Godzilla vs Kong: dopo Skull Island come avverrà 'il grande match'?

Mentre Kong: Skull Island è al cinema, iniziamo a far luce sul film che decreterà lo scontro fra Godzilla e Kong, in arrivo nel 2020.

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"L'arroganza dell'uomo è pensare che la natura sia sotto il suo controllo e non l'esatto contrario. Che combattano!". Suonano come una profezia le parole del Dottor Ishiro Serizawa aka Ken Watanabe, protagonista del Godzilla di Gareth Edwards. Questo perché dopo Kong: Skull Island (e successivamente all'atteso Godzilla: King of the Monsters, previsto per il 2018), sarà la volta del crossover formato XXL: Godzilla vs Kong. È il trend del momento, quello dell'universo condiviso: non sfuggono al diktat delle major né i supereroi né le mostruose e celebri icone del Cinema. E dopo il mucchio selvaggio degli X-Men, Avengers divisi e kryptoniani e vigilanti riuniti al grido mammone di "Martha!", ecco profilarsi all'orizzonte una (doppia) reunion da brivido: da una parte l'Universal Monsters Cinematic Universe - che chiamerà a raccolta mummie, uomini lupo e invisibili, mostri e cacciatori di vampiri - e dall'altra il MonsterVerse targato Warner Bros., caratterizzato dall'incontro fra i pesi massimi Godzilla e King Kong. Ma dopo aver visto il reboot di Edwards e Kong: Skull Island, come diverrà possibile far incontrare le due aberranti figure?

Sull'Honda del successo

L'incontro fra le due massime espressioni di un ecosistema primordiale può contare su un illustre precedente cinematografico: Il trionfo di King Kong, threequel del Godzilla del 1954 firmato ancora una volta dal deus ex machina dei kaiju movie Ishiro Honda. L'idea alla base del film venne in precedenza all'effettista Willis O'Brien, la cui intenzione era quella di far combattere il Re delle scimmie con una specie di Frankenstein di pari livello. Nessuno, se non Honda, si interessò al progetto. Il cineasta realizzò il film di mostri come una raffigurazione allegorica dello scontro USA-Giappone. Il plot de Il trionfo di King Kong (in originale King Kong vs Godzilla), tra un'esplosione di un sottomarino nucleare e una spedizione di una casa farmaceutica in una sperduta località esotica, fu all'epoca un banale pretesto per l'incontro dei predatori alpha, fiori all'occhiello delle produzioni statunitensi (Kong) e nipponiche (Godzilla). Ad impersonare i mostri, quando non si ricorse ai modellini in scala, furono in verità due stuntman/attori che indossavano costumi in gommapiuma realizzati ad hoc. Il problema maggiore del crossover fu quello di "adeguare" le misure dello scimmione preistorico a quelle del sauro radioattivo, dal momento che Godzilla era alto circa 50 metri. Kong fu "dopato" grazie a bacche radioattive e, per contrastare l'Alito Atomico di Godzilla, gli venne conferita la facoltà di maneggiare l'elettricità. Il resto dell'epico incontro è storia del Cinema, con il mito (sfatato negli anni successivi all'uscita) di un doppio finale realizzato per i mercati statunitensi e giapponesi. Alla luce di tutto ciò, in che modo collimeranno invece le vicende del kaiju made in Japan e quelle di Kong: Skull Island?

Kongzilla Park: A spasso nel tempo

Godzilla vs Kong presenta numerose insidie che potrebbero minare la coerenza narrativa del progetto. Nulla che gli sceneggiatori non sappiano già, ma entriamo nel dettaglio. Kong: Skull Island è ambientato nel 1973, in piena epoca Vietnam, mentre l'azione nel Godzilla di Edwards si svolge ai giorni nostri. Dunque un arco temporale di circa 40 anni separa la comparsa dei due mostri. Ne consegue che uno dei protagonisti extralarge verrà catapultato dagli addetti alla scrittura del film nel contesto storico dell'altro. Chi, per la precisione? Gli indizi sembrano indicare in Kong la pedina da muovere sulla linea temporale. In Skull Island, infatti, il personaggio di John C. Reilly esclama che "Kong è giovane e sta crescendo". Ragion per cui il maxi primate potrebbe invecchiare nei prossimi 3 anni, aumentando gioco forza anche la propria statura. Mentre , infatti, il rivale Godzilla supera i 100 metri di altezza, Kong è fermo ad "appena" 31 metri (roba che il T-Rex di Jurassic Park sembra in confronto un cucciolo indifeso). Farli azzuffare con questo divario metrico è fuori questione, sembrerebbe di assistere ad un match fra Alvaro Vitali e LeBron James. Ecco perché occorre che lo scimmione preistorico soggiorni il più possibile da qualche nonna che lo rimpinzi di ogni ben di Dio con la scusa del "ti vedo sciupato". Ad assicurare la continuity del MonsterVerse ci penserà invece l'organizzazione nota come Monarch, desiderosa del "grande match".

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