super-Heroes, creata da Arnold Drake e Gene Colan. Successivamente, i Guardiani vivranno una nuova giovinezza con una rinnovata formazione nel 2008, quando Dan Abnett e Andy Lanning riorganizzano il gruppo e pongono le basi per la saga attuale da cui James Gunn ha preso spunto per il film: tra i personaggi ricorrenti annoveriamo Star-Lord, Rocket Raccoon, Quasar, Adam Warlock, Gamora, Drax il Distruttore e Groot.

Il regista James Gunn ha creato sul set un’atmosfera stimolante, grazie alla musica del film che ha allietato le riprese. Gunn ha infatti chiesto al compositore Tyler Bates di completare in anticipo alcune tracce e di eseguirle durante la lavorazione, creando così un’atmosfera suggestiva che ha fornito inoltre l’ispirazione giusta per alcune scene. Oltre alla musica originale, Gunn ha inserito nel film anche i brani anni ‘70 che Peter Quill, interpretato da Chris Pratt, ascolta nel suo vecchio mangianastri.

Questione di design

Lo scenografo Charles Wood e la sua squadra hanno ideato e costruito diversi set su larga scala per il film Marvel Guardiani della Galassia; il più grande di tutti è Kyln, la prigione spaziale dove i Guardiani si incontrano. Kyln è un set a 360 gradi, un autentico gioiello d’ingegneria che comprende 1600 quintali di acciaio disposti su tre livelli, che in post produzione sono stati aumentati di altri 60 metri.

Il design della Milano, la navicella spaziale di Peter Quill, si ispira al caccia Bell Aircraft X-1 pilotato da Chuck Yeager. Il set è costruito su due livelli e presenta una cabina di pilotaggio al piano superiore e gli alloggi al piano inferiore; per ultimarlo sono state necessarie 14 settimane e l’impiego di varie maestranze. Charles Wood e la sua squadra hanno seguito le istruzioni del regista James Gunn secondo cui l’ambiente di Quill doveva ricordare la Terra e comunicare una certa tangibilità, un look meccanico esaltato dall’uso di elementi cromati, in pelle, simile a una muscle car.

Un grande impegno

Trovare il perfetto mangianastri da utilizzare nel film è stato uno dei compiti del capo attrezzista Barry Gibbs. Nonostante le ampie ricerche su internet durate ben quattro mesi, la squadra di Gibbs è riuscita a trovare solo 16 mangianastri adatti al film, tutti mezzi rotti.

Gli scenografi hanno realizzato inoltre la Dark Aster, la navicella spaziale di Ronan. Simile a un mausoleo volante, il suo design è brutale e minimalista. Rappresenta un mondo grigio, incolore, desolato, privo di qualsiasi accessorio, che comunica l’idea di funzionalità solo tramite la sua pesante architettura di cemento.

L’ex campione di wrestling mondiale Dave Bautista interpreta Drax il Distruttore. Poiché la storia della vita di Drax è tutta incisa sul suo corpo coperto di tatuaggi e scarificazioni, Bautista ha dovuto sottoporsi per quattro ore al giorno a una lunga operazione di trucco, costretto a restare spesso in piedi per poter consentire a una squadra di cinque truccatori di applicare le protesi, che consistevano di 18 elementi cosparsi sul corpo e sul viso. Complessivamente il trucco di Bautista è durato sette intere giornate.

Alieni, alieni ovunque!

Nel corso delle riprese, il dipartimento degli effetti speciali di trucco ha realizzato circa 1250 applicazioni di protesi. I 50 truccatori del film sono stati suddivisi in squadre e assegnati a ciascun personaggio.

Il film Marvel Guardiani della Galassia presenta moltissimi figuranti nel ruolo degli alieni; sono state realizzati le sagome di 2000 umanoidi appartenenti a razze diverse, contraddistinte da diversi colori. Ogni elemento è stato quindi colorato di giallo, di blu o di rosa.

David White, designer degli effetti speciali del make up, ha creato varie versioni tridimensionali a grandezza naturale di Rocket e un busto di Groot, che nel film sono stati usati non solo come riferimenti per gli effetti visivi e di luce ma anche per verificare l’utilizzo e la funzione di questi personaggi.

Props di tutti i tipi

La creazione della sfera presente nel film è stata compito dell’attrezzista Barry Gibbs e della sua squadra. Inizialmente è stato scolpito il rivestimento esterno in alluminio, che in seguito è stato forato da un incisore prima di essere placcato in argento.

Gibbs e la sua squadra hanno anche curato la fabbricazione delle armi utilizzate nel film Marvel Guardiani della Galassia. Fra questi, gli scudi energetici di Peter Quill, una spada di 30 centimetri per Gamora che si allunga completamente, un paio di mazze da combattimento per Nebula, un fucile da caccia per Korath, le spade per Drax, e l’arma cosmica a forma di martello di Ronan.

Elizabeth Yianni-Georgiou, acconciatrice e truccatrice, si è occupata di concepire le diverse razze di alieni, ognuna delle quali ha un colore di pelle diverso. Riuscire a trovare un prodotto che non rovinasse i costumi e che fosse resistente all’acqua e allo sporco non è stato facile. Dopo tante prove e tentativi, la squadra ha ideato uno spray che funzionava benissimo su tutti.

Here comes the music

Nella cabina di pilotaggio della Dark Aster, quattro piloti Sakaaran guidano la nave usando sfere luminose manovrate con movimenti manuali sincronizzati. I filmmaker hanno scritturato dei professionisti di danza sincronizzata per far sì che i movimenti manuali fossero in perfetta sincronia.

Il primo ambiente alieno che si vede nel film è il pianeta abbandonato di Morag, che Wood e la sua squadra hanno concepito con una tavolozza cromatica neutra per dare risalto alla sua consistenza prevalentemente sabbiosa. Al contrario, quando Peter Quill entra nel tempio segreto di Morag, Wood ha utilizzato colori vividi con toni di oro, verde e blu per accentuare l’interno ricco di pietre preziose.

Più che in ogni altro film della Marvel, la musica svolge un ruolo fondamentale in Guardiani della Galassia, visto che le canzoni anni ‘70 presenti nel film fanno parte della storia in un modo davvero unico. Per spiegare il modo in cui queste canzoni accompagnano la storia, il regista James Gunn afferma: “Uno dei punti fondamentali del film è il fatto che Quill possiede una cassetta con una compilation [Awesome Mix #1] che sua madre ha fatto per lui e che gli ha dato prima di morire. Sono le canzoni degli anni ‘70 che lei amava e questa cassetta è l’unica cosa che gli resta di lei e della sua casa sulla Terra. La compilation rappresenta un legame con il passato e riflette la tristezza che prova per aver dovuto lasciare tutto ciò che aveva”.

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